Nuovi fossili di ominidi trovati nella “Culla dell’umanità” in Sud Africa

Molare di ominide trovato nelle grotte di Sterkfontein (Foto cortesia Jason Heaton. Tutti i diritti riservati)
Molare di ominide trovato nelle grotte di Sterkfontein (Foto cortesia Jason Heaton. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Human Evolution” descrive l’esame di alcuni fossili appartenenti al genere Homo che possono essere associati ad attrezzi in pietra primitivi datati circa 2,18 milioni di anni fa. Si tratta di un osso di un dito e di un molare trovati nelle grotte di Sterkfontein, in Sud Africa. Le loro caratteristiche rendono l’attribuzione precisa difficile ma intrigante.

Le grotte di Sterkfontein sono un’area di notevole importanza per le ricerche paleontologiche e soprattutto paleoantropologiche per i molti fossili di ominidi trovati nell’ultimo secolo. Per questo motivo, è stata chiamata “Culla dell’umanità” e classificata come patrimonio dell’umanità protetto dall’UNESCO. Nel dicembre 2014 nei depositi delle grotte chiamati Milner Hall sono stati trovati i due esemplari fossili esaminati in questa ricerca.

Il dottor Dominic Stratford della Wits School of Geography, Archaeology and Environmental studies, che è anche coordinatore delle ricerche alle grotte di Sterkfontein, ha spiegato i motivi di eccitazione per questa scoperta. Essa è associata a sedimenti trovati su attrezzi in pietra primitivi usati circa 2,18 milioni di anni fa ma anche per le caratteristiche delle ossa.

L’osso del dito è decisamente più largo e robusto di qualsiasi osso della mano di ominide finora trovato in siti sudafricani risalenti al Pliocene o al Pleistocene. Esso mostra un misto di caratteristiche moderne e arcaiche. Ad esempio, è più curvo rispetto a quello di un Homo naledi e ha una curvatura simile a quella di una specie molto più antica come l’Australopithecus afarensis. Quest’ultima è la specie a cui appartiene lo scheletro parziale chiamato Lucy, datato 3,2 milioni di anni fa.

L’aspetto di quell’osso sembra quello di un dito di un ominide arboricolo ma manca delle forti attaccature di muscoli che ci si aspettano da una specie che viva sugli alberi. Il dito ha una forma simile a quella di un esemplare trovato nella Gola di Olduvai in Tanzania attribuito a un Homo habilis ma molto più largo.

L’altro fossile è un primo molare quasi completo e anch’esso mostra forti somiglianze con la specie Homo habilis. Nella dimensione e nella forma mostra anche una somiglianza con due dei dieci molari degli esemplari di Homo naledi. Sarà necessario effettuare ulteriori confronti per valutare le varie somiglianze.

Finora non ci sono state ricerche sistematiche nella Milner Hall e in generale solo alcuni dei depositi delle grotte di Sterkfontein sono stati oggetto di scavi. Il ritrovamento dei fossili studiati in questa ricerca è parte di una nuova fase di ricerche nella Milner Hall e in alcuni altri depositi. Possiamo aspettarci altre scoperte di fossili di ominidi nei prossimi anni.

Osso di ominide trovato nelle grotte di Sterkfontein (Foto cortesia Jason Heaton. Tutti i diritti riservati)
Osso di ominide trovato nelle grotte di Sterkfontein (Foto cortesia Jason Heaton. Tutti i diritti riservati)

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