I reietti dell’altro pianeta o Quelli di Anarres di Ursula Le Guin

I reietti dell'altro pianeta o Quelli di Anarres di Ursula Le Guin
I reietti dell’altro pianeta o Quelli di Anarres di Ursula Le Guin

Il romanzo “I reietti dell’altro pianeta” o “Quelli di Anarres” (“The Dispossessed. An Ambiguous Utopia”) di Ursula Le Guin è stato pubblicato per la prima volta nel 1974. Ha vinto i premi Hugo, Nebula e Locus come miglior romanzo di fantascienza dell’anno. In Italia è stato pubblicato con il titolo “Quelli di Anarres” dall’Editrice Nord nel n. 43 di “Narrativa Nord” e con il titolo “I reietti dell’altro pianeta” dall’Editrice Nord nel n. 6 di “SF Narrativa d’Anticipazione”, nel n. 111 di “Cosmo Oro” e nel n. 16 di “Cosmo Biblioteca”, dall’EuroClub nel n. 5 di “Grandi Scrittori di Fantascienza”,  da Editori Associati nel n. 1034 di “TEADue” e da Mondadori in “Oscar Mondadori – I Grandi Della Fantascienza” nella traduzione di Riccardo Valla. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub (con DRM!) su IBS.

Shevek è un fisico del pianeta Anarres che sta sviluppando una nuova teoria scientifica. Frustrato dalle difficoltà che incontra sul suo pianeta, parte per Urras, il pianeta gemello. Il suo atto è da alcuni considerato un tradimento perché Shevek abbandona la società anarchica di Anarres per andare nell’A-Io, una nazione capitalista di Urras.

Nell’A-Io, dove da anni è riconosciuto come un grande fisico, Shevek tenta di continuare la sua ricerca ma non può fare a meno di essere coinvolto nei problemi sociali e politici locali e internazionali. Col tempo, si rende conto di essere sempre controllato in modo da limitare allo stretto necessario i suoi contatti con persone delle classi inferiori. Shevek non può fare a meno di chiedersi se non abbia compiuto un grave errore lasciando Anarres.

“I reietti dell’altro pianeta” fa parte del ciclo dell’Ecumene, o ciclo hainita. Tuttavia, gli eventi di questo romanzo sono autonomi da quelli del resto del ciclo perciò può essere letto in maniera indipendente dagli altri. È ambientato nel sistema di Tau Ceti, secondo alcune stime non ufficiali attorno all’anno 2300.

Il romanzo segue la storia di Shevek, un matematico del pianeta Anarres che va su Urras, il pianeta gemello. Il suo non è solo uno sforzo scientifico che ha lo scopo di sviluppare una nuova teoria ma anche politico e sociale che ha lo scopo di superare le barriere create nel tempo tra le società dei due pianeti.

“I reietti dell’altro pianeta” è innanzitutto un romanzo politico e sociale che, principalmente attraverso le esperienze di Shevek, esamina la società anarchica di Anarres e quella capitalista – aristocratica dell’A-Io, una delle nazioni più potenti di Urras.

Ursula Le Guin narra a capitoli alterni la storia di Shevek nel suo viaggio su Urras e del suo passato su Anarres fino ad arrivare alla sua decisione di andare sul pianeta gemello. Pian piano, il lettore può scoprire le caratteristiche di queste società e i loro lati oscuri.

Anarres è un pianeta su cui le condizioni climatiche sono dure e circa 150 anni prima degli eventi di “I reietti dell’altro pianeta” un gruppo di anarchici guidato dalla loro leader Odo lo ha colonizzato. Gli Odoniani hanno creato una società anarchica di tipo collettivista e i rapporti con Urras sono quasi inesistenti dato che le nazioni più potenti sono l’A-Io, una nazione capitalista, e il Thu, un regime comunista considerato un tradimento dei principi Odoniani.

La società Odoniana è anarchica perciò in teoria non ci sono autorità né leggi, di conseguenza tutto viene deciso in maniera collettiva dai suoi membri. Anche il linguaggio di Anarres, il pravico, è stato costruito artificialmente per riflettere le fondamenta di un’utopia anarchica. Tuttavia, Shevek si rende conto che di fatto esistono strutture di potere e che l’individuo è schiacciato dal collettivo.

Nel suo lavoro come fisico, Shevek lavora con Sabul, il più importante fisico di Anarres. Grazie al suo prestigio, Sabul esercita di fatto un potere, cosa in teoria impossibile su Anarres. In una società egalitaria, Sabul è più uguale degli altri e le sue decisioni vengono accettate senza discussioni.

Shevek, che continua a mettere tutto in discussione, ha problemi nel suo lavoro come fisico ma le cose possono andare ben peggio per gli artisti. L’arte può essere troppo genuinamente anarchica per la maggioranza degli Odoniani, che ostracizzano gli artisti che dimostrano eccessiva inventiva. In sostanza, gli Odoniani sono per lo più pecoroni che si sono allontanati dalla vera anarchia per abbracciare il conformismo.

Su Urras, Shevek può vedere chiaramente le contraddizioni della società dell’A-Io, legate ad un sistema in cui ci sono varie disuguaglianze. Quelle della società Odoniana sono più sottili, legate alla meschinità e alla miopia della maggioranza dei suoi membri.

È per questo motivo che Ursula Le Guin ha dato al suo romanzo il sottotitolo “Un’ambigua utopia”. La società Odoniana è stata creata per cercare di realizzare l’utopia anarchica ma la linea tra utopia e distopia è a volte davvero sottile. Alla fine, sembra che l’utopia anarchica, o almeno quella di tipo collettivista, sia impossibile da mettere in pratica.

Il risultato è un romanzo davvero straordinario. L’analisi politica e sociale è la base de “I reietti dell’altro pianeta” ma anche i personaggi sono ben sviluppati. Ciò rafforza la storia perché il lettore ha l’impressione che le società esaminate siano formate da vere persone con desideri e motivazioni comprensibili.

“I reietti dell’altro pianeta” è un romanzo di riflessione e introspezione che stimola molto i pensieri del lettore. Inevitabilmente, il ritmo è generalmente lento. Anche gli occasionali momenti di azione hanno lo scopo di stimolare riflessioni illustrando qualche tema politico e sociale.

Per i temi trattati, “I reietti dell’altro pianeta” è un romanzo che continua ad essere analizzato e discusso a quarant’anni dalla sua pubblicazione. La sua fama è andata ben oltre il genere della fantascienza e perfino oltre la letteratura diventando fonte di discussioni in vari ambiti.

Secondo me, la fama de “I reietti dell’altro pianeta” è assolutamente meritata e si tratta di uno dei capolavori di Ursula Le Guin. È un romanzo da leggere e su cui riflettere, tanto più perché permette a ognuno di farsi un’idea personale dei temi trattati.

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