2018

Le ossa di Saltriovenator zanellai trovate (Immagine G. Bindellini / C. Dal Sasso / M. Zilioli / M. Auditore)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PeerJ” descrive lo studio di un dinosauro carnivoro di cui uno scheletro parziale venne scoperto nel 1996 vicino a Saltrio, nella provincia di Varese. Chiamato Saltriovenator zanellai, è stato classificato come parte del gruppo dei ceratosauri, dinosauri carnivori medio-grandi, da Cristiano Dal Sasso, Simone Maganuco e Andrea Cau. Visse quasi 200 milioni di anni fa e ciò lo rende il più antico ceratosauro scoperto finora e con una lunghezza stimata a circa 7,5 metri e probabilmente almeno una tonnellata di peso si tratta del più grosso dinosauro teropode dell’epoca. Le sue caratteristiche offrono informazioni sulle mani a tre dita degli uccelli.

Picnofibre di pterosauri (Immagine cortesia Yang et al)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” riporta la scoperta di due esemplari di pterosauro che vissero nell’odierna Cina circa 165-160 milioni di anni fa, durante il periodo Giurassico, dotati di filamenti chiamati picnofibre che costituiscono un vero e proprio piumaggio. Un team di ricercatori ha studiato al microscopio quelle picnofibre trovando quattro tipi diversi di piume concludendo che sono del tutto simili a quelle degli uccelli e a quelle trovate in fossili di dinosauri piumati.

I travagli politici del viaggio nel tempo di Gouthama Siddarthan

“I travagli politici del viaggio nel tempo” (“Kaalap payana Arasiyal”) di Gouthama Siddarthan è stato pubblicato per la prima volta nel 2018 con la versione italiana nella traduzione di Davide Mana.

Un po’ saggio sui viaggi nel tempo, un po’ commento a due racconti sull’argomento di due maestri della fantascienza come Ray Bradbury e Alfred Bester con l’aggiunta di qualche tocco di fantasia, “I travagli politici del viaggio nel tempo” è un’opera unica per gli intrecci tra le sue varie parti. Gouthama Siddarthan parte da Stephen Hawking e da un racconto del folklore indiano su un albero del tempo per fare qualche riflessione tra il serio e il faceto sulla natura del tempo.

Apex di Ramez Naam

Il romanzo “Apex” di Ramez Naam è stato pubblicato per la prima volta nel 2015. È il terzo libro della trilogia Nexus e segue “Crux”. Oltre il limite della mente”. Ha vinto il premio Philip K. Dick. È al momento inedito in Italia.

Kaden “Kade” Lane ha eliminato la backdoor di Nexus che può permettere a qualche malintenzionato che la scopre di prendere letteralmente possesso di persone che l’hanno installato nel proprio cervello ma deve trovare il modo di diffondere l’aggiornamento. Per farlo, deve prima evitare di finire nelle mani del governo americano e la sua speranza potrebbe venire dall’India.

Negli USA è ormai tempo di elezioni presidenziali, un voto che determinerà il futuro come raramente è successo nel corso della storia della nazione. Il presidente John Stockton è ben deciso a farsi rieleggere e mantenere severe leggi anti-Nexus ma il segreto del laboratorio in cui sono stati compiuti esperimenti su bambini con Nexus è trapelato scatenando forti proteste con una fazione a gettare benzina sul fuoco. Un nuovo fronte viene aperto con la Cina con accuse reciproche di interferenze nella politica interna, chi ha interesse a uno scontro tra le due nazioni?

Philip Kindred Dick nacque il 16 dicembre 1928 a Chicago, nell’Illinois, negli USA. Fin dall’inizio della sua carriera, Philip K. Dick offrì ai suoi lettori storie in cui il confine tra realtà e apparenza è molto labile o addirittura la realtà è tutt’altro che certa come “L’occhio nel cielo” (“Eye in the Sky”) del 1957, “Tempo fuor di sesto”, conosciuto anche come “Il tempo si è spezzato”, “L’uomo dei giochi a premio” o “Tempo fuori luogo” (“Time Out of Joint”) del 1959, “La svastica sul sole”, conosciuto anche come “L’uomo nell’alto castello” (“The Man in the High Castle”) del 1962, vincitore del premio Hugo, e “La penultima verità” (“The Penultimate Truth”) del 1964. Da questo punto di vista “Ubik”, conosciuto anche come “Ubik, mio signore” (“Ubik”) del 1969 rappresenta per certi versi il culmine.

All’inizio degli anni ’80 Philip K. Dick lavorò alla sceneggiatura di “Blade Runner” ma morì il 2 marzo 1982 dopo un ictus. Per sua richiesta, venne sepolto accanto alla sorella gemella. Dopo la sua morte la sua fama crebbe notevolmente con una nuova ondata di ristampe dei suoi romanzi, la pubblicazione di alcuni rimasti inediti quand’era in vita e la produzione di film e telefilm tratti dalle sue opere. Dick è diventato oggetto di studio, anche come precursore del postmodernismo, con una fama che da tempo è andata ben oltre il campo della fantascienza.