
Il romanzo “Spin” di Robert Charles Wilson è stato pubblicato per la prima volta nel 2005. È il primo della trilogia Spin. Ha vinto il premio Hugo come miglior romanzo dell’anno, il Geffen Award israeliano, il Kurd-Laßwitz-Preis tedesco, il Grand Prix de l’Imaginaire francese e il Seiun Award giapponese. In Italia è stato pubblicato da Rocard Editore nella traduzione di Pamela Cologna e da Mondadori nel n. 62 di “Urania Jumbo” nella traduzione di Nicola Fantini.
Tyler Dupree è un ragazzino che sta trascorrendo la serata con i suoi amichetti Jason e Diane Lawton quando si accorgono che in cielo le stelle sono sparite. Dopo lo stupore iniziale, cerca notizie alla televisione e scopre che qualcosa è successo in tutto il mondo e le telecomunicazioni stanno avendo grossi problemi.
Ben presto arriva la notizia che l’intera Terra è stata avvolta da una membrana artificiale di origine sconosciuta. Dopo qualche tempo, i tentativi di sondarla mostrano che che rallenta il tempo in modo tale che un anno sulla Terra equivale a circa cento milioni di anni all’esterno. La membrana filtra anche le radiazioni elettromagnetiche nascondendo le stelle e simulando i cicli giorno-notte.
Robert Charles Wilson sviluppa una serie di grandi idee tra visioni introspettive riguardanti gli esseri umani ed eventi cosmici in un romanzo che inizia con un cambiamento epocale per il mondo quando viene avvolto da una membrana creata da entità sconosciute che vengono chiamate semplicemente Ipotetici. L’evento ha profonde conseguenze sull’umanità al di là di quelle pratiche dovute alla perdita di contatto con tutti i satelliti e con la Stazione Spaziale Internazionale in orbita.
“Spin” è raccontato in prima persona da Tyler Dupree attraverso quelli che dal suo punto di vista sono decenni a partire dalla notte in cui vede le stelle scomparire assieme ai suoi migliori amici. Sono ragazzini, non esattamente comuni perché il padre di Jason e Diane è un milionario che lavora nell’industria aerospaziale con eccellenti agganci in campo politico, ma in qualche modo quell’evento rappresenta la fine della loro innocenza e quella dell’umanità intera.
A breve termine la reazione è di panico da parte di molti: ben presto risulta chiaro che la membrana che avvolge la Terra, che viene chiamata Spin, è un’opera talmente enorme che va molto al di là delle possibilità di qualsiasi nazione terrestre. Tuttavia, non si tratta di una prigione perché nuove sonde vengono lanciate per attraversare lo Spin che generano una nuova sorpresa quando viene scoperto che il tempo sulla Terra è stato rallentato enormemente.
I creatori dello Spin vengono chiamati semplicemente Ipotetici perché nessuno contatta gli esseri umani per fornire spiegazioni o per altri motivi perciò non esista alcuna informazione su di loro se non che possiedono tecnologie impensabili per gli umani. C’è chi pensa che sia arrivata la fine del mondo eppure non giunge alcun attacco, neppure minacce o pretese da parte degli Ipotetici, nessun contatto di alcun tipo.
La conseguenza è che le reazioni a medio e lungo termine per molte persone non sono basate su informazioni o su ragionamenti logici bensì sulle loro emozioni e sulle loro credenze. Una parte dell’umanità cerca conforto in qualche religione perché l’idea che stia arrivando la fine del mondo permane in loro, altri continuano a cercare risposte nello spazio.
Tyler è testimone di questi cambiamenti e delle reazioni che generano grazie alle sue esperienze dirette o a ciò che scopre grazie al fatto che Jason viene coinvolto nelle attività dell’azienda paterna e, grazie alla loro amicizia, rimane aggiornato anche per quanto riguarda informazioni che dovrebbero essere segrete. In questo modo, Robert Charles Wilson può raccontare attraverso Tyler anche gli sforzi che vengono compiuti per scoprire la natura dello Spin sperando di ottenere qualche informazione anche sugli Ipotetici.
I concetti tecnico-scientifici sono enormi ma proprio perché sono molto oltre le possibilità umane e vengono raccontati da Tyler, che da adulto diventa un medico, Robert Charles Wilson non scende in dettagli. “Spin” non è esattamente un romanzo di fantascienza “hard” ma ha un equilibrio tra gli eventi a livello cosmico e le reazioni degli esseri umani, costretti ad affrontare paure vecchie e nuove, con una serie di conseguenze.
Ogni cambiamento risulta traumatico e molte vite vengono perse. Da questo punto di vista “Spin” dà a volte una visione severa dell’umanità con le sue reazioni irrazionali che generano una serie di problemi. Tuttavia, la specie umana nel suo complesso sopravvive e anzi continua a crescere perciò Robert Charles Wilson offre anche speranze per il futuro.
I personaggi più importanti attorno a Tyler rappresentano una serie di punti di vista e di reazioni degli esseri umani. Hanno anche una loro individualità e per un romanzo narrato in prima persona il loro sviluppo è buono ma per molti versi servono a far capire al lettore le emozioni e le reazioni di interi gruppi di persone.
In “Spin” ci sono moltissimi eventi ma solo occasionalmente Tyler è coinvolto in momenti d’azione e in molti casi il protagonista riporta le riflessioni su di essi, proprie e di altre persone, e molte conversazioni. La conseguenza è che a volte il ritmo è un po’ lento, dando al lettore il tempo di assaporare tutti i contenuti. Ci sono vari colpi di scena e anche in questo caso Robert Charles Wilson è molto bravo perché li crea in modi che sorprendono il lettore ma sempre con un senso molto preciso all’interno della storia.
Il romanzo ha una fine in cui Robert Charles Wilson fornisce almeno le risposte fondamentali ai misteri iniziali al tempo stesso rendendo la scala cosmica della storia ancor più vasta. La dimensione umana rimane comunque centrale con tutta la complessità e le contraddizioni del caso. Secondo me l’autore è riuscito a raccontare tutto ciò con uno stile davvero evocativo offrendo emozioni e riflessioni e per questi motivi considero “Spin” uno dei più importanti romanzi di quest’inizio di millennio che non può mancare nella collezione di un appassionato di fantascienza. È disponibile su Amazon.

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Ho amato questo testo dalla prima volta in cui l’ho letto. Quoto le tue parole: non può mancare nella collezione di un appassionato di fantascienza.
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Io l’avevo letto la prima volta prima di aprire il blog e solo per quello ne ho scritto una recensione solo ora.
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L’ho mollato dopo le prime 100 pagine. Mamma mia che lentezza. Peccato, avevo grandi aspettative.
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Secondo me è il caso in cui la lentezza è un pregio.