Ristorante al termine dell’universo di Douglas Adams

The Ultimate Hitchhiker's Guide To The Galaxy, edizione americana, contenente i romanzi della serie della Guida galattica per gli autostoppisti. L'asciugamano non è incluso
The Ultimate Hitchhiker’s Guide To The Galaxy, edizione americana, contenente i romanzi della serie della Guida galattica per gli autostoppisti. L’asciugamano non è incluso

Il romanzo “Ristorante al termine dell’universo” (“The Restaurant at the End of the Universe”) di Douglas Adams è stato pubblicato per la prima volta nel 1980. È il secondo romanzo di una cosiddetta trilogia in cinque parti e segue “Guida Galattica per gli Autostoppisti“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 968 di “Urania”, nel n. 200 dei “Classici Urania”, nel n. 17 de “I Libri di Urania”, ne “I Blues”, all’interno del n. 41 de “I Massimi della Fantascienza”, nel n. 298 di “Piccola Biblioteca Oscar” e all’interno del n. 2278 di “Oscar Bestseller”, in tutti i casi nella traduzione di Laura Serra.

Zaphod Beeblebrox sta portando Arthur Dent, Ford Prefect e Trillian al ristorante al termine dell’universo quando l’astronave Cuore d’Oro viene attaccata da un’astronave Vogon. Purtroppo, il tentativo di Arthur di avere una tazza di te sta occupando tutta la potenza del computer di bordo perciò non è possibile utilizzare la propulsione di improbabilità infinita.

A Zaphod non resta che consultare i suoi defunti antenati e Zaphod Beeblebrox Quarto li salva. Zaphod si ritrova negli uffici della “Guida Galattica per gli Autostoppisti” su Ursa Minor Beta, dove trova l’androide Marvin. Assieme, cercano Zarniwoop e grazie a lui possono finalmente riunirsi agli altri viaggiatori e andare a cena al ristorante al termine dell’universo.

“Ristorante al termine dell’universo” è il secondo adattamento della serie radiofonica della “Guida Galattica per gli Autostoppisti”: il primo romanzo copre i primi quattro episodi, il secondo copre gli altri otto e inizia dove era finito il precedente. Lo sceneggiato radiofonico venne adattato nel formato letterario avendo fin dall’inizio l’intenzione di creare una serie perciò per godersela al meglio è necessario leggerla nell’ordine giusto.

“Guida Galattica per gli Autostoppisti” e “Ristorante al termine dell’universo” hanno una lunghezza quasi uguale e ciò fa capire quanto la seconda parte della storia sia stata riassunta. Alcuni episodi sono stati notevolmente tagliati e alcuni personaggi presenti nello sceneggiato radiofonico sono stati lasciati fuori dal romanzo.

Normalmente, una ristrutturazione del genere danneggia una trama rischiando di rendere il libro illeggibile ma stiamo parlando di un romanzo decisamente fuori dal normale. La storia raccontata di “Ristorante al termine dell’universo” è surreale e spesso demenziale perciò i salti improvvisi da un evento ad un altro e qualche buco nella trama non creano particolari danni. Certo, se si vuole conoscere la storia completa bisogna procurarsi la versione radiofonica.

In “Ristorante al termine dell’universo”, Douglas Adams continua le avventure dei personaggi introdotti nella “Guida Galattica per gli Autostoppisti” sviluppando anche gli elementi della storia di fondo. In una delle introduzioni, l’autore ci ricorda che la Terra era un computer che aveva lo scopo di trovare domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. Purtroppo, i Vogon avevano demolito il pianeta prima che la domanda potesse essere trovata e solo due esseri umani erano sopravvissuti.

Tra una gag esilarante e l’altra, anche in “Ristorante al termine dell’universo” ci sono elementi più filosofici. Quando Zaphod viene sottoposto alla terribile tortura del Vortice di Prospettiva Totale, Douglas Adams ci parla degli Oglarooniani, una specie “intelligente” che vive su un unico albero di noce spiegandoci che quelli che lasciano quell’albero sono stati cacciati perché hanno osato chiedersi se qualche altro albero potesse ospitare la vita o se gli altri alberi fossero qualcosa di più che allucinazioni.

Se per qualche lettore la metafora non dovesse essere chiara, Douglas Adams spiega che tutte le forme di vita della Galassia si sono rese colpevoli dello stesso errore in un modo o nell’altro. Il Vortice di Prospettiva Totale dà per un attimo la visione globale di tutta la creazione con un piccolissimo segnale che dice “Tu sei qui”. Questo è il motivo per cui il Vortice è insopportabile.

Questo brano di “Ristorante al termine dell’universo” è particolarmente significativo perché include il nucleo della filosofia del ciclo della Guida. L’universo è immenso, occasionalmente su un pianeta nascono forme di vita che possono raggiungere un certo livello di intelligenza ma si tratta di un incidente.

Zaphod si trova anche coinvolto nella missione di Zarniwoop di trovare chi realmente governa l’universo. È un altro elemento del romanzo che mischia demenzialità, arguzia e filosofia nel tipico stile di Douglas Adams.

La trama di “Ristorante al termine dell’universo” è piuttosto caotica ma forse anche per questo qualcuno la considera perfino migliore del primo romanzo della Guida. Io fatico a separare i due romanzi perché formano un’unica storia straordinaria la cui fama va ben oltre il campo della fantascienza. Per questo motivo, questo è uno di quei casi in cui davvero è necessario leggere entrambi i romanzi, anzi la cosa migliore è leggere tutto il ciclo.

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