
Il romanzo “Il Dominatore del Tempo” di Andrea Scavongelli è stato pubblicato per la prima volta nel 2025.
Lelana e Vicamac sono gli unici superstiti della distruzione del pianeta Tessev V: gli abitanti hanno preferito distruggerlo e morire con esso piuttosto che arrendersi agli invasori terrestri. L’Inquisitore Saulus sta conducendo un interrogatorio su una persona vicina a lui quando viene convocato da Papa Urbano X, il quale gli affida il comando di una missione sul pianeta Gaya. Lo scopo è di convertire i nativi per portarli nel Nuovo Sacro Romano Impero evitando un’altra distruzione.
Aion, il Dominatore del Tempo, ha modificato radicalmente la linea temporale inducendo gli esseri umani ad autodistruggersi in una guerra atomica nel XX secolo. Ciò ha salvato innumerevoli vite in giro per la galassia ma non può evitare ad Aion di sentire le grida dei miliardi di esseri umani che sono morti in seguito al suo intervento. Madre gli concede una seconda possibilità e Aion cerca di influenzare gli eventi in un modo più sottile.
“Il Dominatore del Tempo” è incentrato su eventi ambientati soprattutto nel 2426 Tempo Terrestre ma si tratta di eventi chiave che formano quello che può essere definito un momento chiave nella storia dell’umanità. Viaggi nel tempo e alterazioni della linea temporale ruotano attorno a quel periodo. Chi apprezza il progressive metal può apprezzare anche il collegamento con “The Chronomaster Project”.
Modificare una linea temporale per cancellare un evento tragico o, come in questo caso, prevenire l’ascesa di un governo dittatoriale come quello teocratico del Nuovo Sacro Romano Impero è un classico della fantascienza. Normalmente, quel tipo di alterazione rappresenta il culmine della trama mentre in genere un’alterazione che avviene all’inizio della storia è di tipo opposto. Invece, Andrea Scavongelli immagina una situazione in cui l’aggressività umana viene eliminata all’inizio ma non rappresenta una fine perché ha comunque causato conseguenze drammatiche con una guerra atomica sulla Terra.
In sostanza, Andrea Scavongelli utilizza i viaggi nel tempo e le loro conseguenze per sviluppare elementi etici e morali legati a quelle conseguenze. Aion, il Dominatore del Tempo, ha risolto il problema, per così dire, ma a un prezzo altissimo perché ha eliminato miliardi di esseri umani.
Il tentativo da parte di Aion di trovare una soluzione migliore al problema dell’umanità si inserisce anche nel sottogenere della fantascienza religiosa. Nel XXV secolo, l’aggressività umana si manifesta in un rinnovato imperialismo religioso in cui i pianeti vengono evangelizzati a tutti i costi. Alcune parti legate al lavoro dell’Inquisizione e alle attività belliche sul pianeta Gaya mostrano in modo brutale le conseguenze delle azioni del Nuovo Sacro Romano Impero.
In questa situazione, il ruolo dell’Inquisitore Saulus è centrale. Il romanzo include varie sottotrame che seguono diversi personaggi i cui destini si incrociano in vari modi e in vari momenti. Per aiutare il lettore a non perdersi nei meandri di queste sottotrame, l’autore ha specificato il momento e il luogo all’inizio di ogni capitolo. Ciò aiuta soprattutto a capire i vari aspetti e le conseguenze delle azioni di Saulus.
La trama de “Il Dominatore del Tempo” è secondo me ben congegnata e mostra diverse sfaccettature etiche e morali da parte di personaggi che mostrano una gran varietà di idee e opinioni. Andrea Scavongelli va oltre una banale contrapposizione tra buoni e cattivi offrendo posizioni diverse e a volte complesse, anche perché possono cambiare nel corso del tempo quando vengono influenzate da eventi importanti. È una caratteristica che eleva ulteriormente il valore di un romanzo offrendo spunti di riflessione. Per questi motivi, ne consiglio la lettura.
