I trilobiti erano eccellenti predatori mezzo miliardo di anni fa

Ricostruzione dell'attacco di un trilobite a una creatura vermiforme (Immagine cortesia Stacy Turpin Cheavens of the Department of Orthopaedic Surgery, University of Missouri)
Ricostruzione dell’attacco di un trilobite a una creatura vermiforme (Immagine cortesia Stacy Turpin Cheavens of the Department of Orthopaedic Surgery, University of Missouri)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology” descrive una ricerca su fossili davvero eccezionali perché hanno mantenuto negli antichissimi sedimenti oceanici le tracce lasciate nel periodo Cambriano da trilobiti e dalle loro prede, creature dall’aspetto di vermi. La loro analisi svela i comportamenti predatori dei trilobiti, che erano già sofisticati oltre mezzo miliardo di anni fa.

I trilobiti erano artropodi che ebbero notevole successo nel corso dell’era paleozoica scomparendo solo nella devastante estinzione che alla fine del periodo Permiano ridusse la Terra quasi a un pianeta morto. C’erano parecchie migliaia di specie di trilobiti classificate in una loro classe chiamata Trilobita. Nel periodo Cambriano, tra 541 e 485 milioni di anni fa, ci fu invece la più grande diffusione di specie vista nella storia della Terra e i trilobiti furono tra i protagonisti.

Molte ricerche geologiche e paleontologiche sono state condotte nelle Saint Francois Mountains, una catena montuosa del sud-est dello Stato del Missouri. Nel Cambriano, esse erano isole in un oceano in cui vivevano anche trilobiti e creature che assomigliavano ai vermi odierni perciò. Oltre a fossili di questi animali a volte è possibile trovare anche le tracce fossili delle loro tane e di impronte lasciate nei sedimenti.

In questa ricerca, è stata fondamentale la scoperta di tracce lasciate da trilobiti che intersecavano con quelle delle loro prede vermiformi. Generalmente, in un sito si trovano solo alcune di queste situazioni ma uno di essi è diverso, con centinaia di punti in cui tracce di trilobiti si intersecavano con tane di creature vermiformi. Per quel motivo, 82 lastre sono state prelevate dalle rocce per poter studiare le interazioni tra quegli antichissimi animali.

È così che James Schiffbauer and John Huntley, assistenti professori di scienze geologiche al College of Arts and Science della Missouri University (MU), hanno condotto una ricerca per analizzare le lastre prese da quel sito. Il loro team ha studiato le lastre con tecniche sofisticate come scansioni laser tridimensionali e analisi digitali delle fotografie. Esse hanno permesso di trovare le antichissime tane e tracce lasciate dai trilobiti e dalle loro prede.

La scoperta è interessante perché le tracce hanno permesso ai ricercatori di ricostruire le tecniche predatorie di quei trilobiti. Precedenti studi condotti alla MU avevano rivelato che i trilobiti avevano occhi molto grandi perciò i ricercatori stavano cercando anche indizi che rivelassero l’uso che ne facevano.

Le analisi statistiche delle tracce suggeriscono che i trilobiti erano selettivi nella ricerca delle prede, preferendo quelle piccole. Il loro attacco avveniva dall’alto ma con un angolo ridotto in modo da sfruttare le loro molte zampe per migliorare le possibilità di afferrar saldamente le prede. I grandi occhi probabilmente miglioravano la loro capacità di trovare le tracce delle tane delle loro prede.

Il comportamento predatorio ricostruito è sofisticato e significa che questi trilobiti erano già evoluti da questo punto di vista. Questa ricerca mostra che già mezzo miliardo di anni fa c’erano animali che avevano sviluppato alcune capacità strategiche nei loro attacchi alle loro prede confermando l’importanza della predazione nell’evoluzione.

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