Ubik o Ubik mio signore di Philip K. Dick

Ubik o Ubik mio signore di Philip K. Dick
Ubik o Ubik mio signore di Philip K. Dick

Il romanzo “Ubik” o “Ubik mio signore” (“Ubik”) di Philip K. Dick è stato pubblicato per la prima volta nel 1969. In Italia è stato pubblicato come “Ubik mio signore” dalla Casa Editrice La Tribuna nel n. 175 di “Galassia” e all’interno del n. 42 di “Bigalassia” nella traduzione di Gianni Montanari, come “Ubik” da Fanucci nel n. 33 de “Il Libro d’Oro” nella traduzione di Domenico Cammarota, nei nn. 33 e 81 di “Economica Tascabile” e nel n. 120 de “Il Libro d’Oro” nella traduzione di Gianni Montanari, nel n. 15 di “Collezione Dick” e nel n. 40 di “Tascabili Immaginario Extra” nella traduzione di Paolo Prezzavento e da Mondadori in “Collezione Oscar moderni cult” nella traduzione di Marinella Magrì.

Glen Runciter è il proprietario di un’agenzia che offre i servizi di inerziali, persone in grado di neutralizzare i poteri psi e qindi di impedire che riescano a ottenere l’accesso a segreti aziendali. Sua moglie Ella lo aiuta anche se è morta da tempo grazie al fatto che è tenuta in semi-vita in un cosiddetto moratorium. Purtroppo, la sua coscienza è stata attaccata da quella di un ragazzo in semi-vita ma i cui segnali mentali sono molto forti.

Joe Chip, un tecnico impiegato da Glen Runciter, incontra Pat Conley, che ha il potere di modificare il passato. L’agenzia riceve una richiesta di inerziali da parte di un’azienda che ha sede sulla Luna e Runciter decide di includere anche Pat nel gruppo di intervento. Il lavoro sulla Luna si rivela una trappola ma è solo l’inizio di una serie di strani eventi.

“Ubik” è ambientato nel 1992, quello che all’epoca in cui Philip K. Dick scrisse il suo romanzo era visto come un futuro in cui l’umanità si è espansa sulla Luna e ci sono persone dotate di poteri mentali come precognizione, telepatia e telecinesi. Quei poteri possono essere annullati dai poteri mentali dei cosiddetti inerziali. Certi poteri sono utili per lo spionaggio industriale perciò esistono le cosiddette agenzie prudenziali che impiegano inerziali per evitare tali accessi ai segreti dei loro clienti.

Un’altra frontiera esplorata in quel futuro è quella della morte: una speciale forma di criostasi permette di mantenere i morti in semi-vita, uno stato in cui hanno un’attività mentale e possono comunicare grazie a un’apposita apparecchiatura.

Queste sono le basi per una storia che è come una montagna russa, con brevi momenti in cui la situazione sembra tranquilla alternati ad altri in cui ci sono stravolgimenti che possono riguardare qualsiasi cosa esista attorno ai personaggi. La realtà cambia letteralmente sotto gli occhi dei personaggi e in particolare di Joe Chip, che sulla Luna si trova in una situazione decisamente imprevista. Essa rappresenta solo l’inizio di una vicenda che toglie ai protagonisti e ai lettori qualsiasi punto di riferimento.

In tutta la storia una presenza costante è quella di Ubik, che nell’introduzione a ogni capitolo è pubblicizzato come un prodotto ogni volta diverso e a un certo punto diventa parte integrante della trama. Nell’introduzione al capitolo finale, Ubik diventa qualcosa di ben diverso.

L’insieme di questi elementi offre una serie di spunti collegati a letteratura postmoderna, psicologia e religione. Philip K. Dick aveva costruito una sua cosmogonia complessa basata su elementi religiosi ispirati soprattutto allo gnosticismo. In questo romanzo, si mescolano agli elementi psicologici con la regressione temporale di Joe Chip, che torna a un tempo precedente alle macchine con cui litiga sempre, un elemento satirico che colpisce la pubblicità e i media, che già all’epoca erano potenti manipolatori.

Il risultato è un insieme di entità e di forze contrastanti che, almeno in parte, lo stesso Philip K. Dick affermava di conoscere per esperienza diretta. L’importanza del romanzo anche da quel punto di vista è mostrata anche dal fatto che l’autore ne parlò ampiamente nella sua Esegesi.

Per tutti questi motivi, “Ubik” è un romanzo che ha avuto una notevole influenza che va ben oltre il genere fantascientifico. Opere successive, non solo letterarie, sono state più o meno ispirate da questa e lo sviluppo della realtà virtuale ha reso quest’autore una fonte di ispirazione molto importante. Ci sono diverse opinioni su quale sia il capolavoro più importante di Dick e certamente “Ubik” non può mancare a chi vuole conoscere quest’autore e la sua influenza.

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