Archei

Articoli sugli archei

La struttura dei vari gruppi di archei derivante da questo studio con gli eucarioti come parte di questo dominio tassonomico

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di uno studio genetico sugli archei Asgard che espande la diversità genetica di questo gruppo di microrganismi e conclude che l’ordine tassonomico Hodarchaeales è quello maggiormente legato agli eucarioti, gli organismi che costituiscono tutte le forme di vita multicellulari sulla Terra. Un team di ricercatori ha condotto un’analisi genetica di archei Asgard da campioni raccolti in 11 luoghi in varie parti del mondo in una ricerca genomica che ha usato lo stato dell’arte delle tecniche di analisi. La conclusione è che gli eucarioti costituiscono un gruppo all’interno degli archei Asgard, dai quali potrebbero essersi evoluti direttamente.

Un archeo Asgard della specie proposta Lokiarchaeum ossiferum

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sugli archei che appartengono al superphylum proposto chiamato Asgard e in particolare sulle loro caratteristiche che li rendono un possibile anello mancante evolutivo con gli eucarioti. Un team di ricercatori formato dalla collaborazione dei gruppi di lavoro di Christa Schleper dell’Università austriaca di Vienna e di Martin Pilhofer del Politecnico federale di Zurigo ha avuto successo nella coltivazione di una specie appartenente a questo gruppo di microrganismi per poterli studiare in laboratorio. Ciò ha permesso di condurre esami approfonditi delle loro strutture cellulari come l’esteso citoscheletro.

I microfossili studiati (Immagine cortesia B. Cavalazzi)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta la scoperta di microfossili dei più antichi microrganismi metanogeni conosciuti, con un’età stimata in 3,42 miliardi di anni. Un team di ricercatori guidati dalla professoressa Barbara Cavalazzi dell’Università di Bologna ha scoperto questi microfossili in Sud Africa, nella località conosciuta come cintura di rocce verdi di Barberton. Questi microrganismi vissero in un sistema di venule idrotermali e mostrano similitudini con gli odierni archei. Il loro studio offre informazioni sulle prime forme di vita sulla Terra e sulle possibilità che forme di vita emergano in ambienti simili altrove nell’universo.

Ethanoperedens thermophilum e il suo simbionte Desulfofervidus auxilii

Un articolo pubblicato sulla rivista “mBio” riporta la scoperta di un archeo che si nutre di etano in sorgenti idrotermali sul fondo del Bacino di Guaymas, nell’area centrale del Golfo di California. Un team di ricercatori guidato da Gunter Wegener del Max Planck Institute for Marine Microbiology ha proposto il nome Ethanoperedens thermophilum per questo archeo che vive in simbiosi con un batterio già conosciuto per il quale Wegener e i suoi collaboratori avevano proposto il nome Desulfofervidus auxilii. L’interesse per questi microrganismi va oltre la curiosità biologica perché il processo metabolico che degrata l’etano è reversibile e ciò significa che altri archei simili potrebbero trasformare anidride carbonica in etano. Ciò prirebbe al loro uso per la produzione di etano, il secondo componente più comune del gas naturale dietro il metano con il 15%.

Un archeo Asgard potrebbe fornire la chiave per capire la nascita della cellula eucariota

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio su un archeo chiamato Candidatus Prometheoarchaeum syntrophicum, parte del phylum proposto Lokiarchaeota. Un team di ricercatori ha prelevato campioni dal fondo dell’Oceano Paficico vicino alle coste giapponesti riuscendo a coltivare questi archei contenuti in uno speciale ambiente di laboratorio creato appositamente. Anni di studi hanno permesso di separare vari ceppi e di scoprire che alcuni hanno sporgenze lunghe e ramificate, una caratteristica che ha portato i ricercatori a suggerire che nel passato un batterio sia rimasto impigliato in sporgenze simili diventando un organello di quella che col tempo è diventata una cellula eucariota.