Ominini

Una mandibola fossile scoperta sull'altopiano del Tibet apparteneva a un uomo di Denisova

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta le prove che una mandibola scoperta nella grotta di Baishiya Karst, nella regione cinese dello Xiahe, sull’altopiano del Tibet, risalente a 160.000 anni fa apparteneva a un uomo di Denisova. Un team di ricercatori coordinati dal Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology (MPI-EVA), in Germania, e dall’Università di Lanzhou, in Cina, ha ricavato dalla mandibola e da uno dei molari proteine specifiche per determinare la parentela di quell’individuo con i Denisova i cui resti sono stati scoperti in Siberia.

Il ruolo dell'Ardipithecus ramidus nell'evoluzione della locomozione bipede negli esseri umani

Un articolo pubblicato sulla rivista “eLife” riporta la tesi che la morfologia del piede dell’Ardipithecus ramidus, un ominino che visse circa 4,4 milioni di anni fa, è la più simile a quella di scimpanzè e gorilla tra le scimmie antropomorfe. Thomas Prang del Dipartimento di Antropologia dell’Università di New York ha esaminato le caratteristiche dei piedi dell’Ardipithecus ramidus per valutare il rapporto tra il tipo di locomozione di una specie e le sue caratteristiche scheletriche. Lo scopo è di ricostruire l’evoluzione del bipedismo e stimare l’aspetto dell’ultimo antenato comune di umani e scimpanzè.

Il professor Philip Piper con il primo osso di Homo luzonensis scoperto (Foto cortesia Lannon Harley / ANU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta il riconoscimento di una nuova specie di umani primitivi che è stata chiamata Homo luzonensis. Un team di ricercatori ha studiato una serie di fossili scoperti tra il 2007 e il 2015 nella grotta di Callao, sull’isola di Luzon, nelle Filippine, concludendo che si tratta dei resti di individui appartenenti a una specie di ominini diversa da quelle finora conosciute che visse sull’isola tra 50.000 e 67.000 anni fa.

I crani Jebel Irhoud 1 e Qafzeh 9

Un articolo pubblicato sulla rivista “Trends in Ecology & Evolution” descrive una ricerca sulle origini degli esseri umani moderni. Un consorzio scientifico guidato dalla dottoressa Eleanor Scerri, ricercatrice del Max Planck Institute for the Science of Human History, ha raccolto quelle che sono ritenute prove del fatto che gli antenati degli umani moderni erano sparsi in giro per l’Africa, sono rimasti separati per millenni diversificandosi per poi rimescolarsi per formare gli attuali Homo sapiens.

Concetto artistico del misterioso ominino (Immagine cortesia Bob Wilder / Università di Buffalo)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Molecular Biology and Evolution” descrive una ricerca che da una proteina presente nella saliva umana ha dedotto che anticamente ci sono stati incroci tra homo sapiens e un’altra specie sconosciuta di ominini. Un team di scienziati ha condotto uno studio sul gene chiamato MUC7, il quale codifica una mucina, una proteina che determina alcune caratteristiche della saliva umana e tracciandone la storia hanno trovato le tracce di questi antichi incroci tra ominini nell’Africa sub-sahariana.