I fossili di acantostega scoperti nel 1987 appartenevano a esemplari immaturi

Fossile di acantostega (Acanthostega gunnar)
Fossile di acantostega (Acanthostega gunnar)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sull’acantostega (Acanthostega gunnari) (foto ©Ghedoghedo), che circa 360 milioni di anni fa fu uno dei primi tetrapodi dato che fu uno dei primi vertebrati ad avere arti riconoscibili come zampe. Un team di ricercatori delle università di Cambridge e Copenhagen guidati da Jennifer Clack, che nel 1987 scoprì un deposito contenente molti scheletri di acantostega, ha esaminato questi esemplari concludendo che si tratta di cuccioli.

L’acantostega visse nel periodo Devoniano superiore e rappresenta una delle forme di transizione tra i pesci e i tetrapodi. Le caratteristiche dei suoi arti erano intermedie tra quelle delle pinne dei pesci e quelle delle zampe dei tetrapodi adattati a camminare sulla terraferma. I suoi arti erano dotati di otto dita ciascuno unite da una membrana. Anche riguardo alla respirazione era una forma intermedia essendo dotato sia di branchie come i pesci che di polmoni come i vertebrati terrestri.

I primi fossili di acantostega vennero trovati nel 1933 ma si trattava solo di frammenti di un cranio. Solo nel 1987, con la scoperta di molti fossili conservati benissimo da parte di Jennifer Clack, fu davvero possibile studiare questa specie. I progressi tecnologici avvenuti successivamente hanno permesso di perfezionare le tecniche tomografiche fino a ottenere quella impiegata per effettuare analisi molto sofisticate all’European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) in Francia.

In particolare, i ricercatori hanno esaminato la struttura interna degli omeri degli esemplari di acantostega ottenendo dettagli microscopici senza danneggiarli in alcun modo. Queste strutture mostrano anelli di accrescimento, gli stessi che possono essere visti sia in tetrapodi odierni che in fossili antichi e possono fornire informazioni sull’età degli individui.

Il risultato degli esami è stato che i fossili di acantostega studiati erano immaturi, anche se avevano almeno 6 anni. A quell’età ci si aspetterebbe che fossero adulti, invece la crescita non mostra il rallentamento tipico di un esemplare che sta raggiungendo la maturità sessuale.

Un’altra caratteristica scoperta è che la parte degli arti dal gomito o ginocchio fino alle zampe rimaneva cartilaginea fino a un momento avanzato del suo sviluppo. Ciò significa che quegli esemplari giovani non erano in grado di appoggiare il loro peso sulle zampe fuori dall’acqua. Ciò suggerisce che il deposito di fossili scoperto da Jennifer Clack ospitasse un gruppo di esemplari immaturi che includeva pochi o nessun adulto.

Ciò ha portato i ricercatori a chiedersi dove fossero gli adulti. È una domanda a cui al momento non sono in grado di rispondere. L’acantostega è un animale interessantissimo perché si tratta di una delle specie più antiche conosciute che mostra le tracce della transizione dalla vita acquatica a quella terrestre. Per questo motivo gli studio su di esso e su altri tetrapodi primitivi continueranno.

[ad name=”eBayFossili300″]

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *