
Il 30 agosto le navicelle gemelle GRAIL (Gravity Recovery And Interior Laboratory), Ebb e Flow, hanno iniziato la loro missione estesa per creare una mappa gravitazionale della Luna ancora più precisa. Circa tre mesi dopo aver terminato la loro missione primaria ed essere state poste in uno stato di ibernazione per sopravvivere ad un’eclissi lunare, gli strumenti delle due navicelle sono stati riattivati ed esse sono state spostate verso un’orbita più bassa.
Al centro di controllo della missione GRAIL al JPL della NASA c’era ottimismo per l’uscita dall’ibernazione di Ebb e Flow perché era stato verificato che le batterie avessero accumulato sufficiente energia per riprendere l’attività. Normalmente, le navicelle GRAIL utilizzano l’energia solare catturata tramite i loro pannelli perciò l’eclissi lunare è stata un momento critico perché nelle dure condizioni in cui lavorano può sempre emergere qualche problema.
Le navicelle GRAIL lavorano assieme trasmettendosi segnali radio che determinano con estrema precisione le variazioni della loro distanza causate dalle lievi variazioni della gravità lunare. Di conseguenza, sarebbe stato sufficiente che una delle due non si riattivasse pienamente per causare il termine della missione.
Tutto è andato bene e al centro di controllo c’è comprensibile soddisfazione. Le navicelle Ebb e Flow hanno cominciato a rilevare le piccole variazioni della gravità lunare ad un’altezza media di poco più di 22 chilometri, che le porterà a circa 8 chilometri sopra le cime più alte della Luna. L’altezza media nel corso della missione primaria era di circa 55 chilometri perciò ora le variazioni della gravità lunare influiranno maggiormente sulle navicelle GRAIL, che quindi saranno in grado di rilevarle con precisione ancor maggiore.
[ad name=”TDAdMatchAstronomia”]
È previsto che questa missione estesa duri fino al 3 dicembre e nei prossimi mesi Ebb e Flow scatteranno altre fotografia con le loro MoonKAM continuando anche la loro missione didattica. Nel frattempo alla NASA stanno ancora analizzando l’enorme quantità di dati arrivata durante la missione primaria. Il prossimo anno dovrebbe essere disponibile una mappa gravitazionale della Luna straordinariamente precisa che migliorerà enormemente la nostra comprensione della sua composizione e della sua evoluzione, che è strettamente legata a quella della Terra.

Permalink