Un antico molare suggerisce un incrocio tra Homo sapiens e Denisova in Asia

Alveoli per le tre radici del molare (Immagine cortesia Christine Lee)
Alveoli per le tre radici del molare (Immagine cortesia Christine Lee)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” riporta i risultati dell’analisi di un dente appartenuto a un uomo di Denisova che fa parte di una mandibola scoperta sull’altopiano del Tibet, risalente a 160.000 anni fa. Si tratta di un molare mandibolare che ha tre radici, una caratteristica che oggi esiste in una parte degli umani moderni asiatici e solo raramente nelle popolazioni caucasiche. Quella caratteristica era considerata il risultato di una mutazione avvenuta negli umani moderni dopo le prime migrazioni fuori dall’Africa ma questa scoperta suggerische che si tratti invece del risultato di un incrocio con i Denisova.

Un articolo pubblicato nel maggio 2019 sulla rivista “Nature” riportava le prove che una mandibola scoperta nella grotta di Baishiya Karst, nella regione cinese dello Xiahe, sull’altopiano del Tibet, risalente a 160.000 anni fa apparteneva a un uomo di Denisova. Esistono pochissimi resti appartenenti a questi ominini e trovare prove della loro presenza in un luogo ben lontano dalle grotte di Denisova, in Siberia, è stato importante. Tra i ricercatori che avevano collaborato a quello studio c’erano Shara Bailey, professoressa di antropologia alla New York University (NYU), e Jean-Jacques Hublin del Dipartimento di Evoluzione Umana del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology (MPI-EVA) di Lipsia, in Germania, che ora, assieme a Susan Antón, un’altra antropologa di NYU, hanno concentrato la loro attenzione sul molare trovato assieme alla mascella.

Nelle specie del genere Homo, generalmente i molari mandibolari hanno due radici ma vi sono alcune eccezioni. Negli umani moderni molari mandibolari con tre radici sono abbastanza diffusi e in alcune popolazioni asiatiche oltre il 40% delle persone può averne mentre è raro nelle popolazioni non asiatiche. Per questo motivo, la scoperta di un molare mandibolare con tre radici appartenente a un uomo di Denisova è una scoperta importante dato che suggerisce che gli asiatici odierni abbiano ereditato quella caratteristica dai Denisova in seguito a incroci tra le due specie. Quest’ipotesi contraddice l’idea esistente che quella caratteristica fosse il frutto di una mutazione avvenuta dopo le prime migrazioni di Homo sapiens dall’Africa diffusa soprattutto tra le popolazioni asiatiche.

La disponibilità di frammenti di DNA di uomini di Denisova ha permesso già in passato di trovare tracce di incroci con gli Homo sapiens in popolazioni asiatiche. Secondo gli autori di questa ricerca sul dente scoperto sull’altopiano del Tibet il molare con tre radici fa parte delle caratteristiche ereditate da questi ominini. Ciò aggiunge altre informazioni su quegli antichi incroci ed è importante dal punto di vista scientifico ma anche da quello culturale perché per varie popolazioni asiatiche la continuità del rapporto tra la popolazione e il territorio è importante.

In passato, scienziati cinesi avevano cercato di provare che gli Homo erectus conosciuti comunemente come uomini di Pechino erano i loro antenati diretti ma studi genetici hanno provato la parentela con popolazioni siberiane. Alla luce di queste ricerche, ciò potrebbe essere ancor più vero nel senso che i cinesi moderni sembrano essere imparentati strettamente non solo con gli Homo sapiens che vissero in Siberia migliaia di anni fa ma anche con i Denisova.

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