
Il romanzo “La trasmigrazione di Timothy Archer” (“The Transmigration of Timothy Archer”) di Philip K. Dick è stato pubblicato per la prima volta nel 1982. In Italia è stato pubblicato da Interno Giallo / Mondadori all’interno de “La trilogia di Valis”, da Mondadori nel n. 232.1 di “Piccola Biblioteca Oscar” e da Fanucci nel n. 32 di “Collezione Dick” e all’interno de “La trilogia di Valis” nella traduzione di Vittorio Curtoni.
Il vescovo Timothy Archer ha idee decisamente poco ortodosse riguardo alla storia della cristianità e alla storia stessa di Gesù di Nazareth. La scoperta di rotoli Zadochiti fa sospettare che già due secoli prima ciò che gli viene attribuito fosse già predicato. Per scoprire la verità e l’anokhi di cui parlano i rotoli, Archer vuole andare in Israele a effettuare di persona una ricerca.
Angel, la nuora di Timothy Archer, è rimasta legata a lui anche dopo la morte di suo marito Jeff ma nel corso della sua vita ha già avuto vari problemi. Trovarsi in mezzo alla storia tra il vescovo e la sua segretaria Kirsten ed essere coinvolta nella ricerca religiosa dell’uomo diventano un ulteriore peso.
Negli ultimi anni della sua vita, Philip K. Dick stava cercando di abbandonare il campo della fantascienza e di farsi accettare come scrittore mainstream. Alcuni eventi personali degli anni ’70 lo portarono a concentrarsi su temi filosofico-religiosi che divennero sempre più importanti e in particolare le basi dei suoi ultimi romanzi.
“La trasmigrazione di Timothy Archer” viene generalmente incluso in quella che viene chiamata trilogia di VALIS perché ha temi in comune con gli altri due romanzi anche se non c’è alcun collegamento nelle trame. Il terzo romanzo non contiene elementi di fantascienza o fantasy che invece avevano i precedenti e può essere considerato post-moderno. Riuscire a venderlo all’editore come romanzo mainstream costituì una vittoria e per Philip K. Dick, che purtroppo morì poco prima della pubblicazione.
Philip K. Dick si ispirò ai veri manoscritti trovati a Nag Hammadi che permisero di riscoprire il cristianesimo gnostico, già una delle fonti di ispirazione dell’autore in “VALIS“. Ne “La trasmigrazione di Timothy Archer” altri rotoli immaginari vengono scoperti che rivelano gli insegnamenti della setta degli Zadochiti, che già predicavano ciò che due secoli dopo venne attribuito a Gesù di Nazareth.
Timothy Archer è un vescovo episcopale basato su James Pike, un amico personale di Philip K. Dick che aveva idee estremamente progressiste e decisamente poco ortodosse per quanto riguarda la religione. La fede di Archer è scossa dallo studio degli insegnamenti Zadochiti, che lo convincono che il Cristo che ha sempre predicato in realtà non è mai esistito.
La ricerca della verità su Dio da parte di Timothy Archer si mischia alla sua vita personale con la sua relazione sentimentale con Kirsten. Tutto ciò viene raccontato in un modo più simile a una biografia perché il romanzo è narrato in prima persona ma da Angel, la nuora del vescovo. Attraverso le sue discussioni filosofico-teologiche con Archer, Angel racconta la ricerca dell’uomo ma anche i loro complessi rapporti familiari.
Angel non è solo la narratrice del romanzo ma il suo personaggio ha una sua precisa importanza nell’opera di Philip K. Dick. Lo stesso autore scrisse che per certi versi Angel costituiva un suo alter-ego e il fatto che si trattasse di una donna rispecchia in maniera plateale i cambiamenti nella vita e nella carriera di Dick.
Angel ha problemi personali, in parte conseguenti alla morte del marito che vengono esplorati nel romanzo, ma nonostante le amarezze e la stanchezza cerca di ricostruire la sua vita. Come Philip K. Dick, fa parte della generazione degli anni ’60 vissuta negli eccessi ed è significativo che il romanzo abbia come riferimento storico l’assassinio di John Lennon, un simbolo della fine di una certa cultura.
Per molti versi “La trasmigrazione di Timothy Archer” è un romanzo doloroso a causa della morte della maggior parte dei protagonisti. Tuttavia, non è una storia di disperazione perché Angel sopravvive a questi tragici eventi e ha ancora voglia di vita e amore. Alla fine è il personaggio più ancorato alla realtà e alla razionalità.
Come alter-ego di Philip K. Dick, Angel mostra un equilibrio e un ottimismo nella vita dell’autore che non esisteva in precedenza. Una realtà che nelle opere dickiane tende a essere frammentata e ad andare ancor più a pezzi per una volta sembra invece trovare almeno qualche punto fermo. Purtroppo per Dick la grande fama al di fuori del campo della fantascienza arrivò solo dopo la sua morte.
Per tutti questi motivi, “La trasmigrazione di Timothy Archer” è un romanzo molto particolare tra quelli di Philip K. Dick, perfino al confronto degli altri due della trilogia di VALIS. Per chi vuole conoscere quest’autore è certamente tra quelli da leggere.

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