
Il romanzo “La stirpe di Nettuno” (“Neptune’s Brood”) di Charles Stross è stato pubblicato per la prima volta nel 2013. È ambientato nello stesso universo narrativo di “I figli di Saturno“. In Italia è stato pubblicato nel n. 1688 di Urania nella traduzione di Davide De Boni.
Krina Alizond-114 è una studiosa della storiografia della pratica di ragioneria che dovrebbe compiere uno studio assieme alla sorella Ana. Tuttavia, la sorella è scomparsa e a Krina non resta che cercare un’astronave che viaggi verso il pianeta Shin-Tethys nella speranza di poterla trovare o comunque scoprire cosa le sia successo.
Non ci sono molte astronavi che viaggiano verso la destinazione di Krina perciò deve adattarsi a viaggiare assieme alla Chiesa dei Fragili, che ha lo scopo di diffondere nuovamente gli esseri umani. A sua insaputa, una stalker la sta seguendo e per di più durante il viaggio l’astronave viene intercettata da pirati che conoscono Ana.
“La stirpe di Nettuno” è ambientato molti secoli dopo “I figli di Saturno” perciò può essere considerato un suo seguito solo in senso lato ma la sua storia non è una seguito della precedente. Per questo motivo non è indispensabile aver letto il primo romanzo ma ciò può fornire maggiori informazioni sul futuro del sistema solare dopo l’estinzione degli esseri umani e sulla civiltà dei robot che li hanno sostituiti.
Il confronto tra Freya Nakamichi-47, la protagonista “I figli di Saturno” e Krina Alizond-114, la protagonista di “La stirpe di Nettuno”, aiuta a capire cos’è rimasto simile dopo tutti quei secoli e cos’è cambiato. I robot si sono evoluti nel corso del tempo, hanno cominciato a chiamare se stessi metaumani e hanno colonizzato una serie di sistemi stellari.
La civiltà interstellare dei metaumani è fondata su un complesso sistema economico basato su una criptovaluta. La prima parte del romanzo è più che altro una scusa per permettere a Charles Stross di spiegare il funzionamento dei vari meccanismi che regolano le transazioni finanziarie attraverso il diario di Krina.
Questa scelta è importante ma per i lettori potrebbe essere un problema nel senso che nella prima metà del romanzo ci sono pochi eventi e tra di essi Krina sostanzialmente dà lezioni. Ciò permette non solo di capire meglio la storia della civiltà metaumana ma getta anche le basi per la parte più importante della storia che viene sviluppata nella seconda metà del romanzo.
Tra una lezione di economia e una di storia, Krina finisce in qualche guaio. La storia inizia con la protagonista alla ricerca della sorella Ana, c’è una stalker che la insegue per motivi che verranno spiegati nel corso del romanzo, sull’astronave che la trasporta verso il pianeta Shin-Tethys ci sono problemi con l’equipaggio e dopo qualche tempo vengono abbordati da un gruppo di pirati.
Fin dall’inizio il tono della narrazione è tendenzialmente leggero. Le premesse della trama sono drammatiche ma lo sviluppo è pieno di umorismo con elementi satirici. I pirati sono anche assicuratori e Sondra Alizond-1, la matriarca della “famiglia” di Krina e Ana, è un personaggio decisamente sopra le righe.
Le tante spiegazioni fornite da Krina aiutano anche a capire la storia della colonia di Atlantis, che circa duemila anni prima aveva cessato qualsiasi contatto con gli altri sistemi. Dopo alcuni insuccessi nel contattare la colonia, era stata considerata la più grande truffa della storia dell’umanità e dei suoi discendenti ma nessuno era mai riuscito a spiegarla pienamente e soprattutto a trovare i colpevoli.
La trama, che inizalmente sembra una scusa per permettere a Krina di mostrare le sue conoscenze, diventa progressivamente complessa con la rivelazione di segreti dopo segreti e altri colpi di scena. Per un romanzo per molti versi umoristico e satirico, “La stirpe di Nettuno” è davvero complesso e questo è sia un pregio che un difetto.
La storia che abbraccia eventi distanti duemila anni tra colonizzazione ed economia interstellare è un crimine degno delle più grandi menti diaboliche e non posso fare a meno di ammirare Charles Stross per aver scritto un romanzo del genere. D’altra parte, lo sviluppo risulta caotico e a volte pesante, anche perché tutto ciò è concentrato in un libro che nella sua edizione paperback è lungo meno di 350 pagine.
Il risultato è un romanzo con un ritmo molto diseguale, che alterna momenti d’azione intensa a capitoli dedicati quasi interamente alle lezioni di Krina. I personaggi sono abbastanza sacrificati perché in un libro non molto lungo per gli standard odierni non rimane molto spazio per svilupparli.
Per queste sue caratteristiche, “La stirpe di Nettuno” è un tipo di romanzo che può provocare reazioni più che mai soggettive. Pur essendo un fan di Charles Stross, non l’ho trovato tra i suoi romanzi più riusciti perciò ve lo consiglio solo se siete pronti ad affrontarne le difficoltà.
