The House That Jack Built di Guy Adams

The House That Jack Built di Guy Adams
The House That Jack Built di Guy Adams

Il romanzo “The House That Jack Built” di Guy Adams è stato pubblicato per la prima volta nel 2009. È inedito in Italia.

Quando Gwen Cooper blocca una ladra mentre faceva la spesa e la polizia interviene per arrestarla, il suo vecchio collega Andy le racconta della strana morte di un ragazzo nei dintorni di una vecchia casa chiamata Jackson Leaves, che sembra legata a un picco di energia di chronon simile ma non uguale a quella proveniente dalla fessura spazio-temporale di Cardiff.

Il Capitano Jack Harkness ha assunto un alieno che è venuto a trascorrere la pensione sulla Terra usando il nome Alexander Martin che lavori per Torchwood come medico freelance quando ha bisogno di qualcuno che faccia il lavoro che era di Owen Harper. L’indagine su Jackson Leaves gli riporta alla mente vecchi ricordi perché nel 1906 era diventato il primo proprietario della casa.

“The House That Jack Built” fa parte di una collana di romanzi connessi alla serie “Torchwood“, uno spinoff di “Doctor Who”. Le dimensioni sono quelle dei libri di “Doctor Who” dell’Undicesimo Dottore e successivi. Nei primi libri il font era più piccolo mentre in quelli successivi il font è della stessa dimensione di quelli di “Doctor Who”.

Guy Adams usa la tradizione popolare della casa stregata come base di “The House That Jack Built” adattando gli elementi tratti da quel tipo di leggende all’universo narrativo di Torchwood. Ciò significa che racconta eventi tipici di quel tipo di storie che vengono però accompagnati da analisi (pseudo)scientifiche da parte del team del Capitano Jack Harkness per capire la reale natura di quegli eventi. Assieme a flashback nel passato di Jack, ciò lo rende un romanzo con tutti i crismi della serie dedicata a Torchwood.

“The House That Jack Built” è ambientato tra la seconda stagione della serie televisiva e “Children of Earth”, quando al Capitano Jack Harkness erano rimasto solo Ianto Jones e Gwen Cooper del suo team originale. Per una volta sente di aver bisogno di un altro medico e recluta un personaggio già apparso nel romanzo precedente della serie, “Bay of the Dead”, che non ho letto perciò non so se mi sono perso qualcosa nello sviluppo di questo personaggio.

Sembra che Guy Adams abbia avuto il compito di riutilizzare personaggi visti in romanzi precedenti perché in “The House That Jack Built” appare anche Nina Rogers e per lei è la terza apparizione e neppure l’ultima. Nel suo caso il mio problema è che ho letto alcuni dei romanzi in cui appare ma fuori sequenza e in un arco di tempo piuttosto lungo perciò non mi ricordavo di lei.

Gli strani eventi connessi a Jackson Leaves si intrecciano con il passato del Capitano Jack Harkness. Nel corso del romanzo vengono descritti vari momenti in cui Jack si diverte con qualche amante, uomo o donna. Si tratta decisamente delle parti della storia più adatte a lettori adulti in un romanzo che altrimenti è piuttosto blando per la collana dedicata a Torchwood e può impressionare qualcuno solo per le connotazioni horror.

In effetti il mio problema con “The House That Jack Built” è proprio che mi è sembrato fin troppo blando. In certi momenti ho avuto l’impressione che Guy Adams fosse più preoccupato di inserire nel romanzo elementi tipici delle storie di Torchwood, compresi personaggi già apparsi, mischiati a quelli delle storie di case stregate che di creare una trama forte che sfruttasse al meglio i protagonisti e gli altri personaggi.

Il risultato ha tutta l’apparenza di Torchwood, anche per i legami con altre storie, ma come sostanza, nel senso ad esempio dell’intensità drammatica, mi è parso un po’ carente. La lunghezza non raggiunge le 240 pagine perciò c’era spazio per aggiungere qualche dettaglio, e anche più, qua e là per dare al romanzo un po’ più di profondità.

Alla fine non si può neppure dire che “The House That Jack Built” sia brutto ma sembra davvero una versione più leggera del Torchwood a cui sono abituato. Mi sembra adatto ai fan della serie che vogliono avere anche la collezione completa dei libri di questa collana.

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