SkyPoint di Phil Ford

SkyPoint di Phil Ford
SkyPoint di Phil Ford

Il romanzo “SkyPoint” di Phil Ford è stato pubblicato per la prima volta nel 2008. È inedito in Italia.

Gwen Cooper e Rhys Williams si sono appena sposati e lui ha prenotato un appuntamento con un agente immobiliare per visitare SkyPoint, il nuovissimo complesso di appartamenti di Cardiff. Rhys sa che non se lo possono permettere ma spera in un futuro migliore per lui e Gwen. La visita però non comincia bene perché Gwen vede passare Besnik Lucca, ben noto alle forze di polizia, che vorrebbero tanto trovare le prove dei tanti crimini di cui è sospettato.

La visita a SkyPoint continua ma l’agente immobiliare improvvisamente svanisce nel nulla. Gwen chiede ai suoi colleghi di Torchwood di fare un controllo e non risulta alcuna attività della fessura spazio-temporale ma non è la prima sparizione misteriosa avvenuta a SkyPoint. Per indagare, Owen Harper e Toshiko Sato vanno a vivere nel grattacielo facendo finta di essersi appena sposati.

“SkyPoint” fa parte di una collana di romanzi connessi alla serie “Torchwood“, uno spinoff di “Doctor Who”. Le dimensioni sono quelle dei libri di “Doctor Who” dell’Undicesimo Dottore e successivi. Nei primi libri il font era più piccolo mentre in quelli successivi il font è della stessa dimensione di quelli di “Doctor Who”.

“SkyPoint” è ambientato poco dopo il matrimonio tra Gwen Cooper e Rhys Williams e ciò vuol dire che Owen Harper è ancora parte del team ma è morto. Ciò va tenuto presente perché si tratta di elementi importanti nella trama di questo romanzo, in cui sia Gwen che Owen riflettono sui cambiamenti avvenuti nelle loro vite, inevitabilmente con conclusioni notevolmente diverse.

L’indagine di Torchwood parte da Gwen Cooper dopo che un agente immobiliare che stava mostrando loro un appartamento nel grattacielo conosciuto come SkyPoint svanisce dopo essere entrato nel bagno, che non ha altre uscite. Non ci sono tracce di attività della fessura spazio-temporale di Cardiff ma non è la prima sparizione avvenuta a SkyPoint. D’altra parte, il fatto che vi abiti un uomo sospettato di molti crimini lascia aperta la possibilità che sia in qualche modo colpevole anche di quelle sparizioni.

Con questo dubbio il team del Capitano Jack Harkness comincia un’indagine che porta Owen Harper e Toshiko Sato ad andare a vivere a SkyPoint facendo finta di essere sposati. Si tratta di una parte importante del romanzo che permette di sviluppare il rapporto tra Owen e Toshiko anche più di quanto fosse stato fatto negli episodi della serie televisiva facendoli diventare i veri protagonisti del romanzo. Il fatto che Owen sia morto rende la situazione tra i due più complicata.

Come se non bastasse, Owen Harper porta avanti anche una sorta di missione personale durante la quale ha ulteriori possibilità di riflettere sua sua situazione. Le parti legate a Owen ha generalmente toni cupi ma è un romanzo di Torchwood perciò non è sorprendente.

Phil Ford riesce a creare anche alcuni personaggi che hanno una certa importanza nella trama e le loro interazioni con Owen Harper e Toshiko Sato permettono di sviluppare la storia dei due protagonisti e allo stesso tempo di creare una buona caratterizzazione per questi personaggi.

In “SkyPoint” c’è il team di Jack Harkness al completo e ogni membro ha qualcosa da fare. Il problema è che a volte i protagonisti sono separati e bisogna ricordarsi dove sono e cosa stanno facendo mentre l’autore è concentrato su uno o due di essi che in un certo momento sono al centro di qualcosa di importante.

Tutti questi intrecci nei rapporti tra personaggi vengono usati da Phil Ford per costruire una trama piena di sorprese e colpi di scena. Ciò significa che il ritmo tende a essere abbastanza elevato nonostante i molti dialoghi e i momenti introspettivi di Owen Harper.

Forse c’è perfino troppo per un romanzo lungo 250 pagine ma tutto sommato mi è parso che ci sia un buon equilibrio tra i vari elementi con i pregi che superano abbondantemente i difetti. Per questo motivo, consiglio di leggere “SkyPoint” ai fan di “Torchwood”.

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