Una vertebra umana scoperta nel sito archeologico di Ubeidiya indica antichissime ondate migratorie

Viste della vertebra scoperta nel sito di Ubeidiya
Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” riporta l’attribuzione di una vertebra al genere Homo con un’età stimata in circa un milione e mezzo di anni nel sito archeologico di Ubeidiya, nell’odierno Israele. Un team di ricercatori ha esaminato la vertebra fossile e l’ha confrontata con altri fossili di ominini Eurasiatici risalenti al periodo Pleistocene. Le differenze paleobiologiche li hanno portati a concludere che vi furono diverse ondate migratorie dall’Africa che corrispondono alle diverse tecniche di lavorazione della pietra scoperte negli studi archeologici.

Il problema della scarsità di fossili non riguarda solo specie risalenti a centinaia di milioni di anni fa ma anche alcune del genere Homo risalenti a meno di due milioni di anni fa. Ciò rende difficile ricostruire non solo le parentele tra varie specie ma anche le loro migrazioni.

Il sito di Ubeidiya è importante perché vi sono stati scoperti fossili risalenti al Pleistocene di molte specie animali assieme a strumenti di pietra. Fossili scoperti nel corso di molti scavi diversi tra il 1960 e il 1999 vengono ancora esaminati perché sono frammentari e quindi di difficile attribuzione. Uno di questi esami ha portato all’attribuzione di una vertebra fossile con un’età stimata in circa un milione e mezzo di anni e scoperta nel 1966 al genere Homo. L’immagine (Cortesia Dottor Alon Barash, Bar-Ilan University) mostra la vertebra vista dall’alto (a), da dietro (b), da sotto (c) e frontale (d).

Altri fossili umani risalenti a circa 1,8 milioni di anni fa scoperti nell’odierna Georgia indicano che un’ondata migratoria raggiunse il Caucaso. La discussione riguardava la possibilità che vi fosse stata un’unica migrazione dall’Africa oppure diverse ondate. Secondo gli autori di questo studio, vi furono diverse ondate migratorie con la conseguenza che i fossili scoperti in Georgia e quello di Ubeidiya appartengono a individui che facevano parte di due ondate diverse.

La vertebra scoperta nel sito di Ubeidiya appartiene a un individuo che stava ancora crescendo, con un’età tra i 6 e i 12 anni al momento della morte. Avendo a disposizione solo un osso, le informazioni che è possibile ottenere sono limitate perciò i ricercatori non lo hanno attribuito a una specie in particolare. Le dimensioni fanno pensare a un individuo che da adulto sarebbe stato molto alto, troppo per trattarsi di un Homo abilis.

Secondo gli autori di questo studio, le differenze a livello paleobiologico tra questa vertebra e i fossili scoperti in Georgia sono sufficienti a stabilire che si trattasse di popolazioni ben diverse che erano migrate dall’Africa in tempi diversi. Potrebbe trattarsi di popolazioni di specie diverse ma ci sono discussioni anche sulla tassonomia esistente all’interno del genere Homo e ciò rende le attribuzioni più complesse.

Probabilmente, anche questo nuovo studio susciterà discussioni. Certamente mostra che la storia dell’umanità era complessa già ai tempi di specie come Homo erectus / Homo ergaster. Per questo motivo, l’identificazione di un singolo osso come la vertebra del sito di Ubeidiya può aggiungere informazioni importanti per la ricostruzione delle migrazioni più antiche.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *