
Il romanzo “I naufraghi del tempo” (“Marooned in Realtime”) di Vernor Vinge è stato pubblicato per la prima volta nel 1986 a puntate sulla rivista “Analog” e poi come libro. È il seguito de “La guerra della pace“. Ha vinto il premio Prometheus. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1075 di “Urania” e nel n. 164 di “Urania Collezione” nella traduzione di Vittorio Curtoni. Quest’ultima edizione è disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK
e in formato ePub su IBS.
Circa 50 milioni di anni nel futuro, Yelén and Marta Korolev sono riuscite a organizzare i superstiti dell’umanità dopo la sua misteriosa estinzione avvenuta nel XXIII secolo. Le due donne fanno parte del gruppo dei tecnalti, persone vissute negli ultimi decenni prima dell’Estinzione, e stanno cercando di creare un futuro per la loro specie.
I sopravvissuti saltano avanti nel tempo usando le bolle, campi di forza sferici che isolano completamente ciò che vi è contenuto. Il computer che gestisce il sistema di Yelén and Marta Korolev viene sabotato e il risultato è che Marta non salta in avanti assieme agli altri ma diventa una sorta di naufraga del tempo. Wil Brierson, uno dei pochissimi sopravvissuti ad avere una qualche esperienza come poliziotto, viene incaricato di scoprire il colpevole con l’aiuto di Della Lu.
“I naufraghi del tempo” è il secondo romanzo della serie chiamata Realtime o anche Bobble, un riferimento alle bolle, i campi di forza la cui invenzione finisce per dare inizio a una guerra che devasta il mondo. Le bolle possono essere usate come armi per imprigionare installazioni nemiche e rappresentano barriere impossibili da attraversare. In questo romanzo le bolle vengono usate per saltare avanti nel tempo.
Nel 1985, Vernor Vinge aveva scritto il romanzo breve “Il prezzo della libertà” (“The Ungoverned”, pubblicato in Italia dall’Editrice Nord all’interno del n. 339 di “Cosmo Argento”), ambientato dopo “La guerra della pace”, con Wil Brierson come protagonista. Della Lu era tra i personaggi del primo romanzo, la cui lettura è utile per capire meglio la tecnologia delle bolle ma i personaggi sono cambiati nel corso del tempo perciò non è indispensabile averlo letto per capirli.
In sostanza, Vernor Vinge ha ripreso il concetto delle bolle e alcuni personaggi per scrivere “I naufraghi del tempo”, una storia completamente diversa dalle precedenti della serie. L’ambientazione è spostata in un futuro lontanissimo e se “La guerra della pace” poteva essere considerato post-apocalittico questo secondo romanzo lo è ancor di più perché è ambientato dopo l’estinzione dell’umanità.
Ne “I naufraghi del tempo” Vernor Vinge continua a sviluppare alcuni temi del primo romanzo legati all’etica in un’altra storia basata sulle idee. In questo caso non c’è più una società organizzata perché solo qualche centinaio di esseri umani è sopravvissuto all’Estinzione, un misterioso evento che ha causato la scomparsa quasi completa della specie umana a parte i pochi chiusi nelle bolle o in viaggio nello spazio come Della Lu.
Yelén and Marta Korolev sono riuscite a organizzare i superstiti cercando le varie bolle e usandole per saltare avanti nel futuro in modo da ritrovarsi tutti insieme nello stesso periodo. Tuttavia, il futuro dell’umanità è tutto da decidere e ci sono varie fazioni con idee molto diverse sul modo di affrontarlo. È un concetto di base che ha una grandiosità vista raramente anche nel campo della fantascienza.
I temi etici vengono sviluppati partendo dal fatto che i superstiti sono divisi in due gruppi principali: tecnalti e tecnobassi. I tecnalti sono quelli che hanno cominciato il loro viaggio negli ultimi decenni prima dell’Estinzione, quando il livello di tecnologia aveva raggiunto l’apice. I tecnobassi sono quelli che hanno cominciato il loro viaggio in precedenza perciò non hanno a disposizione tecnologie molto avanzate. Questa divisione genera vari contrasti ma ce ne sono anche altre perché anche se i sopravvissuti sono un piccolo gruppo riescono a trovare vari modi per litigare.
In questo scenario la crisi avviene quando qualcuno riesce a penetrare nel sistema che gestisce le bolle con la conseguenza che Marta Korolev rimane bloccata mentre tutti gli altri superstiti saltano in avanti chiusi nelle bolle. È interessante che questo venga considerato un omicidio anche se la vittima impiega alcuni decenni per morire.
Wil Brierson viene incaricato delle indagini e Della Lu lo assiste perché è una tecnalta. Come giallo onestamente è tutt’altro che eccezionale dato che sostanzialmente l’indagine consiste negli interrogatori di vari tecnalti, gli unici che potrebbero avere le capacità necessarie a penetrare nel sistema informatico, e nella lettura dei diari lasciati da Marta Korolev.
Alla fine, l’indagine è più che altro una scusa per sviluppare lo scenario di quel lontanissimo futuro con il mistero di fondo dell’Estinzione e gli altri temi del romanzo. Vernor Vinge riesce comunque a rendere interessante e verosimile un mistero legato alla penetrazione di un sistema informatico mostrando le sue competenze nel campo.
I difetti de “I naufraghi del tempo” sono simili a quelli del primo romanzo, in particolare per quanto riguarda i personaggi, di cui pochi sono sviluppati. Paradossalmente, per certi versi Marta Korolev è il personaggio maggiormente sviluppato anche se appare solo all’inizio del romanzo perché la lettura dei diari che ha lasciato durante il suo “naufragio” è una parte importante dell’indagine.
Nonostante ciò, secondo me “I naufraghi del tempo” è perfino migliore de “La guerra della pace”. È una mia opinione soggettiva dovuta in particolare al fatto che ho trovato i concetti di fondo del mistero dell’Estinzione e soprattutto dei salti in avanti nel tempo usando le bolle davvero straordinari e suggestivi. Per questi motivi ne consiglio la lettura, ancor meglio se segue quella del primo romanzo.
