Una mandibola fossile scoperta a Taiwan è stata attribuita a un Denisova

La mandibola fossile Penghu 1
La mandibola fossile Penghu 1

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta l’attribuzione di una mandibola fossile (Foto cortesia TaichungJohnny) scoperta a Taiwan a un Denisova. Un team di ricercatori ha condotto un’analisi di amminoacidi ancora presenti nella mandibola e nello smalto dei denti ancora presenti rilevando due varianti che costituivano proteine specifiche della specie Denisova. Sono varianti ancora presenti in alcune popolazioni asiatiche che hanno ereditato geni dai Denisova. Questa scoperta espande l’area in cui sono state trovate tracce di questa antica specie umana che per certi versi è ancora misteriosa.

La mandibola al centro di questo studio è stata classificata come Penghu 1 perché è stata trovata da pescatori che stavano lavorando nel Canale di Penghu, a Taiwan, vicino allo stretto di Taiwan che divide l’isola dalla Cina continentale. La storia di questa mandibola è imprecisa perché venne venduta a un negozio di antichità e nel 2008 a un collezionista che dopo qualche tempo la donò al Museo Nazionale di Scienze Naturali di Taiwan.

L’attribuzione della mandibola Penghu 1 è stata al centro di diverse controversie perché si tratta di un osso isolato che ha caratteristiche simili a diverse specie del genere Homo. Uno studio del 2015 pubblicato su “Nature Communications” offriva riflessioni sulle difficoltà di attribuzione e suggeriva che si trattasse di una nuova specie umana arcaica. Ora però uno studio di amminoacidi recuperati dalla mandibola indica che sia appartenuta a un Denisova.

I primi fossili di una specie di ominini fino a quel momento sconosciuta vennero scoperti nelle grotte di Denisova sui Monti Altaj in Siberia. Pochissimi altri fossili di questa specie sono stati trovati negli anni successivi ma i progressi nelle tecniche genetiche hanno permesso di estrarre frammenti di DNA da alcuni frammenti ossei appartenenti a questa specie. La disponibilità di DNA e anche di molecole organiche più piccole come le proteine offre i mezzi per identificare altri fossili.

Gli autori di questo nuovo studio hanno recuperato 4.241 residi di amminoacidi dall’osso e dallo smalto dentale della mandibola Penghu 1. Essi sono stati confrontati con le strutture delle proteine che vanno a formare e due di essi erano varianti di proteine specifiche dei Denisova. L’analisi indica anche che si trattasse di un uomo.

Gli amminoacidi hanno una stabilità che permette loro di conservarsi nei fossili molto più a lungo del DNA offrendo maggiori possibilità di analisi. In questo caso, l’analisi proteica è stata unita a esami morfologici che già in passato avevano rilevato somiglianze con quella attribuita anch’essa a un Denisova scoperta in Tibet.

Non è stato possibile procedere a una datazione diretta della mandibola Penghu 1 perché le contaminazioni dovute al fatto che è rimasta per millenni nell’acqua del mare falserebbero i risultati. Quando quell’uomo di Denisova morì, quell’area era sulla terraferma ma i cambiamenti geologici e idrologici avvenuto nel corso del tempo offrono indicazioni indirette molto generiche. La mandibola dovrebbe avere meno di 450.000 anni con un’origine probabilmente compresa tra 10.000 e 70.000 anni fa o tra 130.000 e 190.000 anni fa. Le circostanze della scoperta di questo fossile rendono impossibile avere informazioni precise, ad esempio per analizzare lo strato di fondo marino in cui era depositato.

Nonostante le incertezze e i limiti dovuti alla disponibilità della sola mandibola, la prova della presenza di Denisova nell’odierna Taiwan confermano che questa specie umana era diffusa nell’Asia. Ogni osso attribuito a un Denisova può fornire nuove informazioni importanti per ricostruire la storia di una specie ancora per molti versi misteriosa e dei suoi incroci con gli Homo sapiens.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *