
Il romanzo “Zoe’s Tale” di John Scalzi è stato pubblicato per la prima volta nel 2008. Fa parte della serie “Old Man’s War”. È al momento inedito in Italia.
Zoë Boutin-Perry vive sulla colonia di Huckleberry assieme ai suoi genitori adottivi John Perry e Jane Sagan. La loro vita sembra tranquilla dopo che da bambina Zoë ha perso i suoi genitori biologici e i suoi genitori adottivi hanno trascorso anni combattendo nelle Forze di Difesa Coloniale (FDC). La situazione cambia quando a John Perry e Jane Sagan viene loro offerto di dirigere una nuova colonia sul pianeta Roanoke, un progetto importante per l’Unione Coloniale.
John e Jane accettano e i due vengono inviati verso il pianeta da colonizzare assieme a Zoë e ai due Obin che la accompagnano sempre per proteggerla da qualsiasi pericolo. Gli alieni però sembrano avere informazioni sulla nuova colonia che gettano un’ombra sul progetto. La situazione diventa più complicata quando l’astronave arriva a destinazione e il capitano si rende conto che non si tratta del pianeta giusto nonostante il fatto che la rotta fosse stata tracciata regolarmente.
Le maggiori critiche al romanzo “The Last Colony” riguardavano la sparizione improvvisa dei nativi del pianeta Roanoke. Allo stesso tempo, John Scalzi aveva ricevuto parecchie richieste di scrivere una nuova storia dedicata a Zoë. Alla fine, mettendo tutto assieme, l’autore decise di scrivere un romanzo che raccontava nuovamente la storia di “The Last Colony” ma in prima persona dal punto di vista della ragazza.
La scelta di John Scalzi non era certo facile. Raccontare un’altra volta la stessa storia rischia di annoiare i lettori che l’hanno già letta e raccontarla dal punto di vista di un’adolescente in maniera convincente è impegnativo. Il fatto che Zoë avesse avuto un ruolo importante in “The Last Colony” era d’aiuto perché ha permesso all’autore di raccontarlo.
Quando John Scalzi aveva iniziato la serie “Old Man’s War”, Robert A. Heinlein era stato la sua principale fonte di ispirazione. Anche “Zoe’s Tale” sembra trarre ispirazione dal grande maestro, che nella sua carriera aveva scritto vari “juvenile”. Zoë non è esattamente la Podkayne di “Una famiglia marziana” ma è impossibile scrivere un romanzo di fantascienza di questo tipo senza pensare alle storie di Heinlein.
Secondo me lo scoglio maggiore nella lettura di “Zoe’s Tale” è la parte iniziale. È la parte in cui lo stile è più adolescenziale, nel senso che i problemi di Zoë sono in buona parte quelli di una normale ragazza. È anche la parte più verbosa perché la protagonista si dilunga molto nel raccontare ciò che le succede e ciò che prova perciò il ritmo è inizialmente lento.
Fortunatamente, questa parte iniziale non è una noia completa. John Scalzi la utilizza anche per fornirci nuovi dettagli sulla storia di Zoë precedente all’inizio di questo romanzo e sul suo rapporto con gli Obin visto dal suo punto di vista. La sua vita è stata davvero complicata ma nelle sue apparizioni nei precedenti romanzi della serie ciò che era stato rivelato era stato raccontato da altri personaggi. “Zoe’s Tale” dà sicuramente una prospettiva interessante da questo punto di vista perché coinvolge molto di più anche gli Obin.
Nell’universo narrativo della serie “Old Man’s War” ci sono tante specie aliene e le informazioni fornite su di esse da John Scalzi sono frammentarie. “Zoe’s Tale” dà modo all’autore di fornire molte più informazioni sugli Obin ma anche sui Consu, la potentissima specie che li creò usando l’ingegneria genetica su una specie non senziente.
Questo secondo me è il maggior successo di “Zoe’s Tale” assieme alla narrazione di alcuni eventi di “The Last Colony” che erano rimasti oscuri. John Scalzi fornisce una spiegazione molto più dettagliata della scomparsa dei nativi del pianeta Roanoke. A me la storia che li riguarda sembra ancora uno spreco ma almeno ora ha un po’ più senso.
Una storia che ha tra le sue fonti di ispirazione i juvenile di Robert A. Heinlein non poteva non essere anche un romanzo di maturazione. Dopo un inizio a volte leggero con tanti problemi tipici degli adolescenti, le cose diventano sempre più serie. La nuova colonia di Roanoke deve affrontare pericoli di vario genere e Zoë finisce per essere coinvolta in prima persona nella lotta per la sua salvezza.
Chi ha già letto “The Last Colony” sa già come va a finire la storia e conosce anche l’importanza del ruolo di Zoë. In “Zoe’s Tale” possiamo finalmente apprezzare le sue azioni e conoscere una parte della storia che non era stata raccontata perché John Perry non la conosceva.
Alla fine, secondo me “Zoe’s Tale” è un buon complemento a “The Last Colony”. Ha i suoi difetti e inevitabilmente la storia è ripetitiva per chi ha già letto il primo romanzo per cui non è indispensabile. Per i suoi contenuti nuovi è comunque un romanzo che consiglio ai fan della serie “Old Man’s War”.

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