
Il romanzo “Il libro del fiume” (“The Book of the River”) di Ian Watson è stato pubblicato per la prima volta nel 1983. È il primo libro della trilogia della Corrente Nera. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1036 di “Urania”, all’interno del n. 67 di “Millemondi” e all’interno del n. 101 di “Millemondi” nella traduzione di Laura Serra.
Yaleen è riuscita a realizzare il suo sogno di entrare nella corporazione del Fiume. Solo le donne possono diventare marinaie perché il Fiume permette agli uomini di viaggiare solo una volta sulle sue acque e chi prova a violare quella regola impazzisce o muore. Dopo l’iniziazione, Yaleen è legata al Fiume e deve mantenere i segreti della corporazione.
La Corrente Nera che fa parte del Fiume impedisce di attraversarne le acque isolando le due coste. Un gruppo di uomini riesce però a trovare un modo per raggiungere la costa occidentale e Capsi, il fratello di Yaleen, compie il viaggio. L’esperimento riesce ma dall’altra parte del fiume vivono fanatici che mettono al rogo le donne e anche Capsi fa una bruttissima fine. Yaleen finisce coinvolta in eventi che cambieranno non solo la sua vita ma anche quella di tutto il pianeta.
I fiumi sono protagonisti di tante storie, anche di fantascienza. In questo caso, si tratta di un fiume davvero particolare perché al suo interno c’è la Corrente Nera, una misteriosa creatura vivente che ha una fortissima influenza sugli abitanti delle due coste. Generalmente essa accetta che le donne viaggino sul Fiume, invece gli uomini possono compiervi solo un viaggio. Essa rende anche impossibile attraversare il Fiume tenendo separati gli abitanti delle due coste.
Sulla riva orientale, si è formata una società in cui le donne, essendo le uniche che possono viaggiare regolarmente lungo il Fiume, hanno formato la corporazione del Fiume, che gestisce commerci e comunicazioni tramite le loro barche. Per questo motivo, costituiscono il sesso forte in un ribaltamento di ruoli. La satira non è lo scopo principale de “Il libro del fiume” ma in certi momenti Ian Watson sembra divertirsi a ribaltare certi stereotipi.
Globalmente però le società delle due coste sono il risultato coerente delle azioni della Corrente Nera. L’autore esamina due società che potrebbero nascere a causa di quell’influenza. Nel corso del romanzo, seguendo i viaggi di Yaleen il lettore può scoprire il loro funzionamento e i loro problemi.
Yaleen è una ragazza che riesce a realizzare il suo sogno e diventare marinaia ma i suoi viaggi la porteranno più lontano di quanto avrebbe potuto pensare. Per una serie di circostanze, si trova al centro di eventi che finiscono per stravolgere una società rimasta stabile per un tempo immemorabile. Ciò che cambia tutto è la fine della separazione tra le due coste.
Gli abitanti della riva orientale conoscono quelli della rive occidentale solo grazie a ciò che riescono a vedere tramite i loro telescopi. Ciò che vedono è tutt’altro che bello visto che la società di quella riva sembra composta da fanatici misogini. La scoperta di un modo per attraversare il Fiume apre la via ai contatti tra le due società, che è decisamente violento.
Yaleen si trova al centro di questi eventi rivoluzionari e ha la possibilità di scoprire molte cose sulla Corrente Nera, sul suo mondo e anche sulle origini dei suoi abitanti. “Il libro del fiume” contiene elementi tipici di Ian Watson dato che la percezione della realtà da parte della protagonista si espande nel corso del romanzo grazie alle sue scoperte.
Gli abitanti della costa orientale non conoscono le loro origini. Quando Yaleen ha la possibilità di parlare con abitanti della costa occidentale scopre le loro idee e grazie al suo contatto mentale con la Corrente Nera può aggiungere altri dettagli a quelle idee, che però non sono necessariamente complete né del tutto affidabili.
Ian Watson ama mescolare elementi scientifici con altri più mistici. Ne “Il libro del fiume” un elemento importante è una forma di trasmigrazione delle anime ma l’autore usa il termine ka, un riferimento al concetto che gli antichi egizi avevano dell’essenza vitale delle persone. La Corrente Nera è un essere fisico ma i suoi effetti sono in genere psichici e costituisce un altro elemento tipico di Watson, che spesso inserisce nei suoi romanzi strane creature che influenzano i protagonisti.
“Il libro del fiume” è narrato in prima persona da Yaleen, che scrive le sue avventure. Per questo motivo, è nettamente il personaggio più sviluppato mentre tutti gli altri, che vanno e vengono, sono descritti dal suo punto di vista. Il romanzo è breve per gli standard odierni e contiene parecchia azione e colpi di scena che tengono il ritmo alto. La storia ha una sua fine ma lascia una serie di fili narrativi aperti per il successivo romanzo della trilogia della Corrente Nera.
Ian Watson non è un autore facile da leggere perché nelle sue storie mescola moltissime idee, anche eterogenee. Non sempre il risultato è di successo ma secondo me “Il libro del fiume” è ben riuscito. Se vi piacciono i romanzi pieni di idee mescolate con grande fantasia, vi consiglio di leggere la trilogia della Corrente Nera. Il “Millemondi” intitolato “Corrente Nera” che include tutta la trilogia è disponibile su Amazon.

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