
Il romanzo “Endymion” (“Endymion”) di Dan Simmons è stato pubblicato per la prima volta nel 1995. È il terzo libro dei Canti di Hyperion ed è il seguito de “La caduta di Hyperion“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori in “Superblues” e nel n. 1027 di “Oscar Bestsellers”, da Fanucci in “Fanucci Narrativa”, all’interno del volume “I canti di Hyperion” e di nuovo da Mondadori nel n. 265 di “Urania Collezione” nella traduzione di Gaetano L. Staffilano.
Sono passati quasi tre secoli dalla Caduta. Raul Endymion è una guida che durante una caccia uccide un uomo per legittima difesa ma si tratta della sua parola contro quella di un gruppo di uomini importanti. Condannato a morte, viene salvato da Martin Sileno, che lo convince ad aiutare Aenea a evitare le armate del Papa quando uscirà dalle Tombe del Tempo.
Accompagnato dall’androide A. Bettik, Raul Endymion comincia un lungo viaggio tra le stelle per aiutare Aenea. Inseguiti dalla squadra comandata dal padre capitano Federico de Soya, deve scoprire una serie di verità a volte difficili da accettare sugli ultimi secoli di storia dell’umanità.
Dopo gli avvenimenti de “La caduta di Hyperion”, Dan Simmons ha fatto un salto in avanti di quasi tre secoli mostrandoci le conseguenze a lungo termine del collasso avvenuto alla fine del secondo libro. Senza la rete dei teleporter i viaggi interstellari possono avvenire solo usando astronavi e in quella situazione ci sono stati notevoli cambiamenti anche negli equilibri di potere.
Dal caos è emersa la Chiesa Cattolica che dopo secoli offre non una promessa di resurrezione soprannaturale bensì una possibilità concreta per i suoi fedeli. Ciò grazie al crucimorfo visto nei libri precedenti, che permette ai convertiti una vera resurrezione del corpo in caso di morte.
Come nel Medioevo, una volta preso il potere la Chiesa Cattolica impone la sua autorità con la forza e nel XXXII secolo ha un suo esercito chiamato Pax. Qualsiasi potenziale minaccia viene schiacciata e l’unica vera forza che può contrastarla è costituita dagli Ouster. In questo scenario, il Papa sembra spaventato da una bambina, Aenea, una potenziale figura messianica che potrebbe diventare un problema serio.
Aenea è una bambina speciale, figlia di Brawne Lamia e del cibrido John Keats. A proteggerla c’è un altro dei personaggi dei libri precedenti, Martin Sileno, sopravvissuto durante gli ultimi secoli vivendo nascosto. Ormai però il poeta è ormai troppo vecchio perciò salva Raul Endymion dall’esecuzione e gli chiede di diventare il protettore di Aenea.
“Endymion” costituisce la prima parte della storia di Raul Endymion, raccontata in prima persona sotto forma di memorie scritte ad anni di distanza. Per questo motivo, il protagonista fornisce anche alcune anticipazioni su eventi successivi a quelli raccontati in questo libro. Per molti versi, è la storia del suo rapporto con Aenea e delle le sue reazioni di fronte a una bambina che sembra avere conoscenze impossibili ma allo stesso tempo non sembra davvero una figura messianica.
La storia di Raul Endymion, dell’androide A. Bettik e di Aenea si incrocia con quella del padre capitano Federico de Soya, a cui è stato ordinato di catturare Aenea viva. Questa parte del libro è raccontata in terza persona e per tanti versi è secondo me la più interessante in particolare perché permette a Dan Simmons si descrivere alcuni intrighi all’interno della Chiesa Cattolica.
L’avventura tra le stelle con il gruppo guidato da Raul Endymion inseguito dalla squadra guidata dal padre capitano Federico de Soya è un modo per sviluppare temi per la maggior parte già visti nei libri precedenti. Gli elementi politici e religiosi sono ancora fondamentali e pian piano Dan Simmons ci fornisce informazioni sulla situazione nel XXXII secolo sui pianeti controllati dalla Chiesa Cattolica e sugli Ouster.
Per alcuni versi la narrazione in “Endymion” è più lineare dato che è basata sull’intreccio tra la storia di Raul Endymion e quella di Federico de Soya. Come nel caso di “Hyperion” e “La caduta di Hyperion”, Dan Simmons ha scritto un romanzo in due libri e il terzo libro nel costituisce la prima metà. Questo è un problema soprattutto perché l’impressione che ho avuto è che l’abbia allungato per poterlo pubblicare in due parti separate.
Il ritmo della storia è abbastanza variabile con momenti molto intensi e drammatici alternati ad altri più lenti. Soprattutto la parte centrale di “Endymion” sinceramente mi è sembrata inutilmente lunga. Mentre “Hyperion” aveva una struttura particolare, diversa da quella de “La caduta di Hyperion”, i due libri successivi sono omogenei da questo punto di vista perciò Dan Simmons semplicemente interrompe la storia in un momento arbitrario per quanto importante.
L’altro problema di “Endymion” è costituito dal fatto che Raul Endymion è un protagonista debole. L’impressione è che l’autore abbia voluto usare un uomo comune che diventa un eroe improbabile trovandosi per una serie di circostanze in mezzo a una vicenda straordinaria. Purtroppo almeno per me questa scelta lo rende poco interessante.
Alla fine, il protagonista davvero interessante è Federico de Soya. Nel corso del romanzo, Dan Simmons ci fa conoscere il suo passato facendoci capire lo sviluppo della sua personalità e le sue motivazioni. La storia di de Soya è complessa perché non si tratta di un fanatico e quindi certi ordini che riceve costituiscono per lui un problema. I dubbi, la fede e l’obbedienza sono elementi che danno forza alla sua storia arricchendo tutto il romanzo.
Scrivere il seguito di un capolavoro mantenendo lo stesso livello è quasi impossibile. “Endymion” ha qualche difetto e richiede di leggere “Il risveglio di Endymion”, la secondo parte di questo romanzo. Secondo me Dan Simmons riesce comunque a continuare in maniera interessante lo sviluppo di un universo narrativo straordinario e per questo vale la pena di leggerlo. L’edizione “Urania Collezione” è disponibile su Amazon.

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