Pianeta stregato di David Gerrold e Larry Niven

Pianeta stregato di David Gerrold e Larry Niven
Pianeta stregato di David Gerrold e Larry Niven

Il romanzo “Pianeta stregato” (“The Flying Sorcerers”) di David Gerrold e Larry Niven è stato pubblicato per la prima volta nel 1970 con il titolo “The Misspelled Magishun” a puntate nella rivista “If” e come libro nel 1971. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 1339 e 1601 di “Urania” nella traduzione di Maura Arduini. Quest’ultima edizione è disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

La vita nel villaggio di Lant è andata avanti normalmente quando un giorno arriva un mago dallo strano aspetto su un uovo volante. Shoogar, il mago del villaggio, lo sfida a duello ma il nuovo arrivato non sembra molto interessato a lui ma solo a compiere strani riti qua e là. La sua lingua è sconosciuta ma grazie ad un sortilegio mai visto prima riesce più o meno a comunicare con i nativi e il suo nome sembra essere qualcosa di simile a Porpora.

Shoogar, offesissimo dall’atteggiamento di Porpora, cerca vendetta e con l’aiuto di Lant riesce a distruggere il veicolo del mago avversario. L’esplosione che ne consegue causa una morte e distruzione nel villaggio, costringendo i superstiti a emigrare. Shoogar pensa di aver dimostrato la sua superiorità come mago ma Porpora non è morto.

In questa collaborazione, David Gerrold e Larry Niven affrontano in maniera umoristica il tema dell’incontro tra una civiltà primitiva ed uno scienziato proveniente da una civiltà tecnologicamente avanzata. Il romanzo è raccontato in prima persona dal punto di vista di Lant, un abitante del villaggio la cui vita viene sconvolta dall’arrivo di un alieno.

I nativi del pianeta hanno un livello tecnologico pre-industriale, credono in una serie di dei e la loro vita è basata su pratiche magiche, compiute dal mago del villaggio. Quando un alieno scende sul pianeta con una navicella a forma di uovo, è inevitabile che venga preso per un mago.

Shoogar, il mago del villaggio di Lant, vuole dimostrare di essere migliore di Porpora, come l’alieno viene chiamato, e riesce a sabotare la sua navicella ma questo provoca enormi conseguenze per i nativi. Infatti, per raggiungere l’astronave interstellare in orbita, Porpora ha bisogno dell’aiuto dei nativi, che devono costruire macchine molto più avanzate di quelle anche solo concepite fino a quel momento.

“Pianeta stregato” è basato sulle tante incomprensioni che nascono tra i nativi, che ragionano in termini di magia, e Porpora, che ragiona in termini scientifici. In particolare Shoogar è oltraggiato dal fatto che Porpora non crede negli dei e nelle pratiche magiche. Il mago pensa che Porpora lo stia imbrogliando perché per lui le tecnologie avanzatissime mostrate dal suo avversario sono forme di magia il cui funzionamento viene più volte mostrato.

Porpora cerca a volte di spiegare ai nativi il funzionamento di alcuni principi scientifici ma nella maggior parte dei casi si rende conto che non hanno le basi. Quando deve ricorrere al loro aiuto, ogni nuovo lavoro da compiere richiede laboriose spiegazioni e spesso litigi con Shoogar, che non riesce a capirne il senso dal punto di vista magico.

Il fatto che la storia sia raccontata dal punto di vista di Lant, che cerca di capire le azioni di Porpora dal punto di vista della magia, seppure aliena, è uno degli elementi che la rende divertente. La vita del suo villaggio cambia notevolmente a causa dell’alieno, anche dal punto di vista sociale. Ad esempio, tra i nativi le donne sono di fatto schiave ma la necessità di una forza lavoro allargata le porterà ad acquisire alcuni diritti e ad avere perfino un nome, un fatto sconvolgente rispetto alle tradizioni locali.

Le situazioni che si creano con le incomprensioni e i contrasti tra Porpora e i nativi, in particolare Shoogar, sono piuttosto divertenti anche se i personaggi tendono a essere caricature. A volte però gli eventi sono forzati e in certi casi sono invece piuttosto drammatici. Anche nelle commedie ci sono spesso momenti seri ma in “Pianeta stregato” non sempre c’è un buon equilibrio tra i vari elementi.

Un altro fattore scherzoso di “Pianeta stregato” è nei nomi. La maggior parte sono riferimenti al mondo della fantascienza, dai soli del pianeta Virn e Ouells ai vari dei. Il vero nome di Porpora è un riferimento ad Isaac Asimov (as a mauve) che purtroppo viene perso nella traduzione italiana.

La macchina volante costruita nel corso della storia contiene invece riferimenti storici. Il nome Cathawk è un riferimento a Kitty Hawk, dove i fratelli Wright fecero il loro primo volo. Essa viene assemblata dai due figli di Lant, Wilville e Orbur, i cui nomi rimischiano le sillabe di Orville e Wilbur, appunto i fratelli Wright.

Complessivamente, secondo me “Pianeta stregato” è un romanzo abbastanza divertente ma nulla di eccezionale, anche come commedia. Se vi piace la fantascienza umoristica potete leggerlo ma non aspettatevi troppo.

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