
Il romanzo “Ninefox Gambit” di Yoon Ha Lee è stato pubblicato per la prima volta nel 2016. È il primo libro della serie The Machineries of Empire. È inedito in Italia.
Il Capitano Kel Cheris ha vinto una battaglia contro gli eretici ma è caduta in disgrazia perché ha utilizzato una strategia non ortodossa. Nell’Esarcato tutto segue precise regole e la loro violazione può essere anche considerato un tradimento e punito con l’inclusione tra i condannati durante i rituali di tortura a morte.
Il Comando Kel offre a Cheris una possibilità di redenzione dimostrando la sua fedeltà all’Esarcato. La proposta di Cheris è di riprendere una fortezza spaziale che è stata conquistata dagli eretici usando i consigli di Shuos Jedao, un generale vissuto secoli prima che non ha mai perso una battaglia. Jedao è considerato un traditore la cui coscienza viene mantenuta disponibile e per Cheris lavorare con lui è un compito molto rischioso.
Questa serie può essere etichettata come fantascienza militare ma è davvero unica. Yoon Ha Lee getta il lettore in un universo narrativo rigidamente regolato nell’utilizzo di quelle che vengono chiamate tecnologie esotiche, le quali funzionano secondo precise regole matematiche che richiedono la fede dei cittadini. Sembra un caso in cui tecnologie sufficientemente avanzate sono indistinguibili dalla magia dato che le uniche descrizioni mescolano numeri e fede.
L’unicità di quest’universo narrativo può rendere la lettura difficile perché non vengono date spiegazioni delle tecnologie esotiche. Yoon Ha Lee si limita a inserire riferimento dopo riferimento, a volte in modo molto dettagliato. L’autore lascia che il lettore capisca il senso di tutto ciò dal contesto e dai commenti dei personaggi. Le azioni e il linguaggio dei personaggi sono determinati da quel sistema di riferimento pieno di regole e rituali che dà per scontate basi che non vengono spiegate.
Le regole dell’Esarcato non vengono mai descritte come una religione ma i ribelli vengono descritti come eretici. Alcune attività ricordano le teocrazie, in particolare il trattamento di chi viene considerato un traditore, degno delle più brutali cacce alle streghe. La rigidità di regole e rituali li rende certamente molto simili a una religione, con tutte le conseguenze del caso.
Lo scontro tra Esarcato e ribelli riguarda diversi sistemi di regole matematiche e la metafora che ne deriva è quella di una partita a carte in cui i contendenti cercano di dimostrare che le loro regole sono le migliori. Dal punto di vista del lettore, lo scontro può sembrare senza senso ma in un sistema che funziona grazie all’accordo dei suoi partecipanti le regole devono essere condivise e non possono essere mai messe in discussione. È una situazione in cui ogni differenza di opinione è inaccettabile perché va a minare le basi di qualsiasi attività.
La situazione di Jedao è un altro caso che ha un sapore più fantasy che fantascientifico. Il generale viene descritto come non-morto ed è una sorta di spettro che usa il corpo di qualcun altro, in questo caso di Cheris, come mezzo per comunicare con gli altri.
Tutto ciò viene usato in una trama che sarebbe perfino banale se non fosse sviluppata all’interno di un sistema molto particolare con un linguaggio derivato da quel sistema. Anche i protagonisti sono costruiti soprattutto su qualche cliché ma agiscono in quell’universo narrativo unico. C’è comunque tensione nella storia perché Cheris si gioca tutto in un’impresa difficile e sa che non può fidarsi di Jedao.
A seconda di quanto il lettore venga coinvolto nella storia, “Ninefox Gambit” può essere un’esplorazione intrigantissima di tutto ciò che riguarda l’Esarcato e le sue fazioni oppure una pesantissima e incomprensibile lettura. Prendere o lasciare. Il romanzo ha un finale aperto a sviluppi che arriveranno nei seguiti perciò dovete essere aperti all’immersione in quell’universo narrativo per leggere tutta la serie. È disponibile su Amazon.
