Gli dei invisibili di Marte di Ian Watson

Gli dei invisibili di Marte di Ian Watson
Gli dei invisibili di Marte di Ian Watson

Il romanzo “Gli dei invisibili di Marte” (“The Martian Inca”) di Ian Watson è stato pubblicato per la prima volta nel 1977. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel numero 1581 di aprile 2012 di “Urania”, disponibile anche nel formato per Kindle su Amazon Italia e Amazon UK.

Una sonda spaziale russa che ha prelevato campioni di suolo marziano sta tornando sulla Terra ma precipita sulle Ande. Gli abitanti di un villaggio della Bolivia vicino al punto di impatto vengono infettati da un misterioso agente che li fa entrare in uno stato simile al coma. Ogni tipo di cura si rivela fallimentare portando alla morte dei pazienti ma due degli abitanti infettati vengono nascosti dai medici e dopo qualche giorno si risvegliano spontaneamente ma qualcosa in loro è cambiato. I due sono di etnia quechua e danno inizio ad un piano che ha lo scopo di ripristinare l’impero Inca.

Un’astronave americana sta viaggiando verso Marte quando arriva la notizia dello schianto della sonda russa e delle sue conseguenze. Non c’è una prova definitiva che l’agente che ha colpito gli abitanti del villaggio boliviano sia di origine marziana ma è chiaro che sul pianeta rosso c’è potenzialmente un pericolo per gli astronauti. Sarà possibile dare inizio al previsto progetto di terraforming?

“Gli dei invisibili di Marte” si sviluppa in due storie parallele: quella in Bolivia con i nuovi Inca che cercano di ripristinare l’antico impero e quella degli astronauti americani nel loro viaggio verso Marte. Queste due storie rimangono separate tuttavia sono collegate dal misterioso agente marziano che viene portato sulla Terra da una sonda russa e ovviamente rappresenta un pericolo per gli astronauti che stanno arrivando su Marte.

Nella storia ambientata in Bolivia, i sopravvissuti alla contaminazione subiscono una metamorfosi mentale, si autoproclamano nuovi Inca è diventano i leader di una nuova rivoluzione quechua che ha lo scopo di far rinascere l’antico impero. Quei bei vecchi tempi esistono però solo nelle menti trasformate dei nuovi Inca e in quelle dei loro sostenitori più convinti.

Questa è la parte più ambiziosa de “Gli dei invisibili di Marte”, con il misticismo delle persone trasformate dalla contaminazione marziana e i problemi politici della Bolivia che sono il fulcro di varie considerazioni sulla situazione politica internazionale.

Sinceramente, ho trovato questa parte nel complesso piuttosto deludente. Secondo me, aveva bisogno di un maggiore approfondimento per essere davvero buona, invece così com’è stata scritta mi sembra piuttosto piatta. Forse è un mio problema perché vedo che gli elementi di trasformazione interiore con connesso misticismo e di politica di questa trama de “Gli dei invisibili di Marte” sono simili a quelli presenti in “Dune” ma nel capolavoro di Frank Herbert sono sviluppati in maniera molto più approfondita.

Secondo me, la trama relativa agli astronauti in viaggio per Marte poteva funzionare da sola, in un racconto autonomo. Durante il loro avvicinamento al pianeta rosso, Ian Watson ci fa pian piano conoscere le personalità di questi uomini. Ce li aspetteremmo perfetti e mentalmente molto stabili, invece hanno personalità complesse con lati nascosti in alcuni casi piuttosto inquietanti.

A volte, questi astronauti hanno idee particolari e pensieri bizzarri e siccome i contatti con la Terra sono sempre più limitati dalla distanza essi trascorrono molto tempo immersi nei loro monologhi interiori. Ciò potrebbe rendere questa trama noiosa, per fortuna finisce per essere complessivamente la più divertente.

Il concetto di fondo di entrambe le trame de “Gli dei invisibili di Marte” è il possibile incontro tra gli esseri umani ed una forma di vita marziana davvero aliena. Potrebbe essere un beneficio per l’umanità? Sinceramente, gli esseri umani dopo la metamorfosi non sembrano nulla di eccezionale e neppure tanto diversi da quelli normali. Questo per me è un altro motivo di delusione perché mi sarei aspettato cambiamenti più interessanti.

Se non lo si fosse ancora capito, “Gli dei invisibili di Marte” mi è parso complessivamente abbastanza piatto e deludente. In passato ho letto altri romanzi di Ian Watson, che in genere riesce a mettere assieme vari temi, cliché inclusi, per tirare fuori una storia intrigante. C’era il potenziale anche in questo romanzo ma secondo me non il risultato.

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