Allarme rosso di Martha Wells

Murderbot - I diari della macchina assassina di Martha Wells
Murderbot – I diari della macchina assassina di Martha Wells

Il romanzo breve “Allarme rosso” (“All Systems Red”) di Martha Wells è stato pubblicato per la prima volta nel 2017. Ha vinto i premi Hugo, Nebula e Locus come miglior romanzo breve dell’anno. È la prima opera della serie “Murderbot – I diari della macchina assassina”. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno di “Murderbot – I diari della macchina assassina”, in “Oscar fantascica” e n. 52 di “Urania Jumbo”, nella traduzione di Stefano A. Cresti.

Murderbot è il nome che si è data la SecUnit che è riuscita a manipolare il proprio programma di controllo che normalmente la mantiene sotto il comando degli esseri umani. Preferirebbe guardare soap opera che proteggere i clienti che le vengono assegnati ma quella che dovrebbe essere una spedizione scientifica richiede il suo intervento.

Quando Murderbot deve salvare un membro della squadra scientifica di esplorazione, scopre che una parte delle mappe disponibili è stata cancellata. Guasti e intoppi si ammucchiano in modo sempre più sospetto e Murderbot decide autonomamente di proteggere i suoi clienti.

La serie “Murderbot – I diari della macchina assassina” è ambientata in un futuro in cui i viaggi interstellare sono comuni e pianeti con un buon potenziale possono essere terraformati. Gli interessi economici continuano a influenzare in modo pesante l’umanità con aziende che costituiscono gruppi di potere.

Ci sono aziende che vendono servizi di sicurezza sotto forma di Unità di Sicurezza (in inglese Security Units o semplicemente SecUnits) in parte macchine e in parte biologiche con la parte biologica umana ma asessuata. Le stesse aziende cercano di risparmiare sui costi di produzione e per questo motivo una SecUnit può essere difettosa. In almeno un caso, una SecUnit è riuscita a manipolare il proprio sistema operativo eliminanzo il controllo aziendale sulla sua volontà.

La storia di “Allarme rosso” è raccontata in prima persona da Murderbot, un nome che si è data da sola per un motivo che spiega lei stessa. Viene considerata una macchina ma i suoi pensieri e comportamenti sono molto umani. Il suo racconto contiene molto umorismo nel descrivere il suo atteggiamento e le sue opinioni sulle aziende e su almeno certi esseri umani. Allo stesso tempo, la sua situazione la porta ad avere tendenze misantropiche perciò cerca di interagire con gli umani il meno possibile.

Il tono leggero del racconto di Murderbot è solo la superficie ma è facile leggere tra le righe i temi molto seri di tutta la serie. Ci sono continui riferimenti agli interessi aziendali e alle politiche come quella della ricerca del risparmio sui costi. Alcune frasi di membri della spedizione protetta da Murderbot affrontano esplicitamente il problema della natura delle SecUnit e il trattamento a cui sono sottoposte.

I personaggi sono pochi ma dai loro commenti si può capire che normalmente le SecUnit sono considerate solo macchine dagli umani laddove alcuni membri della spedizione scientifica esprimono opinioni ben diverse. Per Murderbot è strano essere considerata come un essere umano, magari uno aumentato come ce ne sono in quel futuro, e ciò finisce per metterla a disagio.

Quando i membri della spedizione si trova in pericolo, Murderbot decide autonomamente di proteggerli anche se potrebbe ignorare la propria programmazione. La tensione derivante da quel pericolo viene in parte attenuata dai toni del racconto della protagonista ma la trama sembra soprattutto una scusa per sviluppare la sua storia e il rapporto che si crea con i membri della spedizione.

Per questi motivi, “Allarme rosso” può piacere soprattutto a chi è interessato ai temi presentati in questo romanzo breve con gli spunti di riflessione che offrono. Ha un finale che lascia aperta la storia personale della protagonista, che viene sviluppata nelle altre opere di questa serie.

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