2020

Bocca e denti fossili di squalo bianco

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive un’analisi di denti fossili di squalo bianco (Carcharodon carcharias) scoperti in varie località, incluso quello che era una sorta di vivaio nell’attuale Cile in cui c’erano soprattutto individui giovani. Un team di ricercatori guidato da Jaime A. Villafaña dell’Istituto di paleontologia dell’Università austriaca di Vienna ha analizzato i fossili di individui di varie età che includono quelli scoperti in Perù e in un’altra località del Cile concludendo che gli squali bianchi hanno utilizzato alcune aree come vivai per milioni di anni. Tale comportamento sottolinea l’importanza di certi habitat per la sopravvivenza di una specie notoria tra i superpredatori odierni eppure considerata in pericolo, soprattutto a causa degli esseri umani.

Risk Assessment di James Goss

Il romanzo “Risk Assessment” di James Goss è stato pubblicato per la prima volta nel 2010. È inedito in Italia.

Per il team del Capitano Jack Harkness la situazione sembra normale in un momento in cui l’unica attività riguardante la fessura temporale di Cardiff consiste nell’arrivo di bare contenenti corpi di alieni provenienti da chissà dove. Il compito di raccoglierle ed evitare che qualcun altro ci metta le mani sopra sembra banale ma per il momento non c’è altro lavoro fino a un evento straordinario.

Quando Agnes Havisham si risveglia dal suo sonno criogenico, è solo la quarta volta che ciò avviene nell’arco di un secolo. I sistemi di Torchwood la risvegliano solo nei momenti più catastrofici ma non sembra esserci alcun pericolo a minacciare il mondo. Jack Harkness ha visto quei momenti passati e, anche se lui e il suo team hanno superato varie crisi, la possibilità che qualcosa di perfino peggiore possa arrivare lo turba profondamente.

Candidate lenti gravitazionali

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta l’identificazioni di 335 nuove candidate lenti gravitazionali scoperte utilizzando un software di apprendimento automatico addestrato per questo compito. Un team di astrofisici guidato da Xiaosheng Huang della University of San Francisco ha sottoposto immagini dell’indagine DECaLS ottenendo 335 possibili lenti gravitazionali finora sconosciute. La verifica verrà compiuta da esseri umani e 60 candidate sono state inserite nel gruppo che ha le maggiori probabilità di essere confermate. Le lenti gravitazionali aiutano gli astronomi nelle osservazioni di oggetti molto lontani dietro di esse perciò più ne sono conosciute più è probabile che possano essere utili in qualche ricerca.

Aristoi di Walter Jon Williams

Il romanzo “Aristoi” (“Aristoi”) di Walter Jon Williams è stato pubblicato per la prima volta nel 1992. In Italia è stato pubblicato da Mondadori in “Superblues” e nn. 208/209 di “Urania Collezione” nella traduzione di Franco Forte e Nicoletta Greco.

Gabriel è un Aristos impegnato soprattutto nei campi dell’architettura e della musica gestendo vari pianeti la cui attività è concentrata sulle arti. Viene aiutato da vari dáimones, personalità limitate che si occupano di attività specifiche. Non tutti gli Aristoi sono soddisfatti della situazione e alcuni vorrebbero tornare al passato avventuroso che aveva forgiato la loro società ma Gabriel è parte della maggioranza che ritiene che quel passato fosse troppo caotico e pericoloso.

Quando Cressida, un’Aristos che si dedica alle scienze, scopre che qualcuno ha violato l’Hyperlogos, che contiene tutta la conoscenza della Logarchia, indaga e scopre che qualcosa di molto strano sta succedendo in un’area di spazio che dovrebbe essere stata devastata da una supernova. Si confida con Gabriel, l’Aristos più vicino a quell’area, poco prima di rimanere uccisa nella distruzione del suo laboratorio. Gabriel, convinto che non si sia trattato di un incidente, si rende conto di dover indagare in segreto su una possibile minaccia per l’intera Logarchia.

Daspletosaurus mentre caccia uno Spinops (Immagine cortesia Julius Csotonyi)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS ONE” riporta uno studio sulle capacità di locomozione dei dinosauri del gruppo dei teropodi e in particolari di oltre 70 specie appartenenti ai gruppi di carnivori Tyrannosauridae, che include il T. rex, Allosauroidea e Ceratosauridae. Un team di ricercatori ha preso in considerazione varie caratteristiche fisiche per valutare l’impatto dell’allometria sull’abilità di quei dinosauri di correre e l’effetto limitante della stazza, aspetti generalmente trascurati. Una conclusione è che i grandi predatori come il T. rex avevano il vantaggio dell’efficienza grazie alle loro lunghe gambe, non della velocità come si pensava.