Una nuova ricerca sui microfossili di Strelley Pool conferma che sono tra le più antiche tracce di forme di vita

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geochemical Perspectives Letters” descrive una nuova ricerca sui microfossili della formazione di Strelley Pool, nell’Australia occidentale, datati 3,4 miliardi di anni fa. Un team di ricercatori guidato dal dottor Julien Alleon dell’IMPMC francese e del MIT americano ha fornito prove che i residui chimici degli antichi microfossili corrispondono a quelli di fossili di batteri più recenti. Si tratta di una conferma dell’origine biologica di quelle formazioni, da anni al centro di discussioni.

Scoperti nel 2011, i microfossili della formazione di Strelley Pool sono stati oggetto di varie ricerche per cercare di stabilire se abbiano un’origine organica. Si tratta di un problema comune per formazioni così antiche, nelle quali vi possono essere strutture simili a fossili di organismi primordiali create da processi non biologici, ad esempio da minerali che si formano in sorgenti idrotermali. Gli esami condotti per trovare la risposta stanno diventando sempre più sofisticati.

Il team del dottor Julien Alleon ha cercato una risposta riguardante i microfossili di Strelley Pool nelle loro carattaristiche chimiche sfruttando tecniche avanzate di microscopia e spettroscopia. Esse includono microspettroscopia Raman, fascio di ioni focalizzati (in inglese focused ion beam, FIB), microscopia elettronica a scansione e trasmissione (in inglese scanning and transmission electron microscopy SEM e TEM) e microscopia a raggi X a scansione di scansione (in inglese scanning transmission X-ray microscopy, STXM) accoppiata alla spettroscopia di assorbimento di raggi X vicino alla struttura del bordo (in inglese X-ray absorption near edge structure, XANES), per condurre indagini molecolari risolte spazialmente dei microfossili di Strelley Pool alla scala submicrometrica.

Questi esami molto sofisticati hanno permesso ai ricercatori di esaminare i dettagli delle strutture di quei microfossili e di analizzarne le carattristiche chimiche per confrontarle con quelle di altri fossili e di batteri moderni. L’immagine (cortesia Julien Alleon/Geochemical Perspectives Letters) mostra sulla parte sinistra un’immagine al microscopio elettronico di un microfossile di Strelley Pool e sulla destra l’assorbimento di raggi X per uno di quei microfossili, un microfossile della formazione di Gunflint in Canada di 1,9 miliardi di anni fa e di batteri moderni.

L’esame dell’assorbimento di raggi X mostra picchi che indicano la presenza comune di vari gruppi molecolari tra i quali a 285,1 eV quello per gruppi aromatici/olefinici, a 286,7 eV per gruppi immina/nitrile/carbonile/fenolo, a 288,2 eV per gruppi ammidici, a 288,6 eV per gruppi carbossile/estere/acetale e a 289,4 eV per gruppi ossidrile.

Il dottor Julien Alleon ha fatto notare che la ricerca del suo team dimostra che le caratteristiche molecolari dei microfossili di Strelley Pool sono coerenti con resti biologici che hanno subito un leggero degrado a causa dei processi di fossilizzazione. Essi sono sopravvissuti per 3,4 miliardi di anni e la loro struttura molecolare indica che sono stati esposti a temperature fino a 300° Celsius per lunghi periodi senza essere distrutti.

La questione delle temperature è importante perché queste tecniche moderne molto avanzate possono aiutare a stabilire la natura di certe rocce molto antiche ma solo in alcuni casi. Rocce scoperte in altre formazioni molto antiche e al centro di discussioni riguardante l’origine di quelle che potrebbero essere alcune delle più antiche tracce di organismi viventi mostrano i segni di essere state esposte a temperature molto superiori di quelle di Strelley Pool ma certe tecniche sono applicabili solo a rocce esposte a temperature non troppo elevate.

La conclusione del team del dottor Julien Alleon è che i microfossili di Strelley Pool sono davvero stati creati da alcune delle più antiche forme di vita scoperte finora. Non è detto che questi risultati mettano fine alle discussioni ma certamente aggiungono informazioni utili per le ricerche e non solo quelle riguardanti questi microfossili.

Sempre nella formazione di Strelley Pool sono stati scoperti altri microfossili che suggeriscono che più o meno nella stessa epoca esistessero microrganismi con un metabolismo basato sullo zolfo. Altri “candidati” sono stati scoperti in altre formazioni e alcuni sono perfino più antichi. La ricerca delle tracce più antiche di microrganismi continua con strumenti sempre più sofisticati.

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