I fantasmi nella macchina di Robert J. Sawyer

I fantasmi nella macchina di Robert J. Sawyer
I fantasmi nella macchina di Robert J. Sawyer (edizione americana)

Il romanzo “I fantasmi nella macchina” (“Ghosts in the Machine”) di Robert J. Sawyer è stato pubblicato per la prima volta nel 2025 come audiolibro e nel 2026 come libro. È il secondo libro della serie degli Scaricati e segue “Gli scaricati“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1752 di “Urania” nella traduzione di Francesca Noto.

Una parte dei terrestri sopravvissuti sta per intraprendere un viaggio verso Marte mentre un altro gruppo è in viaggio verso le stelle. Gli astronauti hanno effettuato un nuovo upload delle loro coscienze ma improvvisamente si trovano di fronte alle loro versioni più giovani.

Una verifica dello stato del sistema quantistico che permette alle menti degli astronauti di vivere al suo interno mostra che è entrato in crisi. Due versioni della stessa persona non possono convivere senza mandare in crisi il sistema ma quale versione va sacrificata? Un incidente sulla Terra cambia ulteriormente la situazione.

“I fantasmi nella macchina” riprende la storia più o meno dov’era terminata ne “Gli scaricati”. Robert J. Sawyer aveva finito il primo romanzo con una situazione complessa in cui vari gruppi tra i sopravvissuti dell’umanità avevano compiuto scelte molto diverse per il futuro.

Uno dei concetti alla base del primo romanzo era la possibilità di upload di una mente umana, anche come modo per preservarla quando un corpo viene messo in criostasi. In questo seguito, Robert J. Sawyer lo rende ancor più centrale e sembra voler esplorare le possibili variazioni sul tema. Forse anche troppo pensando che la storia era concentrata inizialmente sulla sopravvivenza dell’umanità e sulle reazioni di persone diversissime tra loro con forti elementi introspettivi.

L’autore ha mantenuto i diversi punti di vista di personaggi importanti ma non si tratta più di interviste. Per questo motivo, in questo seguito l’azione viene seguita direttamente e non raccontata come un resoconto successivo degli eventi. È un cambiamento fondamentale, anche perché Roscoe Koudoulian reagisce a ciò che gli succede in modo molto emotivo. L’impressione che ho avuto è che Robert J. Sawyer abbia puntato sul lato emotivo per coprire i problemi della trama.

Per Roscoe Koudoulian, la vita era già diventata una sorta di montagna russa e le cose sembrano peggiorare nella parte iniziale di questo seguito. È umano reagire alle traversie cercando la prima soluzione che sembra sensata, senza porsi tante domande. Tuttavia, certe conseguenze negative dovrebbero risultare ovvie a chi gli sta attorno ma nessuno sembra avere obiezioni alle sue scelte.

Ho trovato problematica anche la sottotrama legata allo “sdoppiamento” delle coscienze dei personaggi nel sistema virtuale. Letitia Garvey è quella che deve prendere le decisioni più difficili e almeno in questo caso mi sarei aspettato un maggiore sviluppo dei problemi etici e morali legati all’upload mentale e all’identità, anche perché sono normalmente temi interessanti delle storie di Robert J. Sawyer che includono questo tipo di trama.

Alla fine, i problemi dei personaggi, che sono presi tra passato e futuro, sembrano più una scusa per far avanzare la trama che un modo per sviluppare temi importanti. Di conseguenza, questioni personali come quella di Valentina mi sembrano sprecate e parti come quella legata alla colonia marziana rimangono troppo spesso sullo sfondo e usate quando è utile per far avanzare la trama.

I fantasmi nella macchina” ha un suo finale ma alcune parti della trama rimangono aperte per un possibile terzo romanzo. Se Robert J. Sawyer completerà quella che a quel punto sarà una trilogia, spero che la parte finale della storia abbia maggior profondità nello sviluppo dei temi. Il primo romanzo offriva qualche spunto di riflessione soprattutto sul futuro dell’umanità con varie scelte da parte di diversi gruppi, mentre questo seguito è davvero limitato da quel punto di vista.

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