Nuove prove che il tirannosauro fosse davvero un predatore

Scheletro di Tyrannosaurus Rex al Carnegie Museum of Natural History di Pittsburgh
Scheletro di Tyrannosaurus Rex al Carnegie Museum of Natural History di Pittsburgh

Per la gente comune, il tirannosauro, scientificamente chiamato Tyrannosaurus rex (foto dello scheletro ©ScottRobertAnselmo), è il più feroce predatore della storia del mondo. Tra i paleontologi invece c’è da quasi un secolo una controversia sul fatto che fosse un predatore o un animale saprofago, che cioè si nutriva di carogne. Recentemente, un gruppo di ricercatori ha trovato nel South Dakota i resti di un adrosauro con un dente di tirannosauro incastrato tra le vertebre della sua coda. Questa scoperta viene considerata una prova del fatto che questo animale fosse davvero un predatore.

I paleontologi che sostengono che il tirannosauro fosse un animale saprofago presentano vari indizi a sostegno di questa tesi:

  • Le braccia del tirannosauro sono molto corte e deboli rispetto a quelle di altri predatori perciò non potevano servire a tenere una preda
  • Bulbi e nervi olfattivi del tirannosauro sono sviluppati. Ciò significa che quest’animale aveva un senso dell’olfatto molto sviluppato, una caratteristica più tipica degli animali saprofaghi, come gli avvoltoi, che dei predatori
  • I denti del tirannosauro possono spezzare le ossa. Ciò fa pensare che si nutrisse del loro midollo osseo, una parte della preda non particolarmente nutriente che tipicamente è mangiata dagli animali coprofaghi che spesso trovano solo quei resti dopo che i predatori hanno già mangiato la carne delle loro prede
  • Soprattutto nel passato, il tirannosauro veniva considerato un animale piuttosto lento e quindi non in grado di rincorrere prede vive

Altre considerazioni, unite a nuove ricerche effettuate sugli scheletri di tirannosauro, hanno però fatto pensare a una parte dei paleontologi che il tirannosauro potesse essere un predatore almeno occasionale:

  • La velocità che poteva raggiungere un tirannosauro è stata rivalutata. Ora molti paleontologi pensano che potesse raggiungere anche i 40 km/h, anche se per un tempo limitato
  • Il tirannosauro aveva un’eccellente visione frontale stereoscopica, un elemento molto più comune nei predatori che negli animali saprofaghi
  • La struttura della testa e del collo del tirannosauro permetteva di assorbire forti impatti, una caratteristica utile ad un predatore, non ad un animale saprofago

Lo scheletro di adrosauro trovato nella formazione rocciosa del South Dakota conosciuta come Hell Creek è davvero interessante. Nelle vertebre in cui il dente di tirannosauro è rimasto incastrato sono stati rilevati segni di guarigione. Essi indicano che l’adrosauro scampò alla morte ma tanto più che era vivo quando venne attaccato da un tirannosauro.

Gli studi sui predatori moderni mostrano che circa la metà dei loro attacchi falliscono e le loro prede riescono a fuggire, a volte solo ferite. Ai paleontologi serviva avere la fortuna di trovare i resti fossili di un animale sopravvissuto all’attacco di un tirannosauro conservando le tracce del suo attaccante. Le probabilità non erano molte, infatti nel corso dei decenni sono stati trovati solo alcuni scheletri con tracce di possibili attacchi di T.rex e solo ora è stato trovato quest’adrosauro.

I paleontologi che pensavano che il tirannosauro fosse un predatore occasionale non cambieranno idea. La controversia continuerà ma sembra sempre più chiaro che il T.rex non mangiasse solo carcasse.

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