
Il romanzo “La lunga oscura pausa caffè dell’anima” (“The Long Dark Tea-Time of the Soul”) di Douglas Adams è stato pubblicato per la prima volta nel 1988. È il seguito di “Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 693 di “Piccola Biblioteca Oscar” nella traduzione di Marco e Didda Paggi.
Kate Schechter deve prendere un aereo ma quando è al check-in un’esplosione sconvolge la sua vita. Viene portata in ospedale, dove per fortuna non le viene riscontrato nulla di grave, tuttavia finisce coinvolta in una vicenda che diventa sempre più strana, soprattutto a causa di Thor, la divinità della mitologia norvegese.
Dirk Gently, l’investigatore olistico che opera sotto l’assunto che c’è una fondamentale connessione tra tutte le cose, è stato assunto da un cliente benestante perseguitato da un mostro. Poco convinto da questo e da altri particolari della storia del suo cliente, finisce per trovarsi coinvolto in una vicenda molto più complessa in cui incontra Kate Schechter e gli dei del Valhalla.
Un anno dopo il successo di “Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica”, Douglas Adams pubblicò un altro romanzo che ha come protagonista un investigatore privato i cui metodi sono ben diversi da quelli di Sherlock Holmes. “La lunga oscura pausa caffè dell’anima” è del tutto indipendente dal primo romanzo e tutto ciò che è necessario sapere su Dirk Gently viene spiegato perciò l’unica cosa di cui il lettore ha bisogno è di “sintonizzarsi” sullo stile di quest’autore davvero unico.
Douglas Adams ha sempre avuto la tendenza a scrivere romanzi con trame non sempre chiarissime, almeno all’inizio, pieni di momenti e battute divertenti. In “La lunga oscura pausa caffè dell’anima” questa tendenza viene portata all’estremo in una storia davvero surreale anche per gli standard di quest’autore.
I casi di Dirk Gently non sono mai normali ma ogni tanto anche lui trova un cliente che sembra semplicemente fuori di testa. Invece, stavolta l’uccisione del cliente lo coinvolge in una storia ancor più assurda di quanto potesse immaginare. La sua indagine lo porta ad avere a che fare con gli antichi dei del Valhalla.
In realtà, “La lunga oscura pausa caffè dell’anima” è per molti versi la storia di Kate Schechter più che quella di Dirk Gently. Come nel romanzo precedente, l’investigatore olistico sembra a volte quasi un personaggio secondario che si trova per caso coinvolto in vicende altrui. Questo ha senso se si pensa al suo approccio alla vita, che consiste nell’attendere che gli indizi su cosa fare gli si presentino piuttosto che andare a cercarli.
Per questo motivo, la trama è davvero frammentata e alla fine Douglas Adams cerca di mettere assieme i pezzi in maniera più o meno coerente. Sinceramente la mia impressione è che l’autore si sia concentrato troppo sui singoli momenti per creare situazioni divertenti finendo per trascurare un po’ il romanzo nel suo insieme.
Con un romanzo strutturato, o non strutturato, in questo modo, la risposta del lettore è più che mai soggettiva. “Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica” mi aveva già lasciato un po’ freddo, “La lunga oscura pausa caffè dell’anima” per me è stato complessivamente una delusione.
I personaggi sono un po’ sacrificati e il ritmo è tendenzialmente lento. Un romanzo come “La lunga oscura pausa caffè dell’anima” non va giudicato su queste basi dato che è sostanzialmente una commedia con elementi di fantascienza e fantasy. Tuttavia, personalmente ho trovato che queste caratteristiche hanno pesato sulla lettura.
Personalmente, mi vanno bene le commedie piene di momenti anche isolati costruiti per essere divertenti con battute frizzanti ma se non c’è dietro un po’ di trama coerente tendo a perdermi. Ho fatto l’abitudine allo stile di Douglas Adams ma “La lunga oscura pausa caffè dell’anima” è veramente troppo frammentario per i miei gusti, tanto da finire per offuscare molti momenti che dovrebbero essere divertenti.
Come “Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica”, “La lunga oscura pausa caffè dell’anima” è stato adattato per uno sceneggiato radiofonico. Invece, la breve serie televisiva ispirata a questo personaggio non utilizza la storia di questo secondo romanzo.
So che molti hanno apprezzato “La lunga oscura pausa caffè dell’anima”, purtroppo io l’ho trovato complessivamente noioso. Se vi è piaciuto “Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica” anche il suo seguito potrebbe fare per voi.
