Stelle

Immagine della galassia M82 con al centro, anche ingrandita, la pulsar M82 X-2 (Immagine NASA/JPL-Caltech/SAO/NOAO)

Il telescopio spaziale NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) della NASA ha permesso di scoprire una pulsar di una luminosità mai vista prima. In un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”, il team internazionale guidato da Matteo Bachetti, che oggi lavora all’Osservatorio Astronomico di Cagliari dell’INAF e all’epoca all’Institut de Recherche en Astrophysique et Planétologie di Tolosa, in Francia, illustra la ricerca che ha portato alla scoperta di questa pulsar che emette un’energia dieci milioni di volte quella del Sole.

Rappresentazione artistica di GRB130925A. Il gas caldo in rosso circonda un getto di particelle in bianco sparate a velocità vicine a quella della luce (Immagine NASA/Swift/A. Simonnet, Sonoma State Univ.)

Il telescopio spaziale dell’ESA XMM-Newton ha permesso di studiare un eccezionale lampo gamma la cui sorgente è stata etichettata come GRB130925A, in una galassia a circa 5,6 miliardi di anni luce dalla Terra. Questo lampo gamma è stato emesso da una stella supergigante blu, una stella molto massiccia che oggi è rara ma era probabilmente molto comune nelle prime fasi di vita dell’universo.

Il nuovo ammasso di stelle e i nuclei delle due galassie che si stanno unendo ingranditi nell'immagine dell'ammasso galattico di cui fanno parte (Immagine NASA)

Il telescopio spaziale Hubble ha fotografato una struttura fuori dal normale lunga 100.000 anni luce che contiene ammassi di giovani stelle che formano una sorta di ponte attorno ai nuclei di due antiche galassie all’interno dell’ammasso galattico conosciuto come SDSS J1531+3414. Questa straordinaria struttura potrebbe fornire nuovi indizi sulla formazione di ammassi stellari come risultato dell’unione di galassie.

Illustrazione artistica della pulsar pulsar PSR J2222-0137 e della nana bianca sua compagna (Immagine cortesia B. Saxton (NRAO/AUI/NSF). Tutti i diritti riservati)

Le ricerche astronomiche ci stanno abituando a scoperte davvero bizzarre e a volte gli astronomi possono davvero dire di aver trovato una gemma nello spazio. In passato l’analisi del pianeta 55 Cancri e ha portato a teorizzare che parte di esso sia un enorme diamante, ora un gruppo di astronomi ha identificato una nana bianca che potrebbe essersi trasformata in un diamante delle dimensioni della Terra.

Il buco coronale quadrato sulla superficie del Sole (Immagine Solar Dynamics Observatory/NASA)

La sonda spaziale della NASA Solar Dynamics Observatory (SDO) ha scoperto un buco coronale dalla forma quadrata nella corona del Sole, la parte più esterna dell’atmosfera della nostra stella. Esso è molto a sud sul Sole perciò è improbabile che il vento solare originato in quell’area raggiunga la Terra.