Dune di Frank Herbert

Dune di Frank Herbert
Dune di Frank Herbert

Il romanzo “Dune” (“Dune”) di Frank Herbert è stato pubblicato per la prima volta nel 1965 unendo due parti pubblicate in precedenza a puntate sulla rivista “Analog”. È il primo libro della saga di Dune. Ha vinto i premi Hugo e Nebula come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 8 di “Cosmo Oro” e all’interno del n. 5 de “I Grandi Cicli”, da Sperling & Kupfer nel n. 1 di “Sperling Serial” e all’interno del Volume 1 di “Sperling Serial” e da Fanucci in “Fanucci Narrativa” e ne “Il ciclo di Dune”, tutti nella traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli.

L’Imperatore Padishah Shaddam IV ha assegnato al Duca Leto Atreides il pianeta Arrakis, l’unico luogo nell’universo dove cresce la spezia che prolunga la vita e aumenta certi poteri mentali. Arrakis è conosciuto anche come Dune perché è un unico grande deserto e tra le creature che lo abitano ci sono enormi vermi.

Il Duca Leto Atreides prepara il trasferimento del suo casato dal pianeta Caladan ad Arrakis ma sa che il deserto e i suoi vermi sono solo alcuni dei pericoli che attendono lui, la sua concubina Jessica e il loro figlio Paul. Gli Atreides subentreranno agli Harkonnen, con i quali c’è una faida secolare, perciò il Duca sa che ad attenderlo ci saranno trappole mortali.

Anche dopo aver cominciato ad avere successo come scrittore, Frank Herbert continuò per qualche tempo a lavorare come giornalista. Nel 1959 cominciò a raccogliere materiale per scrivere un articolo sulle dune di un’area costale dell’Oregon ma finì per interessarsi all’argomento ben oltre il suo scopo originale. La conseguenza fu che il materiale raccolto, assieme all’hobby della coltivazione di funghi con l’interesse verso certe specie dalle proprietà psichedeliche, divenne una fonte di ispirazione per l’ambientazione di una nuova storia.

La società umana creata da Frank Herbert per questa nuova storia era ispirata alla storia e a vari miti con una struttura feudale di base. Frank Herbert volutamente limitò fortemente le tecnologie esistenti in quel futuro per concentrarsi su certe capacità mentali.

La costruzione di quella società futura è sofisticata e tiene presente non solo il potere politico ma anche i poteri economico e religioso e i rapporti tra di essi, i quali formano un equilibrio che non è necessariamente stabile. La complessità che ne deriva viene mostrata pian piano con lo sviluppo della trama.

Quella che al livello più superficiale è la storia del tentativo del giovane nobile Paul Atreides di sopravvivere a una serie di intrighi collegati alla faida con gli Harkonnen e al pianeta Arrakis comincia ben presto a mostrare vari livelli di profondità. Le varie fazioni che operano all’interno dell’impero cercano di perseguire i loro interessi con piani che vanno dal breve al lunghissimo termine che possono includere anche l’assassinio. L’universo di Dune è brutale e il più forte è chi è più bravo a uccidere i nemici e a evitare i tentativi di assassinio dei propri nemici.

Arrakis rappresenta il picco della durezza di quest’universo. L’ambiente desertico ha forgiato il popolo Fremen che lo abita influenzandone fortemente anche la cultura, ispirata per molti versi a quella araba. Frank Herbert usò il materiale che aveva raccolto per creare un’ecologia planetaria che costituisce uno dei temi della saga, un elemento inedito all’epoca per il quale l’autore ha creato un’appendice al romanzo.

Questi elementi formano un romanzo sviluppato con un ritmo spesso lento, più orientato all’introspezione e alla riflessione che all’azione. Le tante conversazioni e i pensieri di Paul ma anche le pseudo-citazioni che iniziano ogni capitolo contribuiscono a questa tendenza offrendo molti spunti di riflessione. La conseguenza è che soprattutto nell’ultima parte, dove ci sarebbe spazio per molta azione, ci sono grandi eventi che vengono semplicemente menzionati, a volte perché vengono riferiti a Muad’Dib.

Nel corso del tempo, con il successo del romanzo e la pubblicazione dei suoi seguiti, sono state fatte anche analisi dettagliate dell’universo di Dune. C’è davvero molto da esaminare, dalla struttura dell’impero ai piani lunghissimi delle Bene Gesserit, dalla spezia come possibile metafora ai tanti elementi della cultura Fremen e altro ancora. Ogni lettura può rivelare nuovi dettagli o farli vedere al lettore in modo leggermente diverso.

La complessità è uno dei motivi per cui “Dune” è difficile da adattare per cinema e televisione. La conseguenza è che sia il film del 1984 diretto da David Lynch che la miniserie del 2000 hanno i loro limite e hanno ricevuto critiche negative. Nonostante ciò, un nuovo progetto per produrre due film dovrebbe portare al rilascio del primo film nel 2021 e uno spinoff televisivo riguardante le Bene Gesserit è in fase di sviluppo.

Per profondità e complessità dei temi sviluppati, secondo me “Dune” è uno dei più grandi capolavori della fantascienza. Credo che sia un romanzo da leggere e rileggere per apprezzarne dettagli e sfaccettature della trama. È assolutamente da leggere e non solo per per gli appassionati di fantascienza.

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