Pianeta d’aria di Philip J. Farmer
Il romanzo “Pianeta d’aria” (“The Wind Whales of Ishmael”) di Philip J. Farmer è stato pubblicato per la prima volta nel 1971. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nel n. 37 di “Futuro. Biblioteca di Fantascienza” e nel n. 4 di “Biblioteca di Fantascienza” e da Mondadori nel n. 251 di “Urania Collezione”, in tutti i casi nella traduzione di Alfredo Pollini.
Ishmael è l’unico superstite della baleniera Pequod ma il destino sembra prendersi gioco di lui perché viene risucchiato in una fessura spazio-temporale che lo porta in un luogo che gli sembra totalmente alieno. Ci sono esseri umani mentre gli oceani sembrano essere svaniti, con la conseguenza che navi e animali fluttuano nell’aria.
Il Sole rosso è uno degli indizi che Ishmael è finito in un futuro lontanissimo. Incontra Namalee, una donna che è lei stessa una naufraga e gli insegna lingua e usanze del suo popolo. Scopre che i pochi umani che ancora vivono sulla Terra sono divisi in città in guerra tra loro. Finisce coinvolto in un’avventura piena di pericoli di vario tipo per aiutare Namalee a recuperare i sacri idoli rubati alla sua città.



