Il cercatore di Suzanne Palmer

Il cercatore di Suzanne Palmer
Il cercatore di Suzanne Palmer (Edizione americana)

Il romanzo “Il cercatore” (“Finder”) di Suzanne Palmer è stato pubblicato per la prima volta nel 2019. È il primo libro della serie The Finder Chronicles. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1717 di “Urania” nella traduzione di Annarita Guarnieri.

Fergus Ferguson è stato incaricato di recuperare la “Spada di Venezia”, un’astronave rubata ai Costruttori da Arum Gilger, una sorta di boss locale della colonia di Cerneken, per i residenti Cernee. La colonia è costituita da un agglomerato eterogeneo di asteroidi e ruote artificiali uniti da un sistema di trasporto.

Mentre Fergus Ferguson è in una cabina pressurizzata del sistema di trasporto, un attacco da parte di uomini di Gilger rischia di uccidere lui e “Mamma” Vahn, la donna che viaggia nella stessa cabina. Fergus viene salvato dalla donna e finisce nell’habitat della famiglia Vahn, un gruppo di donne dall’aspetto praticamente identico che gli fanno pensare subito che si tratti di cloni. Si tratta solo dell’inizio di una sorta di guerra civile nella colonia con l’ulteriore complicazione degli alieni Asiig, le cui astronavi cominciano a volare sempre più vicine.

Dal 2005, per parecchi anni Suzanne Palmer ha scritto narrativa breve e solo nel 2019 ha pubblicato “Il cercatore”, il suo primo romanzo. Il protagonista è uno scozzese che ha messo radici su Marte per poi diventare un cercatore, di fatto un recuperatore di oggetti per conto dei legittimi proprietari. In questo caso, si tratta di un’astronave presa usando false credenziali.

L’idea di Fergus Ferguson è semplice: arrivare nella colonia di Cerneken, esaminare la situazione, preparare un piano e riportare “Spada di Venezia” ai suoi proprietari. Purtroppo per lui, scopre molto presto di essere finito in un luogo dove la situazione è complicata e sta rapidamente degenerando. La conseguenza è che il recupero dell’astronave diventa quasi un problema marginale.

Come Fergus Ferguson, il lettore viene gettato in mezzo alla complessa situazione di Cerneken e impara a conoscerla assieme al protagonista. Il ritmo tende a essere elevato a parte alcuni momenti costituiti da dialoghi, di solito tra Fergus e altri personaggi, che vengono anche usati per svilupparli.

Il risultato è uno spaccato di un futuro complesso in cui l’umanità i è espansa tra le stelle ma i problemi sono spesso gli stessi esistenti oggi sulla Terra. La colonia di Cerneken non è particolarmente grande ma è decisamente variegata con abitanti che vanno dai coltivatori di licheni ai mercanti d’armi. La costruzione di quel futuro e in particolare della frontiera spaziale con la colonia di Cerneken costituiscono per me la parte migliore del romanzo.

Certi toni abbastanza cupi della storia della guerra civile che scoppia a Cerneken sono stemperati da una certa ironia di Fergus Ferguson. Il protagonista ha un passato complicato che viene svelato pian piano e da questo punto di vista sinceramente speravo in qualcosa di meglio perché i momenti bui del suo passato mi puzzano tanto di cliché. Non aiuta una certa ripetitività nei tanti momenti di pericolo in cui Fergus è convinto di essere ormai morto ma ovviamente sopravvive.

Gli elementi della trama e soprattutto dello sviluppo del protagonista che mi hanno convinto poco sono per me limitati rispetto ai pregi di una storia piena di azione sviluppata per la maggior parte in un ambiente che non è un pianeta. Una parte è ambientata su Marte e da questo punto di vista è più convenzionale ma, cliché a parte, aiuta certi sviluppi del protagonista. La parte della trama collegata agli alieni Asiig è l’unica che rimane senza una vera risoluzione dato che rimangono misteriosi.

“Il cercatore” è il primo romanzo di una serie ma ha un suo finale perciò è possibile leggerlo come romanzo autonomo. Lo consiglio a chi apprezza storie avventurose con ambientazioni nella frontiera spaziale, a volte con un sapore che ricorda un po’ i western, ben costruite.

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