Il risveglio di Endymion di Dan Simmons

Il risveglio di Endymion di Dan Simmons
Il risveglio di Endymion di Dan Simmons

Il romanzo “Il risveglio di Endymion” (“The Rise of Endymion”) di Dan Simmons è stato pubblicato per la prima volta nel 1997. È il quarto libro dei Canti di Hyperion ed è il seguito di “Endymion“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori in “Omnibus” e nel n. 1038 di “Oscar Bestsellers” e da Fanucci in “Fanucci Narrativa” e all’interno del volume “I canti di Hyperion” e di nuovo da Mondadori nel n. 268 di “Urania Collezione” nella traduzione di Gaetano L. Staffilano.

Papa Giulio XIV è morto e si deve procedere a un nuovo conclave. Quando Lenar Hoyt risorge, viene nuovamente eletto papa ma stavolta decide di prendere un nome diverso e diventa papa Urbano XVI. Come primo atto, annuncia una crociata contro gli Ouster con una nuova flotta di astronavi di classe Arcangelo.

Raul Endymion è sulla Terra con Aenea ma arriva il momento di riprendere i loro viaggi. I due devono separarsi per un certo periodo e il viaggio crea tra i due uno sfasamento temporale per cui si ritrovano quando Aenea ha 21 anni sul pianeta T’ien Shan. Lì Aenea è considerata una figura messianica o addirittura divina ma la parte più difficile del suo viaggio ancora la attende.

“Il risveglio di Endymion” è la seconda parte di un romanzo formato assieme a “Endymion”. Il protagonista Raul Endymion continua a raccontare in prima persona la sua storia durante la sua prigionia mentre le altre parti del libro, collegate alle operazioni all’interno della Chiesa Cattolica, sono raccontate in terza persona.

Il libro inizia con novità importanti che danno inizio all’ultima fase della caccia a Aenea, la figlia di Brawne Lamia e del cibrido John Keats, ma anche alla guerra della Chiesa Cattolica contro gli Ouster. È un inizio forte che dà subito un buon ritmo e un tono drammatico al libro finale dei Canti di Hyperion.

Continua anche la storia di Federico de Soya, che era caduto in disgrazia dopo aver fallito la sua missione di catturare Aenea. Dopo aver trascorso un periodo in una sorta di esilio, viene richiamato in servizio per comandare una delle nuove astronavi della Pax, l’esercito della Chiesa Cattolica.

I cambiamenti riguardano anche i rapporti tra Raul Endymion ed Aenea quando si ritrovano sul pianeta T’ien Shan dopo un periodo di separazione. Aenea è diventata una giovane donna e questo rende le cose tra lei e Raul ben diverse rispetto a quando lei era una ragazzina. Non è una sorpresa perché l’evoluzione del loro rapporto era una delle anticipazioni raccontate da Raul nelle sue memorie.

Il pianeta T’ien Shan è un luogo chiave dove varie forze si incontrano e si scontrano in un crescendo drammatico fino a raggiungere il gran finale della storia. È anche il luogo dove Aenea vive per un certo periodo lavorando con il giovane Dalai Lama e ciò permette a Dan Simmons di sviluppare la parte più filosofica di tutti i Canti di Hyperion.

L’elemento mistico-religioso è presente fin dall’inizio nei Canti ma viene sviluppato particolarmente ne “Il risveglio di Endymion”. Nonostante la guerra tra Pax e Ouster e la caccia a Aenea, buona parte dell’ultimo libro è dedicata a discussioni filosofiche e teologiche tra i personaggi. Ciò aggiunge profondità alla storia e a vari personaggi ma a volte rallenta il ritmo e capisco che a qualcuno quest’elemento non piaccia.

Secondo me Dan Simmons riesce a sviluppare bene questa parte della storia ampliando le basi dell’universo narrativo dei Canti ed è bravo a usare concetti come il Vuoto che Lega e l’amore come forza fondamentale dell’universo senza essere melenso. D’altra parte, rende certi elementi della storia più vaghi.

Ne “La caduta di Hyperion” erano state fornite delle spiegazioni sulle fazioni esistenti nel TecnoNucleo, sulla creazione dello Shrike e dei cibridi John Keats. Ne “Il risveglio di Endymion” Dan Simmons rende le cose più complesse e non solo riguardo al TecnoNucleo ma l’impressione è che abbia evitato spiegazioni precise perché sarebbero state in contraddizione con quelle fornite in precedenza.

Nonostante questo problema, secondo me complessivamente “Il risveglio di Endymion” è un libro in cui si rivede la forza narrativa dei primi due. Per questo motivo, credo che certe valutazioni negative del secondo romanzo siano dovute alle debolezze di “Endymion”, che sembra un po’ allungato per poter dividere il romanzo in due parti come il primo. “Hyperion” aveva una sua forza autonoma perché raccontava storie che avevano un senso indipendente, “Endymion” è la prima metà di un romanzo che ha bisogno della seconda per funzionare ed ha alcuni difetti.

Ne “Il risveglio di Endymion” ho trovato di nuovo il senso drammatico dei primi due libri. Alla fine di “Endymion” era stato introdotto il cyborg Rhadamanth Nemes, che nell’ultimo libro contribuisce a elevare il livello dello scontro assieme ai suoi simili ma è tutta la storia che porta fino alla resa dei conti.

La storia di Aenea ci viene in parte anticipata grazie alle sue capacità di prevedere il possibile futuro. Proprio per questo, ne “Il risveglio di Endymion” il senso di minaccia diventa sempre più forte fino ad arrivare alla conclusione in maniera violenta. È un finale davvero brutale, non in maniera gratuita ma perché quella violenza è nella natura di iperparassiti come sono i suoi responsabili.

Per questi motivi, ritengo che “Il risveglio di Endymion” sia un degno libro finale per i Canti di Hyperion. Credo che Dan Simmons dia una conclusione in crescendo a questa saga perciò consiglio di leggere anche il terzo e il quarto libro. L’edizione “Urania Collezione” è disponibile su Amazon.

1 Comment


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *