Il budget per il programma GMES / Copernicus per le osservazioni della Terra è stato approvato

Il montaggio del telescopio di un satellite Sentinel-2 (Foto Astrium-SAS)
Il montaggio del telescopio di un satellite Sentinel-2 (Foto Astrium-SAS)

Nei giorni scorsi il Consiglio Europeo ha approvato un budget di 3.786 milioni di Euro nell’arco di sette anni per il programma originariamente chiamato Global Monitoring for Environment and Security (GMES) e ora conosciuto come Copernicus. Si tratta di un’iniziativa dell’ESA e della Commissione Europea per creare un sistema autonomo di controllo del territorio.

Il programma GMES non è una novità dato che il primo accordo per il suo sviluppo avvenne già nel 1998 con il nome Global Monitoring for Environmental Security poi leggermente modificato l’anno successivo. Tuttavia, è solo nel 2008 che è cominciato il lancio dei primi servizi di Fast Track Services (FTS), ovvero quelli di monitoraggio del territorio, sia sulla terraferma che sul mare, e quelli di risposta alle emergenze. Una volta pienamente operativo, il programma GMES / Copernicus dovrebbe monitorare anche l’atmosfera e i cambiamenti climatici.

Negli ultimi anni, i cambiamenti climatici sono diventati un fattore da tenere sempre in considerazione. I tanti disastri naturali che stanno avvenendo vanno affrontati con la massima attenzione cercando se possibile di prevederli per prendere in tempo contromisure adeguate o almeno di essere pronti per attivare nei modi migliori i soccorsi necessari.

Il programma GMES / Copernicus è europeo ma è sempre più chiaro che una collaborazione internazionale è necessaria per affrontare al meglio le sfide di un mondo che sta cambiando in vari modi. Per questo motivo, questo progetto sarà il contributo europeo all’iniziativa globale Global Earth Observation System of Systems (GEOSS), che ha lo scopo di creare un’infrastruttura unificata per la condivisione dei dati sul territorio rilevati dalle nazioni partecipanti.

L’ESA ha già in orbita vari satelliti meteorologici, topografici e con altre funzioni specifiche che riguardano in qualche modo il monitoraggio del territorio. Tra questi c’era anche Envisat (Environmental Satellite), che purtroppo ha smesso improvvisamente di funzionare l’anno scorso.

Il grande passo in avanti per il programma GMES / Copernicus verrà fatto con la messa in orbita dei satelliti della serie Sentinel. Si tratta di cinque tipi di satelliti con vari strumenti per monitorare al meglio terra, mare e atmosfera. La speranza è di inviare in orbita il primo Sentinel entro il 2013 per poi proseguire con i lanci degli altri Sentinel nei prossimi anni.

Pochi giorni fa, ESA e NASA hanno annunciato un accordo per assicurare l’interoperabilità tra i satelliti del tipo Sentinel-2 dell’ESA e il Landsat Data Continuity Mission (o Landsat 8) lanciato la settimana scorsa dalla NASA con lo stesso scopo. Ciò porterà benefici agli utenti che potranno utilizzare senza problemi i dati dei vari satelliti.

Il programma GMES / Copernicus è importante per molti versi ma c’è anche il lato economico. Secondo un recente studio della Commissione Europea esso creerà circa 83.000 posti di lavoro in Europa entro il 2030 e genererà un giro di soldi quattro volte quelli spesi.

Ora rimane solo l’approvazione definitiva da parte del Parlamento Europeo per poter andare avanti con il programma GMES / Copernicus. Sperando che non ci siano intoppi, l’ESA dimostra anche in questo caso di essere un’agenzia spaziale all’avanguardia dal punto di vista scientifico e tecnologico ma anche impegnata in progetti che possono portare un notevole ritorno economico.

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