
Il romanzo “Marziani, andate a casa!” (“Martians, Go Home!”) di Fredric Brown è stato pubblicato per la prima volta nel 1955. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice La Tribuna nel n. 2 di “Galassia”, da Fanucci nel n. 49 di “Futuro. Biblioteca di Fantascienza” e nel n. 4 di “Economica Tascabile”, da Mondadori nel n. 265 dei “Classici Urania” e da Delos Books nel n. 56 di “Odissea Fantascienza”. Edit. È stato pubblicato di nuovo da Mondadori nel n. 163 di “Urania Collezione”.
Luke Devereaux è uno scrittore di fantascienza che, dopo aver divorziato, sta cercando di iniziare un nuovo romanzo. Per trovare l’ispirazione, va in un cottage isolato e beve qualche alcolico bello forte ma proprio quando sembra sulla strada giusta, davanti a lui appare un marziano, un omino verde classico, che comincia a irriderlo.
Luke pensa di essere impazzito e deve abbandonare il tentativo di scrivere ma quando raggiunge la prima città scopre che milioni di marziani sono improvvisamente apparsi su tutto il pianeta. Da parte loro non sono stati commessi veri atti di ostilità ma sono estremamente litigiosi e spiano tutto ciò che fanno i terrestri. Come se non bastasse, cominciano a spifferare i segreti altrui gettando l’umanità nel caos.
Negli anni ’50, le invasioni aliene erano già un cliché della fantascienza e Fredric Brown lo utilizzò in maniera umoristica. In “Marziani, andate a casa!”, gli alieni, che hanno il classico aspetto di omini verdi, non invadono militarmente la Terra ma si limitano ad apparire in massa dovunque nel mondo apparentemente per divertirsi alle spese degli esseri umani.
I marziani sono in grado di teletrasportarsi dovunque ed è impossibile fermarli. Non sembrano neppure del tutto reali perché i loro corpi non sono solidi ma la loro presenza può essere registrata. Possono vedere al buio e oltre qualsiasi barriera, di conseguenza per gli esseri umani non può esserci più alcuna privacy e qualsiasi segreto può diventare di dominio pubblico.
L’unico scopo dei marziani sembra infatti divertirsi alle spese degli esseri umani e rivelare tutti i loro segreti, dai grandi segreti politici e militari a quelli piccoli come i tradimenti all’interno di una coppia, è uno dei loro modi principali per farlo.
Le storie umoristiche contengono spesso elementi seri e “Marziani, andate a casa!” è una satira dei vizi umani. Nessuno viene risparmiato, a cominciare dall’industria dell’intrattenimento che negli anni ’50 era già così importante nel mondo occidentale. I marziani trovano spassoso intervenire nelle trasmissioni in diretta disturbando speaker e attori. L’impossibilità di continuare con queste trasmissioni contribuisce a causare rapidamente una crisi economica.
Fredric Brown parla anche dei problemi del resto del mondo: ad esempio, nei regimi comunisti l’ossessione per la segretezza riceve un colpo devastante dall’intervento dei marziani mentre nelle tribù più primitive il problema è la caccia perché i marziani si divertono a spaventare le prede.
Nel caos che ne deriva, l’unico elemento positivo è che la guerra è resa quasi impossibile perché i marziani rivelano i segreti militari di tutte le nazioni ai loro nemici. Anche sparare a qualcuno diventa davvero difficile con qualche marziano che si mette di mezzo infastidendo in tutti i modi i soldati.
Inevitabilmente, però, “Marziani, andate a casa!” si concentra sulla società americana, seguendo in particolare la vicenda dello scrittore di fantascienza Luke Devereaux. La sua carriera è finita perché nessuno vuole più leggere storie di fantascienza e per lui la situazione diventa difficile negli U.S.A. che in pochissimo tempo cadono in una crisi economica, come anche la maggior parte delle altre nazioni.
“Marziani, andate a casa!” è un romanzo ardito per gli anni ’50 perché parla anche delle attività sessuali degli umani. L’arrivo dei marziani e la conseguente scomparsa della privacy porta ad una crisi anche da quel punto di vista, anche per l’impossibilità di mantenere segreta una relazione.
In tutto il mondo, ricercatori tentano di capire l’origine e la natura dei marziani per trovare il modo di scacciarli dalla Terra. Ciò da modo a Fredric Brown di fare satira anche sulla psicoanalisi e sulle teorie riguardanti gli avvistamenti di UFO e alieni ma anche di riflettere sulla natura della realtà.
Alla fine di “Marziani, andate a casa!” non viene rivelata l’origine dei marziani e Fredric Brown aggiunse un poscritto per spiegarla. In realtà, in un romanzo del genere non sarebbe stato davvero necessario ma l’autore lo fece su richiesta del suo editore.
Nel 1989, da “Marziani, andate a casa!” è stato tratto un film che però è considerato di pessima qualità, molto al di sotto del livello del romanzo. In Italia è stato distribuito con il titolo “Balle spaziali 2 – La vendetta” ma non ha nulla a che fare con “Balle spaziali”.
“Marziani, andate a casa!” è un grande classico della fantascienza umoristica che non può mancare nella collezione degli appassionati di questo genere ma può essere apprezzato da tutti.

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