
Il romanzo “La sfida di Chanur” (“Chanur’s Venture”) di C.J. Cherryh è stato pubblicato per la prima volta nel 1984. È il secondo romanzo del ciclo di Chanur e segue “L’orgoglio di Chanur“. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 236 di “Cosmo Argento” nella traduzione di Gianluigi Zuddas.
Le preoccupazioni per Pyanfar Chanur vengono in particolare da suo marito Khym dopo che ha cominciato a viaggiare sull’astronave mercantile “Orgoglio di Chanur”. Nessun maschio hani aveva mai viaggiato nello spazio assieme alle femmine e per Khym ogni novità potrebbe essere una possibile causa di instabilità emotiva.
Quando Pyanfar Chanur torna alla stazione Punto d’Incontro per quello che sembra un normale tour commerciale, tutto cambia quando incontra nuovamente l’umano Tully, in missione segreta per iniziare relazioni commerciali con altre specie dell’area Patto. Si tratta di un’opportunità enorme per tutte le hani ma i kif sono sempre in agguato e una lotta di potere interna tra due hakkikt rende la situazione ancor più complessa e soprattutto pericolosa.
Il ciclo di Chanur fa parte dell’universo narrativo di C.J. Cherryh chiamato Universo della Lega e della Confederazione in cui sono ambientate molte storie scritte dall’autrice. Esso è ambientato in un’area di spazio lontana dai pianeti protagonisti delle altre storie perciò può essere letto in maniera del tutto autonoma.
Circa due anni dopo gli eventi narrati ne “L’orgoglio di Chanur”, Pyanfar Chanur e il suo equipaggio tornano alla stazione Punto d’Incontro ma con le conseguenze di ciò che era successo nel primo romanzo. Suo marito Khym Mahn era il signore del suo clan sul pianeta Anuurn ma era stato spodestato e aveva cominciato a viaggiare con la moglie. Si tratta di una situazione inedita dato che i maschi hani sono considerati instabili perciò Khym viene tenuto sotto controllo.
La speranza per Pyanfar Chanur all’arrivo alla stazione è quello di poter condurre normali trattative commerciali ma l’inizio de “La sfida di Chanur” sembra fin troppo un deja-vu perché viene nuovamente coinvolta in varie macchinazioni di diverse specie e al centro c’è ancora una volta l’umano Tully. La grande differenza è che stavolta Tully non è sfuggito ai kif ma è arrivato di sua volontà per aprire rapporti commerciali tra gli esseri umani e almeno alcune specie del Patto.
Per Pyanfar Chanur si tratta di un’enorme opportunità con potenziali benefici per tutte le hani ma la presenza di Tully la mette nuovamente nei guai, stavolta ancor più grandi rispetto a quelli di due anni prima. Ora infatti Tully non è più un alieno appartenente a una specie sconosciuta bensì del rappresentante di una specie i cui rapporti con il Patto potrebbero cambiare molti equilibri al suo interno.
I kif cercano di impedire contatti con gli esseri umani ma tra di loro c’è un ulteriore scontro di potere e Pyanfar Chanur finisce coinvolta anche in esso. Contro gli umani ci sono anche gli stsho, una specie molto attenta ai rapporti commerciali. Anche gli stsho sono spesso coinvolti in macchinazioni varie per aumentare le loro ricchezze a danno di altre specie e vedono gli umani come una minaccia alla loro influenza.
Tutto ciò rende la trama de “La sfida di Chanur” ancor più complessa di quella de “L’orgoglio di Chanur” perché Pyanfar Chanur non solo deve salvare la pelle sua, del suo equipaggio e di Tully ma ha anche l’ulteriore problema di capire chi siano i suoi amici o almeno chi abbia la convenienza a farla sopravvivere e chi siano i suoi nemici. Una situazione in cui l’aiuto arriva da un kif mentre un ostacolo arriva da altre hani è tutt’altro che ideale.
Pyanfar Chanur non avrebbe mai voluto cacciarsi in una situazione così precaria ma le circostanze sono state decise da altri e lei è stata costretta ad adeguarsi. Come ne “L’orgoglio di Chanur”, ne “La sfida di Chanur” C.J. Cherryh è brava a sviluppare in particolare le tante sensazioni ed emozioni provate da Pyanfar Chanur nel corso di questa nuova avventura in cui improvvisamente suo marito diventa l’ultima delle sue preoccupazioni.
Il risultato è una trama che per certi versi è una variante di quella di “L’orgoglio di Chanur” resa più complessa dal fatto che la posta è più alta e ciò aumenta anche la tensione. C.J. Cherryh continua a sviluppare i protagonisti e allo stesso tempo fornisce altre informazioni sulle varie specie del Patto attraverso dettagli inseriti nella trama e anche con alcune appendici su di esse.
Per questi motivi, la qualità di “La sfida di Chanur” rimane secondo me elevata ma, a differenza del primo romanzo, questo non ha una vera e propria fine ma è la prima parte di una trilogia. Consiglio di leggerlo ma dovete essere coscienti del fatto che avrete bisogno anche dei seguiti per completare la storia.

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