
Il romanzo “Senza respiro” di Micol Manzo è stato pubblicato per la prima volta nel 2025.
Hilda Soler lavora nella sezione ricerca e selezione personale della Placement destreggiandosi tra un superiore che le rifila tutto il lavoro che dovrebbe fare lui e altri dirigenti interessanti solo alla loro carriera. Un colloquio con un uomo il cui curriculum è stato lasciato in bianco si rivela a dir poco strano per l’atteggiamento di lui, al punto che Hilda nella sua mente lo chiama Mr. Losco.
Nei giorni successivi, Hilda sembra finire in mezzo ad altri strani eventi, non necessariamente negativi dato che arriva un’offerta di lavoro presso la Amuxal, un colosso farmaceutico. L’offerta è ottima ma con sua sorpresa significa lavorare per Markus, cioè Mr. Losco. Il nuovo lavoro la porta nella succursale dell’azienda in Papua Nuova Guinea, dove la situazione diventa davvero misteriosa.
Micol Manzo ha scritto romanzi di vari generi nel corso della sua carriera e il thriller sembra uno di quelli in cui mette maggior fantasia. L’autrice interpreta questo genere anche con contaminazioni che aggiungono motivi di originalità e imprevedibilità nelle trame.
“Senza respiro” è un thriller psicologico in cui c’è una componente antropologica che diventa importante quando l’ambientazione si sposta in Papua Nuova Guinea. Micol Manzo ha una laurea in antropologia culturale e la usa anche per creare ambientazioni e personaggi che potremmo definire esotici facendoli diventare punti di forza.
Questo romanzo però inizia con una situazione normale, con la protagonista Hilda Soler stressata da un ambiente di lavoro in cui la sua professionalità non viene valorizzata. La storia è narrata da Hilda in prima persona perciò è facile capire la frustrazione che prova in quell’ambiente di lavoro. Il prologo racconta un incidente che ha segnato la sua infanzia ed è un motivo di influenza nella sua vita che è importante anche nel romanzo. Si tratta dunque di un inizio che permette al lettore di capire facilmente la vita di Hilda.
Le cose per Hilda cambiano rapidamente a partire dall’incontro con Markus, il quale segna il cambio di lavoro e l’inizio di una serie di eventi che sono strani e a un certo punto diventano anche pericolosi. La trama comincia a far intravvedere segreti e misteri dietro i piani di Markus per la Amuxal, anche legati ai Korowai, una tribù di nativi dell’area vicina alla succursale in Papua Nuova Guinea.
La trama è piena di colpi di scena e sorprese continue e inaspettate con un ritmo elevato in cui gli eventi tengono sempre Hilda sulle spine per un motivo o per l’altro. Più finisce in mezzo agli eventi che non riguardano solo il suo lavoro, meno sembra capire cosa stia succedendo attorno a lei. La forza della trama è data dagli sviluppi creati da Micol Manzo andando oltre i cliché dei thriller. Anche il lettore, come Hilda, finisce in un vortice di eventi dove distinguere verità da bugie è davvero arduo e ogni risposta porta a nuove domande.
Gli altri personaggi vengono visti quasi sempre dal punto di vista di Hilda perciò in molti casi il lettore scopre i loro segreti assieme alla protagonista. Solo in alcuni casi, in particolare nella parte finale del romanzo, alcune rivelazioni vengono offerte fuori dalla narrazione di Hilda.
Markus è al centro della storia e i suoi comportamenti sono misteriosi fin dall’inizio ma ci sono altri personaggi importanti con i quali Hilda instaura rapporti di vario tipo che possono andare dall’amicizia all’antipatia reciproca. Non tutti sono ciò che sembrano e ciò complica la situazione per Hilda.
Secondo me, “Senza respiro” mantiene la promessa costituita dal titolo con una trama che rappresenta una sorta di puzzle del quale si vede l’immagine solo quando abbastanza pezzi vanno al loro posto. Ne consiglio la lettura a chi apprezza i thriller psicologici.
