Il satellite Sentinel-1A per le osservazioni della Terra è stato lanciato con successo

Il satellite Sentinel-1A subito dopo il lancio (Foto ESA–S. Corvaja)
Il satellite Sentinel-1A subito dopo il lancio (Foto ESA–S. Corvaja)

Qualche ora fa, il satellite Sentinel-1A, il primo del programma GMES / Copernicus, è partito dallo spazioporto di Kourou, nella Guiana francese, su un razzo vettore Soyuz-STA/Fregat. Poco dopo, il satellite si è regolarmente separato dall’ultimo stadio del razzo e ha cominciato a inviare segnali. Alcune ore dopo ha cominciato a dispiegare i pannelli solari.

Il programma originariamente chiamato Global Monitoring for Environment and Security (GMES) e successivamente Copernicus ha lo scopo di creare un sistema autonomo di controllo del territorio tramite una costellazione di satelliti che avranno diverse funzioni. Dopo l’approvazione al programma GMES / Copernicus dell’anno scorso, il primo dei satelliti Sentinel previsti è stato lanciato per aprire una nuova era nelle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il programma GMES / Copernicus porta ad un nuovo livello le osservazioni compiute nei decenni scorse dai satelliti ERS ed Envisat per monitorare l’ambiente come mai è stato fatto prima. Da un’orbita geostazionaria ad un’altezza di circa 700km, il satellite Sentinel-1A comincerà a mappare il territorio per avere una situazione sempre aggiornata su acque e suolo.

A causa dei cambiamenti climatici in atto, è sempre più importanti tenere traccia dei cambiamenti nei ghiacciai, nei deserti e nelle coste ma anche in boschi, foreste e terreni agricoli. In caso di emergenze, che possono andare dai terremoti a perdite di petrolio, è fondamentale poter avere immagini aggiornatissime dell’area colpita.

Questi problemi possono essere globali ed è per questo motivo che il programma GMES / Copernicus è il contributo europeo all’iniziativa internazionale Global Earth Observation System of Systems (GEOSS). In particolare, c’è una collaborazione con la NASA, che assieme allo US Geological Survey (USGS) gestisce il programma Landsat, che ha uno scopo analogo.



Per le comunicazioni, il satellite Sentinel-1A è anche dotato di un sistema laser che sarà parte dell’infrastruttura European Data Relay System (EDRS). Essa ha lo scopo di gestire un gruppo di satelliti in orbita geostazionaria per trasmettere informazioni tra di essi e le stazioni a terra assicurando comunicazioni a tempo pieno. Questo sistema sarà esteso anche a satelliti in orbita terrestre bassa per permettere le comunicazioni della quantità di dati sempre maggiori che i satelliti raccolgono, troppi per essere inviati tramite i classici sistemi radio.

La vita prevista per il satellite Sentinel-1A è di almeno 7 anni. Il prossimo anno dovrebbe essere lanciato il suo gemello Sentinel-1B: assieme, essi assicureranno la copertura dell’intero pianeta in soli tre giorni. Seguiranno anche gli altri tipi di satelliti Sentinel, con vari compiti specializzati.

L’ESA ha già messo on line un filmato del lancio

 

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