
Il romanzo “Dark Matter” (“Dark Matter”) di Blake Crouch è stato pubblicato per la prima volta nel 2016. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nella traduzione di Annalisa Garavaglia.
Jason Dessen si prepara a tornare a casa sua per trascorrere la serata con la moglie Daniela e il figlio Charlie quando viene rapito da un uomo misterioso. Drogato e chiuso in un luogo che non conosce, si risveglia in un centro di ricerca in cui delle persone gli dicono che è l’unico a essere tornato.
A dir poco confuso, Jason cerca di capire perché le persone attorno a lui si aspettino rivelazioni scientifiche da lui. Anni prima aveva lavorato come fisico quantistico ma da tempo fa l’insegnante universitario. Peggio ancora, sembra non essere sposato. Va alla ricerca di Daniela ma la faccenda diventa pericolosa.
Come sarebbe la nostra vita se avessimo fatto scelte diverse? Questo tema è stato esplorato in molte storie basate sull’esistenza di universi paralleli. L’interpretazione a molti mondi predice la nascita di nuovi universi da ogni risultato di qualsiasi evento. “Dark Matter” si basa su questo concetto per raccontare la storia di Jason Dessen, un insegnante che ogni tanto si chiede come sarebbe la sua vita se avesse continuato a dedicarsi alla ricerca nel campo della fisica quantistica.
Per i lettori che hanno già una certa esperienza con questo tipo di storia, la prima parte di “Dark Matter” può risultare fin troppo basata sui cliché legati a personaggi che scoprono l’esistenza di un multiverso. Da un fisico che ha condotto ricerche in quel campo, ci si aspetterebbe che capisse rapidamente la sua situazione. Passi lo shock iniziale, anche dovuto alle droghe che gli sono state iniettate, ma successivamente sembra abbastanza ostinato nel pensare di avere qualche problema di salute, fisico o mentale.
In questa parte iniziale, il ritmo forsennato è un pregio perché la si legge molto rapidamente. Blake Crouch usa uno stile pieno di paragrafi composti da singole frasi brevi che sottolinea quel ritmo ma inevitabilmente mette al centro l’azione. Ciò rappresenta un vantaggio per chi non conosce nulla di fisica quantistica e deve leggere solo qualche cenno molto elementare sull’argomento che è stato inserito perché è utile alla trama.
Secondo me il romanzo migliora nella seconda metà, quando Blake Crouch esplora le ramificazioni dell’interpretazione a molti mondi. Una trama che tutto sommato era lineare diventa per così dire caleidoscopica e per Jason Dessen la situazione si fa decisamente più complessa. Un altro passo in avanti è dato dal fatto che la confusione iniziale del protagonista viene sostituita da un progressivo tentativo di pianificare i suoi tentativi di tornare nella sua linea temporale.
Lo stato mentale di Jason Dessen è un altro elemento centrale in questo romanzo. Anche nei giorni iniziali di confusione, la sua priorità è quella di tornare dalla moglie Daniela e dal figlio Charlie. Per questo motivo, i momenti che per lui sono più devastanti dal punto di vista mentale sono quelli in cui si scontra con una realtà che è molto diversa dalla sua, soprattutto per quanto riguarda il suo rapporto con Daniela.
Per queste caratteristiche, “Dark Matter” è un romanzo che si legge a una velocità notevole, in un tempo in cui normalmente si legge un romanzo lungo la metà di questo. È basato sull’azione e sul lato emotivo e sentimentale del protagonista e ciò lo rende facile da apprezzare per chi normalmente non legge fantascienza. Per questo motivo, non sono sorpreso che ne abbiano tratto una serie televisiva. Non l’ho vista, perciò non posso fare commenti su di essa. Consiglio la lettura del romanzo a chi è interessato a questo tipo di storia.
