
Sette osservatori astronomici del Sud America, inclusi il telescopio danese da 1,54 metri e il telescopio TRAPPIST dell’Osservatorio La Silla dell’ESO, hanno permesso di scoprire che l’asteroide 10199 Chariklo ha due anelli di polveri e altre particelle. Finora, anelli erano stati trovati solo attorno ai pianeti maggiori: Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Questa scoperta è stata riportata in un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”.
Scoperto nel 1997, Chariklo è un asteroide centauro, che cioè appartiene ad una classe di planetoidi ghiacciati la cui orbita è tra Giove e Nettuno. Queste orbite sono instabili a causa della vicinanza dei due pianeti perciò è probabile che dopo qualche milione di anni un centauro finisca fuori orbita.
Attualmente, Chariklo è il più grande tra gli asteroidi centauri con un diametro di circa 250 chilometri. Nel 1995 era stato individuato 1995 SN55, che era più grande, ma dopo un breve periodo gli astronomi ne hanno perso le tracce. Non è detto che la sua orbita sia stata alterata, è solo che anche con gli strumenti odierni è difficile tenere traccia di corpi celesti così piccoli a quelle distanze.
Il 3 giugno 2013, Chariklo è passato di fronte alla stella UCAC4 248-108672 dal punto di vista del Sud America. Questo fenomeno, conosciuto come occultazione, permette osservazioni molto migliori di un corpo celeste grazie alla luce sullo sfondo. È per questo motivo che ben sette telescopi di quel continente erano puntati su un asteroide che non sembrava straordinario.
Invece, gli astronomi hanno avuto una sorpresa. Pochi secondi prima e nuovamente pochi secondo dopo l’occultazione principale, ci sono stati altri due cali nell’intensità apparente della luce della stella UCAC4 248-108672, seppure molto brevi. L’unica spiegazione era che qualcosa attorno a Chariklo bloccava la luce.
Gli astronomi hanno confrontato le osservazioni effettuati dai vari siti per ottenere un’immagine composita grazie al fatto che i loro punti di vista leggermente diversi. Il risultato è che hanno potuto ricostruire la forma e la dimensione dell’asteroide Chariklo ma anche stabilire l’esistenza e le caratteristiche dei suoi due anelli, larghi rispettivamente sette e tre chilometri, separati da un intervallo netto di nove chilometri.
L’origine di questi anelli è ancora un mistero. L’unica teoria finora avanzata è che si siano formati in seguito ad una collisione che ha lasciato detriti sotto forma di polvere. Essi devono essere stati confinati in due stretti anelli dalla presenza di almeno un piccolo satellite. Può sembrare strano ma anche gli asteroidi possono avere delle lune e quella di Chariklo può essere talmente piccola da essere sfuggita perfino alle osservazioni effettuate l’anno scorso.
I due anelli sono stati chiamati per il momento Oiapoque e Chuí, come due fiumi in Brasile. Essi possono illustrare un fenomeno simile a quello che, in scala molto maggiore, portò alla nascita della Luna terrestre e di altri satelliti del sistema solare. È possibile che ci siano altri corpi celesti nel sistema solare che hanno degli anelli ma ci vuole fortuna per riuscire a individuarli. Con Chariklo gli astronomi sono stati fortunati e hanno fatto una scoperta davvero interessante.

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