
Il romanzo “Coyote Rising” (“Coyote Rising”) di Allen Steele è stato pubblicato per la prima volta nel 2004 mettendo assieme vari racconti pubblicati separatamente tra il 2003 e il 2004 e successivamente rivisti per l’edizione come libro. È il secondo romanzo della serie Coyote e segue “Coyote“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1664 di “Urania” nella traduzione di Giulia Failla. È disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK
e in formato ePub su IBS.
Su Coyote, una delle lune di un pianeta gigante gassoso nel sistema di 47 Ursae Majoris, a 46 anni luce dalla Terra, arriva un’altra astronave che trasporta nuovi coloni. Quasi tutti gli abitanti della prima colonia fondata dopo l’arrivo della URSS Alabama decidono di non sottomettersi all’ideologia collettivista e fuggono per continuare a vivere a modo loro.
La Matriarca Luisa Hernandez, che gestisce la nuova colonia collettivista, sperava di contare sulla collaborazione dei primi coloni ma deve invece affrontare la loro ribellione. Inizialmente, gli scontri tra le due fazioni sono limitati ma nel corso del tempo la situazione diventa sempre più tesa.
“Coyote” era la storia di una spedizione interstellare e della colonizzazione di un nuovo mondo. “Coyote Rising” è la storia del conflitto tra i primi coloni arrivato sull’astronave URSS Alabama e quelli della successiva ondata guidati da autorità che hanno lo scopo di instaurare sul nuovo mondo un regime collettivista come quello che hanno lasciato sulla Terra.
Come il primo romanzo, anche “Coyote Rising” è derivato da una serie di racconti con la conseguenza che la storia è un po’ frammentata. I vari episodi sono raccontati a volte in prima persona dal punto di vista di un personaggio importante per quella particolare storia e a volte in terza persona. Anche in questo secondo romanzo sono molto diversi tra loro perciò a persone diverse piaceranno, o non piaceranno, parti diverse.
Fin dall’inizio della serie gli elementi politici connessi alla storia futura della Terra sono importanti. Il Capitano Robert E. Lee aveva guidato la fuga di un gruppo di persone da un regime totalitario per cercare un nuovo inizio su Coyote. Quando i rappresentanti di un nuovo regime arrivano per prendere il potere, i primi coloni abbandonano la loro città per andarsi a nascondere in un’altra regione di quel mondo.
Nonostante l’importanza del tema politico, esso non è particolarmente approfondito ma viene sostanzialmente usato per alimentare i conflitto tra i due gruppi di coloni. Alla fine di “Coyote”, la Matriarca Luisa Hernandez sembra davvero aspettarsi che le persone che erano già lì accettino tranquillamente di sottomettersi all’ideologia collettivista. Quando ciò non avviene, non sembra saper gestire la situazione.
Alla fine, Hernandez è un esempio di cattivo alquanto superficiale, poco capace nella gestione di una colonia in crescita con l’arrivo di nuove astronavi e sempre più ottusa nella gestione del conflitto con i primi coloni. Tra i nuovi arrivati ci sono quelli che preferiscono cercare di unirsi ai ribelli, rendendo la situazione ancor peggiore.
Gli elementi positivi del romanzo arrivano dalle storie del gruppo di Robert E. Lee ma anche da quelle di alcuni dei nuovi arrivati. La colonia si sviluppa in maniera caotica e gli slogan collettivisti non bastano a mantenere l’ordine ma ci vogliono le armi del distaccamento militare per evitare l’anarchia. Le storie di coloni vecchi e nuovi si mescolano sempre di più in maniere diverse e a volte sorprendenti.
I temi politici e sociali sono quelli più importanti in “Coyote Rising” ma ci sono anche le arti e alle scienze, in particolare con le storie della musicista Allegra DiSilvio e dell’architetto James Alonzo Garcia. Essi permettono ad Allen Steele di sviluppare personaggi e altri temi dando al romanzo maggior profondità.
Complessivamente, pregi e difetti di “Coyote Rising” mi sono sembrati più o meno gli stessi del primo romanzo perciò il lettore può già avere un’idea di cosa può aspettarsi. Ancora una volta, il risultato è tutt’altro che perfetto ma comunque godibile perciò se vi è piaciuto “Coyote” secondo me apprezzerete anche questo seguito.

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