
Alan Turing (foto statua ©Lmno) è conosciuto come uno dei padri dell’informatica ma nel 1952 pubblicò un articolo intitolato “Le basi chimiche della morfogenesi” (“The Chemical Basis of Morphogenesis”) in cui esponeva una teoria per spiegare come i vari organismi biologici assumano forme diverse in maniera naturale partendo da uno stato uniforme ed omogeneo. Purtroppo, Turing si suicidò nel 1954 e solo recentemente un gruppo di ricercatori della Brandeis University e dell’Università di Pittsburgh ha pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” i risultati di una ricerca che conferma quella teoria.
Secondo Alan Turing, cellule biologiche identiche si differenziano e cambiano la loro forma attraverso un processo chiamato reazione-diffusione intercellulare. Sostanze chimiche reagiscono tra di loro e si diffondono attraverso uno spazio circoscritto, ad esempio tra le cellule di un embrione.
Queste reazioni chimiche hanno bisogno di un agente inibitorio per sopprimere la reazione e di un agente eccitante per attivare la reazione. Diffondendo tali agenti attraverso l’embrione, verranno creati schemi di cellule chimicamente diverse attivandone alcune and inibendone altre fino a rendere diverse cellule che in origine erano identiche.
Il professore di fisica Seth Fraden e il professore di chimica Irv Epstein hanno creato un anello di strutture sintetiche simili a cellule nelle quali avvenivano reazioni di attivazione e di inibizione chimica per testare il modello ideato da Alan Turing. Il risultato è che sono stati osservati tutti i sei schemi da esso previsti e anche un settimo non previsto.
Questi risultati potrebbero avere un impatto ancora da valutare sullo studio dello sviluppo biologico, per comprendere meglio come schemi simili emergano in natura. In biologia, la morfogenesi riguarda la forma dei tessuti, degli organi, di interi organismi ma anche la posizioni dei vari tipi di cellule specializzate.
Questa nuova ricerca sulla morfogenesi biologica potrebbe essere utile anche nelle ricerche sui materiali. Ad esempio, il modello creato da Alan Turing potrebbe aiutare a creare processi simil-biologici per far crescere robot “soffici”, parzialmente composti da parti in silicone, con forme predefinite. Sarebbe un’applicazione appropriata per un’idea di uno dei padri dell’informatica.
Questa verifica della teoria di Alan Turing è arrivata oltre 60 anni dopo la sua pubblicazione, confermando che la sua mente era straordinariamente brillante. È anche un ulteriore motivo di ignominia per le autorità britanniche che lo ostracizzarono per la sua omosessualità fino a portarlo al suicidio.
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