The Nano Flower di Peter F. Hamilton

The Nano Flower di Peter F. Hamilton
The Nano Flower di Peter F. Hamilton

Il romanzo “The Nano Flower” di Peter F. Hamilton è stato pubblicato per la prima volta nel 1995. È il terzo della trilogia di Greg Mandel e segue “A Quantum Murder“. È inedito in Italia.

Charlotte è una prostituta d’alto bordo che tra un lavoro e un altro consegna all’assistente personale di Julia Evans un messaggio da parte di suo marito Royan, svanito nel nulla mesi prima. Il messaggio include uno strano fiore che, dopo un’analisi, risulta fondamentalmente diverso da qualsiasi organismo terrestre. Quasi contemporaneamente, Julia scopre che altre aziende stanno sviluppando tecnologie rivoluzionarie.

Il nuovo lavoro di Charlotte è al servizio del finanziere Jason Whitehurst, che l’ha assunta per tenere compagnia al suo giovane figlio Fabian. Sembra un lavoro come un altro ma rapidamente la situazione comincia a diventare meno normale con ramificazioni impreviste.

La trilogia di Greg Mandel è ambientata in un futuro piuttosto vicino in una Gran Bretagna devastata da anni di dittatura del Partito Socialista Popolare. La situazione in questo futuro è resa peggiore dal riscaldamento globale che ha causato seri problemi al territorio. Mandel è un veterano di guerra che ha fatto parte di una brigata molto speciale chiamata Mindstar i cui membri sono stati sottoposti a modifiche fisiologiche per aumentarne le potenziali capacità psichiche.

“The Nano Flower” è ambientato parecchi anni dopo “A Quantum Murder” e ciò si vede soprattutto nelle novità riguardanti la vita di Julia Evans, che inizialmente sono un po’ spiazzanti per il lettore. Era poco più che ragazzina all’inizio della trilogia, alla fine è una donna sposata e con figli. Il fatto che sia sposata con Royan è una sorpresa che viene spiegata nel corso del romanzo e uno dei punti di partenza della trama è nella scomparsa dell’uomo e in un messaggio che fa avere a Julia che include una specie di fiore alieno.

Julia aveva incontrato Royan grazie a Greg Mandel e il loro vecchio amico viene coinvolto nelle ricerche che seguono la nuova pista basata sul messaggio. Non si tratta di un vero lavoro perché Greg ha smesso da tempo di fare l’investigatore e anche lui ha ormai una sua famiglia assieme a Eleanor ma Royan è suo amico dai tempi del regime socialista. In “The Nano Flower” Greg è ancora un personaggio importante ma la vera protagonista è Julia.

Un’altra differenza tra il terzo romanzo e i due precedenti è nella struttura più complessa. La trama dei primi due romanzi era piuttosto lineare perché seguivano il punto di vista di Greg Mandel e a volte quello di Julia Evans ma erano talmente intrecciati che non si trattava realmente di sottotrame separate. In “The Nano Flower” invece c’è anche la storia di Charlotte, che per gran parte del romanzo è indipendente da quella di Julia e Greg. Questa trilogia costituisce la prima esperienza di Peter F. Hamilton come romanziere e in questo terzo libro in qualche modo ha sperimentato una complessità a di conseguenza una lunghezza che ha perfezionato ed è diventata normale negli anni successivi.

Secondo me “The Nano Flower” non è pienamente riuscito. La trama complessa a volte diventa contorta con alcuni problemi che riguardano alcuni sviluppi e si ripercuotono su alcuni personaggi. Lo spionaggio industriale e gli scontri tra grosse aziende che a volte non sono solo economici è un tema che esiste nella trilogia fin dall’inizio ma per certi versi questo terzo romanzo sembra più una caccia al tesoro con Royan e possibili tecnologie aliene come premi.

Anche dopo aver letto i flashback riguardanti la storia tra Julia e Royan, ho continuato ad avere delle perplessità sugli sviluppi di questi due personaggi. Julia è cresciuta in un ambiente spietato in cui a volte deve ricorrere all’uso di vere e proprie truppe mercenarie per ottenere ciò che vuole e non sembra avere problemi a farlo. Di fatto approfitta di una semi-impunità di fronte alla legge grazie al fatto che la sua azienda è fondamentale per la nazione. Nonostante ciò manifesta sempre un animo altruista e alla fine ciò che le interessa maggiormente è ritrovare Royan. Le motivazioni del marito per la sua sparizione alla fine vengono spiegate ma secondo me sono insufficienti a giustificare tutto ciò che ha fatto.

Per molti versi Peter F. Hamilton riesce a dare una buona percezione di tutto ciò che è successo negli anni passati tra “A Quantum Murder” e “The Nano Flower” ai protagonisti e in generale in quel mondo futuro con vari progressi. Tuttavia, in casi come il rapporto tra Julia e Royan alcuni elementi mi sono sembrati forzati per cercare un effetto drammatico.

Dopo un inizio che mi è sembrato piuttosto lento, il ritmo in “The Nano Flower” ha cominciato ad accelerare e soprattutto nella seconda parte c’è molta azione che include scontri armati e vari colpi di scena mostrando anche i pregi del romanzo. Alla fine, questo romanzo è abbastanza slegato dai precedenti ma se vi sono piaciuti secondo me vale comunque la pena di completare la trilogia.

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