Archei

Frammenti dl meteorite NWA 1172 contenente Metallosphaera sedula (Immagine cortesia Tetyana Milojevic)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive uno studio sulla capacità di una specie di archei chiamata Metallosphaera sedula di crescere in materiali tipici dei meteoriti utilizzando i metalli in essi contenuti come fonte di energia. Un team di ricercatori guidato dall’astrobiologa Tetyana Milojevic dell’Università di Vienna ha esaminato questi archei mentre vivevano e interagivano con un vero meteorite. I risultati possono fornire indizi sull’origine della vita sulla Terra grazie alle possibilità di identificare con maggiore certezza microfossili contenenti metalli. Ciò significa anche avere migliori possibilità di valutare possibili tracce di vita microscopica trovati in altri luoghi del sistema solare.

Un'abbondanza di archei nei sedimenti sotto i fondali oceanici

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta un’abbondanza di archei ammonio-ossidanti nelle comunità microbiche in sedimenti sotto i fondali dell’Oceano Atlantico settentrionale. Un team di ricercatori guidato da William Orsi del Ludwig-Maximilians-Universitaet (LMU) di Monaco, in Germania, ha scoperto che archei non solo sono sopravvissuti per milioni di anni in sedimenti che possono arrivare oltre due chilometri sotto dei fondali oceanici ma si sono adattati a quelle condizioni meglio dei batteri e potrebbero avere un ruolo importante nei cicli geochimici del carbonio e dell’azoto in quell’ecosistema.

Una notevole diversità di microrganismi scoperta in una delle sorgenti di Yellowstone

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta la scoperta di una diversità mai incontrata prima nei microrganismi trovati in una delle sorgenti caldissime del Parco Nazionale di Yellowstone, negli USA. Un team di ricercatori della Montana State University (MSU) ha usato strumenti genomici per esaminare la comunità microbica presente nella sorgente chiamata Smoke Jumper 3 (SJ3) scoprendovi sia batteri che archei che rappresentano circa metà dei rami conosciuti di questi domini della vita. Si tratta di una scoperta straordinaria perché capire quali processi geologici e biologici possono portare a una tale diversità può offrire nuove informazioni sulle ragioni per cui certe forme di vite possono emergere e prosperare.

Gli archei Asgard nell'albero della vita (Immagine cortesia Eva Fernandez-Caceres)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di nuovi microrganismi che forniscono ulteriori informazioni sull’evoluzione degli organismi eucarioti, formati da cellule complesse. Le nuove specie scoperte sono archei che sono stati chiamati Thor, Odino e Heimdall, organismi più semplici che però hanno alcune caratteristiche trovate solo in eucarioti e assieme a un’altra famiglia di archei chiamati Loki la cui scoperta è stata annunciata nel settembre 2015, formano un gruppo che è stato chiamato degli archei Asgard.

L'albero della vita (Immagine Laura Hug et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Microbiology” descrive una ricerca genetica che offre una visione più ampia dell’albero della vita. Un team di ricercatori dell’Università della California a Berkeley guidati da Laura Hug, che ora lavora alla facoltà di biologia dell’Università di Waterloo, nell’Ontario, in Canada, ha costruito un nuovo albero della vita che mostra una diversità formata per due terzi da batteri e Archea.