Deep Time: Tempo profondo di Trevor Baxendale

Deep Time: Tempo profondo di Trevor Baxendale
Deep Time: Tempo profondo di Trevor Baxendale (Edizione britannica)

Il romanzo “Deep Time: Tempo profondo” (“Deep Time”) di Trevor Baxendale è stato pubblicato per la prima volta nel 2015. In Italia è stato pubblicato da Armenia nella traduzione di Matteo Crivelli.

Il Dodicesimo Dottore e Clara Oswald si imbarcano sull’Alexandria, la lussuosissima astronave fatta costruire da Raymond Balfour. Lo scopo è di scoprire l’ultimo wormhole che in un passato remoto faceva parte di una vasta rete costruita dai Phaeron, una civiltà una volta potentissima ma ora scomparsa.

Per alcuni membri della spedizione, la scoperta dell’ultimo wormhole della rete dei Phaeron rappresenterebbe l’impresa della vita. Il Dottore però sa che dietro la scomparsa dei Phaeron ci sono segreti oscuri che vanno oltre le leggende conosciute e coinvolgono anche i Time Lord.

“Deep Time: Tempo profondo” fa parte di una collana di romanzi connessi alla nuova serie di “Doctor Who“. Essi sono orientati ad un ampio pubblico essendo abbastanza lineari da essere apprezzati anche da lettori molto giovani ma abbastanza sofisticati da poter interessare anche lettori più maturi. Con le avventure dell’Undicesimo Dottore c’è stato un piccolo cambiamento del formato dei romanzi dedicate alle avventure della nuova serie di “Doctor Who”, che sono diventati leggermente più grandi.

“Deep Time: Tempo profondo” è il terzo romanzo di una trilogia che è stata chiamata “The Glamour Chronicles” in cui il Dodicesimo Dottore e Clara Oswald cercano il manufatto più pericoloso dell’universo. L’ho scoperto solo dopo averlo letto e ho avuto l’impressione che la storia fosse autonoma perciò non mi pare di aver perso qualche particolare importante.

Storie di spedizioni archeologiche alla ricerca di tracce lasciate da una civiltà estinta sono state scritte ben prima della nascita della fantascienza. In “Deep time: Tempo profondo” questo tipo di storia ha una grande scala cosmica perché riguarda una rete spazio-temporale di wormhole creati da una civiltà che era potentissima. Gli avvertimenti del Dottore indicano fin dall’inizio che ci sono segreti oscuri che è meglio non scoprire ma ovviamente quegli avvertimenti vengono ignorati.

Nonostante le premesse decisamente non originali e uno sviluppo della trama non esattamente pieno di sorprese, “Deep Time” mi è sembrato una lettura piacevole. I toni diventano presto piuttosto cupi e ciò crea una tensione che contribuisce a mantenere l’attenzione del lettore. Equipaggio e passeggeri dell’astronave Alexandria hanno un certo sviluppo che li rende interessanti, anche perché costituiscono un gruppo variegato con storie e motivazioni individuali molto diverse. Quando cominciano i pericoli, anche mortali, l’attesa di capire chi sopravviverà e chi no aumenta la tensione.

Anche il Dottore e Clara hanno una buona caratterizzazione e ciò mi permetteva di sentire le loro voci nella mia mente durante la lettura del romanzo. Rende facile anche immaginare i due protagonisti con i loro manierismi e le loro espressioni nel corso di quest’avventura.

Le vere sorprese si concentrano andando verso la parte finale del romanzo. Neppure il Dottore sa tutto, anche quando si tratta del collegamento tra la civiltà Phaeron e i Time Lord. Scoprire le informazioni che gli mancano sulla fine dei Phaeron è cruciale per eliminare un pericolo la cui gravità viene compresa pienamente solo alla fine.

“Deep Time: Tempo profondo” è un’avventura su una vasta scala spazio-temporale in cui Trevor Baxendale usa bene i personaggi e per questi motivi l’ho trovata godibile nonostante i momenti prevedibili. Non ho avuto difficoltà a leggere questo romanzo come storia autonoma e credo che valga la pena di leggerlo ma probabilmente sarebbe meglio leggerlo dopo “Sangue reale” (“Royal Blood”) e “Big Bang Generation”.

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