
Il romanzo “Addio, e grazie per tutto il pesce” (“So Long, and Thanks for All the Fish”) di Douglas Adams è stato pubblicato per la prima volta nel 1984. È il quarto romanzo di una cosiddetta trilogia in cinque parti e segue “La vita, l’universo e tutto quanto“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1028 di “Urania”, nel n. 217 dei “Classici Urania”, nel n. 28 de “I Libri di Urania”, all’interno del n. 41 de “I Massimi della Fantascienza”, nel n. 397 di “Piccola Biblioteca Oscar” e all’interno del n. 2278 di “Oscar Bestseller”, in tutti i casi nella traduzione di Laura Serra.
Arthur Dent ha girato per tutta la galassia facendo l’autostop finché non si è ritrovato su un pianeta che sembra proprio la Terra. La faccenda è davvero misteriosa perché ha visto il suo pianeta distrutto dai Vogon. Inoltre, ha viaggiato per parecchi anni ma sembra che sulla Terra siano trascorsi solo alcuni mesi dalla sua partenza.
Arthur incontra Russell e sua sorella Fenchurch, detta Fenny, e scopre che i terrestri pensano di aver avuto un’allucinazione di massa quando hanno visto le astronavi Vogon. L’unica cosa realmente cambiata sulla Terra negli ultimi mesi è che i delfini sono scomparsi poco dopo quello strano evento. Tornato a casa sua, che nessuno ha demolito, Arthur trova una vaschetta per pesci rossi su cui è incisa la frase “Addio, e grazie per tutto il pesce”. Cosa può essere successo?
“La vita, l’universo e tutto quanto” era già parzialmente slegato dalla storia originale della “Guida Galattica per gli Autostoppisti”, in “Addio, e grazie per tutto il pesce” cambia ancor di più. Il quarto romanzo della trilogia in cinque parti infatti è fondamentalmente la storia di Arthur Dent. Dei suoi vecchi compagni di avventure che vi appaiono, Ford Prefect è un personaggio secondario e Marvin appare brevemente.
La trama di “Addio, e grazie per tutto il pesce” è focalizzata soprattutto sul tentativo di Arthur Dent di capire come mai la Terra sia ricomparsa dopo che era stata demolita dai Vogon all’inizio della serie della Guida Galattica. La storia è quasi completamente ambientata sulla Terra, dove Arthur arriva per caso facendo l’autostop e ovviamente è estremamente sorpreso.
“Addio, e grazie per tutto il pesce” racconta la storia d’amore che nasce tra Arthur Dent e Fenchurch, detta Fenny, che a quanto pare è l’unica altra persona che ricordi la distruzione della Terra. Assieme, cercano di svelare il mistero, il tutto nello stile di Douglas Adams. In questo romanzo non ci sono i tanti viaggi nello spazio e nel tempo con strani alieni come nei romanzi precedenti ma l’umorismo dell’autore rimane abbondante.
La storia d’amore tra Arthur Dent e Fenny non può che essere bizzarra. Per Arthur, si tratta di amore a prima vista anche se al loro primo incontro Fenny è in uno stato di incoscienza. Il loro primo vero incontro è casuale e nonostante la sbadataggine di Arthur i due sembrano destinati a essere assieme.
Tra gli indizi su cui Arthur e Fenny possono indagare c’è la scomparsa dei delfini e le vaschette per pesci rossi su cui è incisa la frase “Addio, e grazie per tutto il pesce”. Infatti, Arthur non è l’unico ad averne trovata una. I delfini, una delle specie terrestri più intelligenti degli esseri umani, sapevano che la Terra sarebbe stata demolita e avevano cercato di avvertire gli umani ma senza essere compresi. L’ultimo messaggio lasciato dai delfini prima di andarsene dalla Terra era stato proprio “Addio, e grazie per tutto il pesce” e ovviamente anche in quel caso non era stato compreso.
Quella frase è diventata ormai una delle tante citazioni dalla serie della Guida Galattica, usata come modo scherzoso per salutare. È stata addirittura usata al CERN nell’annuncio delle fine delle operazioni del Large Hadron Collider del 2012 (vedere schermata).
Questo è uno degli elementi che mostrano come questo romanzo, pur molto diverso dai precedenti, sia comunque fortemente legato ad essi. Un altro è connesso a Ford Prefect, il quale scopre che durante un aggiornamento della Guida Galattica il suo laconico commento sulla Terra è stato sostituito da un testo molto più lungo.
Douglas Adams non fu del tutto soddisfatto di “Addio, e grazie per tutto il pesce”. Il romanzo venne completato ben oltre la data di scadenza concordata in origine con il suo editore. Proprio per riuscire a completarlo, Sonny Mehta, il direttore che si occupava di Adams per conto della casa editrice, andò a vivere con lui per qualche tempo e in alcuni punti del romanzo ci mise del suo.
Secondo me, il risultato è comunque decisamente buono con tanti momenti brillanti e probabilmente sarà apprezzato soprattutto dai lettori romantici perciò consiglio la lettura di “Addio, e grazie per tutto il pesce”. La cosa migliore rimane però leggere tutto il ciclo della Guida Galattica.

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